venerdì 23 agosto 2019

Cosí é troppo facile! Fabio Sdogati uber alles.

Su suggerimento di una persona che mi conosce da una vita (quando scrivo "da una vita" non esagero), mi sono andato a vedere questo video, in italiano, del prof. Fabio Sdogati sulle ragioni della crisi che si é manifestata a partire dal 2007.


Questo docente ha due palle ipercubiche per come sa spiegare

In questo video, c'é un buon 60% dei post di ExitEconomics scritti fra il 2016 al 2018. Deficit commerciale USA, reinvestimento dei dollari americani da parte della Cina in titoli di stato americani, crollo dei tassi di interesse bancari nel mondo, cartolarizzazione dei mutui subprime, creazione del credito/debito, ruolo delle banche centrali come gestori della moneta in circolazione (nei limiti...) e dei tassi di interesse (nei limiti...). C'é anche un brevissimo accenno ai futures inventati dai sumeri :=) impagabile!

Il prof ha una verve eccezionale e vedere quei ragazzini rincoglioniti che seguono passivamente la lezione mi fa rabbia. Io ho impiegato 6 anni per afferrare prima, capire e digerire poi quei concetti, faticando come un mulo per separare il segnale (crisi innescata dalle banche) dal rumore di fondo giornalistico (colpa del debbbito pubblico..) ...e  questi ragazzi si trovano una tale perla di insegnamento e non la sfruttano? mai una domanda in due ore di lezione?? andate a pascolare le pecore, é la mia risposta! non vi meritate un docente simile, CAPRE!

Avere disponibile in italiano una lezione del genere che copre 40 anni di storia finanziaria mondiale non ha prezzo. Io ho studiato su decine di libri, ascoltato ore di podcast e visto decine e decine di video di economisti, hedge fund manager, analisti e storici dell'economia per arrivare ad avere le stesse conoscenze che in due ore due Sdogati ha snocciolato ad una piccola platea distratta.

Tornando a noi (scusate lo sfogo), su ExitEconomics sto raccogliendo un po'di letteratura, libri, link, video e podcast da condividere con chi ha sete di conoscenza. Molto di questo materiale é in inglese, ma se non dominate l'inglese...mi spiace per voi siete condannati a seguire le ricette da decrescita felice dei Di Maio di turno.

Questo materiale sará disponibile su specifici post (in inglese..caso mai qualche anglofono passi da queste parti e voglia interagire) che verranno aggiornati periodicamente. Non verranno caricati sul blog di orazero.org.

Nel frattempo invito chi fra di voi abbia interesse a studiare e costruire metriche per il confronto fra le criptovalute a scrivermi (lorenzo.marchetti@gmail.com). Ho intenzione di focalizzare quali cripto possono avere futuro e quali no prima che scoppi la bolla, al pari di quella dei tulipani o delle dot.com. A quel punto, solo le criptovalute buone sopravviveranno (un po'come Amazon che sopravvisse e prosperó dopo lo scoppio delle .com, perché aveva un modello di business superiore).

[BITCOIN] Bitcoin é una frode

La strada per l'inferno é lastricata di buone intenzioni.

Credo che questa massima riassuma perfettamente il senso di Bitcoin.

Come ho giá accennato in precedenti post, sto studiando la blockchain, e di conseguenza la miriade di "criptovalute" nate sopra di essa.

Bitcoin mi ricorda le ONG.

Come le ONG sono animate dalle buone intenzioni di salvare vite, ma di fatto scaricano migranti economici accollandone i costi e i disagi ai paesi di approdo, cosí Bitcoin promette di salvare il pianeta dall'orrendo controllo che le banche centrali hanno sulla creazione del denaro, ma di fatto é uno schema Ponzi che consuma quantitá enormi di corrente elettrica senza alcun valore aggiunto facendo piú ricchi i primi entrati e piú poveri gli ultimi arrivati.

La mia é una accusa molto forte, me ne rendo conto, e ora vado a supportarla con dati, cifre e ragionamenti. Spero che qualcuno mi commenti smontando le mie conclusioni, perché sinceramente per Bitcoin la vedo dura, molto dura.

Sto sviluppando delle metriche che consentano di mettere a confronto denaro tradizionale e le varie criptovalute. Chi é interessato a collaborare (c'é da studiare e ragionare) mi puó contattare per email (lorenzo.marchetti@gmail.com).

Veniamo alle intenzioni originali dei creatori di Bitcoin:

1) Bitcoin prometteva un abbattimento dei costi di transazione del denaro.
2) Bitcoin prometteva un decentramento della creazione del denaro e della sua redistribuzione
3) Bitcoin prometteva una valuta stabile, non soggetta ai capricci delle banche centrali


E ora veniamo ai dati. Tranquilli, non vi tedieró con concetti come blocco, hash, peer-to-peer. A noi interessa la sostanza.

1) Bitcoin prometteva un abbattimento dei costi di transazione del denaro, agevolando i micropagamenti per popolazioni povere.

ExitEconomics - principio: Una transazione é l'atomo costituente di ogni economia

Quindi l'intenzione era piú che nobile. Come scritto in altri post, i costi di transazione possono arrivare al 10%. Mando 100 euro in India con i vari Money Transfer, l'intermediario se ne prende 10, al destinatario ne arrivano solo 90. Ingiusto. Siamo tutti d'accordo.

Quanto costa una transazione in BTC? secondo i miei calcoli, fino a venti dollari. Una cifra A L L U C I N A N T E.
I calcoli tengono conto del fatto che per creare bitcoin (con la creazione di bitcoin si validano le transazioni), occorrono quantitá spaventose di corrente elettrica. Siccome le transazioni validate sono poche per ogni attivitá di mining, e il consumo di corrente altissimo, siamo intorno a queste cifre. Immaginate di spendere 20 dollari per un micropagamento da 5 dollari.

Per validare poche centinaia di transazioni, occorrono circa 10 minuti, se tutto va bene. Una VISA in un secondo opera 24000 transazioni. Bitcoin é ancora poco diffuso, pensate cosa succederebbe alle latenze nel caso in cui fosse piú diffuso. Pagate in bitcoin all'autonoleggio e aspettate dai dieci minuti a mezza giornata che il pagamento vada a buon fine prima di poter prendere l'auto.
Le latenze peggioreranno nel tempo e il consumo di corrente salirá nel tempo.

2) Bitcoin prometteva un decentramento della creazione del denaro e della sua redistribuzione
Le banche potrebbero congelarvi il conto corrente, limitarne i prelievi giornalieri (vedi Grecia). Con la app di bitcoin sul vostro telefonino, invece, i soldi sono sempre disponibili, basta avere internet per pagare, comprare, vendere. Queste le intenzioni.

Peccato che anche in questo caso Bitcoin abbia fallito.
Per migliorare l'efficienza della creazione di bitcoin, enormi computer vengono adoperati solo per creare bitcoin. Questi computer non possono esssere comprati e manutenuti da singoli individui, per cui nascono consorzi ("pool", in gergo) cioé gruppi di persone che mettono insieme enormi centri di calcolo, di fatto accentrando in pochi posti FISICI (tipicamente in Cina) la creazione di bitcoin. Scordatevi di creare bitcoin con il vostro laptop connesso alla rete domestica. Non si puó fare, non piú. L'accentramento andrá peggiorando nel tempo.

3) Bitcoin prometteva una valuta stabile, non soggetta ai capricci delle banche centrali, immune dall'inflazione che é un furto dei ricchi a danno dei poveri.

Sul fatto che l'inflazione sia un furto dei ricchi a danno dei poveri, ci sarebbe da discutere (io non sono d'accordo, le cose sono piú complicate di cosí) ma soprassediamo e andiamo avanti.
Il bitcoin riesce a perdere o guadagnare in una giornata anche il 10%. La chiamate stabilitá?
A chi ribatte che é ancora poco usata, faccio presente che esiste da dieci anni, non dall'altro ieri.
Bitcoin é di fatto regno per speculatori e, aggiungo, venditori di consulenze per sprovveduti analfabeti tecnologici. In queste condizioni NON PUO' essere usata da gente che per lavoro fa altro (dal bagnino all'ingegnere al medico al bidello) e non puó seguire i movimenti del mercato come un trader professionista o venditore di pentole tecnologiche.
Il bitcoin ha sofferto di enormi problemi inflazionistici: una moneta che in poco tempo passa da 20mila dollari a 10mila dollari di fatto ha subito una svalutazione del 50%. Cioé le cose in bitcoin costano il 50% in piú,,,se non é inflazione questa!

Barzellette finali

Poi ci sono chicche, come questa: il tizio in questione, con una espressione facciale che la dice tutta, afferma di essere il mitico creatore di Bitcoin, con una personale fortuna di 980mila bitcoin creati con pochi dollari di energia elettrica (10 anni fa minare bitcoin era poco costoso) oggi valutabili intorno ai 10 miliardi di dollari.
Peccato che dice che ha perso l'hard disk con i bitcoin dentro...
Al di lá del ridicolo, c'é una veritá fondamentale:
Con bitcoin, se perdete "le chiavi" di accesso al vostro gruzzoletto digitale, perdete tutto. 

Non ci sono banche o numeri verdi da chiamare per vedersi restituiti nome utente e password.

Non solo: quei bitcoin sono perduti per sempre per tutti. Spariscono dalla rete! Siccome i bitcoin sono in numero limitato, di fatto avete eliminato dall'universo dei bitcoin dai pochi disponibili.

Ci sono altri aspetti ancora che mi fanno dubitare della sostenibilitá e della utilitá di bitcoin, ma per oggi é abbastanza.


CONCLUSIONI 

Vale il solito principio: in ogni attivitá umana, l'intermediario fa i soldi, sia che voi ci guadagniate, sia che ci rimettiate. Bitcoin é, al pari di ogni attivitá speculativa, soggetto alle leggi di mercato della domanda e dell'offerta. Se entrate bassi e vendete alti, fate i soldi. Altrimenti li perdete. Chi fa i soldi  sono i miners che hanno la potenza di calcolo necessaria per creare i bitcoin: piú i bitcoin sono alti, e meno l'energia elettrica costa per tenere in piedi i server, maggiori sono i profitti.

Quale é il valore aggiunto nel tenere in piedi server che consumano quanto l'Irlanda che ha una popolazione che ogni mattina si sveglia, va a lavorare, produce, va al cinema, ride, piange, nasce e muore?
Ditemi voi quale é il valore aggiunto, io non lo vedo. Vedo solo un enorme spreco di risorse in termini di combustibili fossili usati per far girare e (raffreddare) dei server in Cina.

La blockchain ha enormi potenzialitá, ma bitcoin, prima sua creatura, ne é certamente un fallimento da cui trarre insegnamenti per migliorare il sistema delle criptovalute.






mercoledì 21 agosto 2019

Perché Libra? e perché oggi?

Ogni tecnologia, quando viene adottata, si porta dietro vincitori e vinti.

Questo é stato vero in passato, é vero oggi e sará vero in futuro.

I vinti combattono per resistere al cambiamento, o per avere un paracadute che rallenti la caduta a livelli sostenibili (tradotto: lo stato interviene con misure di supporto alla popolazione per mezzo del welfare), i vincitori cavalcano il cambiamento, sanno adattarsi e fanno i soldi, se capiscono per tempo dove tira il vento.

Nel tempo, la tecnologia porta maggiore benessere ad una piú vasta platea di utenti.

Insieme al dualismo vincitori-vinti, una nuova tecnologia puó indurre cambiamenti negli equilibri fra classi sociali, classi lavoratrici, nazioni, paesi, aree geografiche.

Libra, criptovaluta proposta da Facebook che dovrebbe vedere la luce nel 2020, é una di queste tecnologie (in ambito fintech) che cambieranno gli equilibri nel pianeta.

Cosa é Libra?

Ci sono documenti e video a tonnellate in giro per la rete, per cui dico solo che si tratta di una criptovaluta, basata sull'onnipresente BlockChain, promossa da Facebook per gli acquisti on line, per l'accesso al credito, per i pagamenti cashless in zone remote del pianeta senza servizi bancari.

Il punto fondamentale é la facilitá di pagamento e l'accesso al credito di miliardi di individui che vivono in zone dimenticate dai media.

Vedete, oggigiorno senza credito non c'é economia. Il credito viene creato dalle banche, e se devo mandare i soldi da un punto all'altro del pianeta i costi di transazione possono arrivare al 10%. Mando 100 euro IN CONTANTI in India, 10 euro se li prende l'intermediario che trasferisce il denaro, e a quello cui il denaro serve arrivano soltanto 90 euro. Quello cui arrivano 90 euro non ha un conto bancario, altrimenti gli facevo un bonifico e i costi erano molto inferiori.

Iniziate a vedere il mercato potenziale?

I migranti, milioni di migranti, devono trasferire denaro (cash) da zone ricche a  zone povere del pianeta, dove non ci sono servizi bancari. Peró quelle zone hanno accesso a internet, spesso e volentieri.

Questi trasferimenti renderebbero piú ricche le persone, NON le banche, in zone depresse del pianeta. Nessuno vieta che in futuro per mezzo di Libra non si possano pagare i finanziamenti per un mutuo per comprare casa e avviare una impresa. Perché no? Quello che serve é il collaterale.

Pago in libra per mezzo del mio cellulare, che attiva il trasferimento al terminale della persona in India. Da cellulare a cellulare, da una public key (la mia) ad un'altra public key (l'indiano). La blockchain valida la transazione in qualche minuto, e in (quasi) totale anonimato il cash digitale é accreditato al mio amico in India.
Qualche considerazione:

1) Non ci sono intermediari
2) Il trasferimento é quasi istantaneo
3) I costi di transizione saranno di pochi microcentesimi

Ci sono giá servizi per il trasferimento di denaro a costi abbordabili, ma Facebook sfrutterá la sua rete di miliardi di utenti in tutto il mondo. Ecco perché Libra sará disruptive technology. Sará integrata in Facebook.

Di fatto Facebook diventa una banca, ed é per questo motivo che l'Unione Europea sta investigando su Libra per comportamento anti-competitivo. In altri termini, vorrebbero che Facebook si comportasse come una banca ordinaria, sottoposta a controllo ordinario come le banche ordinarie. No stupisce: l'Unione Europea puzza di morto lontano un miglio.

Solo che Facebook opererebbe in un regime tecnologico che fa a pezzi il vecchio sistema delle banche. Le banche saranno le prime vittime di questo sistema di trasferimento e creazione del credito.

Le banche fanno soldi fra la differenza degli interessi pagati al passivo e gli interessi pagati all'attivo. Ho giá spiegato in un video come funziona. La banca fa i soldi creando prestiti e mutui.
Quando eroga un prestito, la banca chiede un collaterale a garanzia: tipicamente, la casa su un mutuo.

Ma miliardi di persone NON hanno un collaterale per chiedere un prestito. Non solo non hanno un collaterale, ma non hanno proprio la banca nemmeno a 100 km. Rimangono poveri perché non hanno accesso al credito.

Senza credito, anche le menti migliori pascolano le pecore. 


Si tratta di un mercato enorme per i prestiti, e per dare la possibilitá alle persone di iniziare a fare business a casa loro, non dovendo necessariamente migrare.

La finanza, come ho giá scritto in altri post, ha plasmato il mondo insieme alla tecnologia, di cui si é fatta foriera per avere vantaggi competitivi (io la chiamo sempre effetto leva) sulla concorrenza. Libra va nella stessa esatta direzione. Come un proiettile. Riesco a figurarmi l'esito. Le banche in guerra contro Libra. Si arriverá ad un compromesso di breve periodo ma la strada é segnata, perché l'efficienza va a favore di questa nuova tecnologia.

I dirigenti di Amazon hanno elaborato un business plan che tiene in considerazione miliardi di utenti. Per alcuni di loro sapete quale puó essere l'unico collaterale degno di nota? i LORO DATI PERSONALI.

Si chiama token economy.

Ne parleremo in futuro.

E, per rispondere ad Alessia (Alka) la Kazara in un suo commento: NO, non credo che finiremo come nel film Elysium. Alcuni ci finiranno, altri -la maggioranza- no.
La fantascienza non ci ha mai preso, perché estrapola il presente e lo moltiplica per dieci nel futuro.

Sto studiando la blockchain e Libra, unendo l'approccio da ingegnere con economia, in particolare la creazione e distribuzione del credito. Mi interesserebbe creare un gruppo di lavoro a riguardo. Scrivetemi in privato se siete interessati (lorenzo.marchetti@gmail.com).


sabato 17 agosto 2019

Euribor negativo, bond yield invertiti, oro ai massimi...che succede? la fine del mondo? no.

Ne avrete sentito parlare su tutti i media, recentemente il titolo di Stato USA a 10 anni rende MENO del titolo di stato a due anni. In gergo, la differenza fra rendimenti fra due strumenti finanziari dello stesso tipo si chiama "spread". In questo caso, lo spread fra i rendimenti a 10 anni e quelli a 2 anni é diventato negativo.

Non amo riempirvi di grafici, li potete trovare in giro, ma i rendimenti del mercato dei bond sono importantissimi perché definiscono i trend  nell'economia mondiale.

Il mondo oggigiorno poggia su una mongolfiera chiamato credito, e una componente importante del credito é il tasso di interesse applicato. Ecco perché guardare ai tassi di interesse significa capire come il credito si evolve, se si sta contraendo (tassi salgono) o se sta aumentando (tassi diminuiscono).

In generale, ci insegnano che se si presta denaro si chiede un tasso di interesse maggiore se maggiore é la durata del prestito.

In questo caso, avviene l'opposto. Cioé un prestito a 10 anni offre un interesse inferiore rispetto ad un prestito a 2 anni!

Perché? perché i grandi investitori (i "mercati") hanno talmente tanta incertezza che preferiscono accettare rendimenti bassi, al limite negativi, nel futuro comprando i titoli a 10 anni OGGI piuttosto che dover comprare fra qualche anno gli stessi titoli a 10 anni quando i rendimenti SARANNO ANCORA PIU'BASSI (secondo le aspettative).

Se i rendimenti degli strumenti finanziari vanno sottozero, si entra in una dimensione "strana", come lo specchio di Alice: é tutto rovesciato. E'tutto col segno meno.

In Danimarca una banca concede il mutuo a tassi negativi. Giá, ogni mese la rata scende perché la banca ti "rimborsa" il prestito...

In Europa, l'euribor (io ho un mutuo in Italia a tasso variabile e lo seguo ogni giorno, come i numeri al lotto) sta al minimo storico, -0,42. Sottozero. Sto pagando meno di 45 euro al mese di interesse sul mutuo...

In Germania, é la prima volta che TUTTI i titoli di stato di nuova emissione su tutte le duration sono negativi.

Ora, si suppone che se i titoli di stato hanno interesse sottozero, allora il cash ha maggiore valore.
Perché?
Perché significa che ci si aspetta una recessione, quindi meno posti di lavoro, meno spese. Quindi i prezzi scendono e allora chi ha il contante e spende in contanti ha maggiore potere di spesa.

Quindi non ci si aspetta inflazione, ma deflazione.

Si dice che l'oro sale quando si attende inflazione. L'oro é ai massimi dopo anni ma di inflazione non c'é traccia, non nelle attese almeno.
Quindi perché l'oro sale?

Sale perché i grandi fondi di investimento non sanno se ci sará recessione: potrebbe anche essere che le banche centrali, alla bisogna, se le cose si dovessero mettere male, potrebbero stampare come se non ci fosse un domani per tenere a galla le spese per i consumi, e quindi ci sarebbe un'ondata inflazionistica. Meglio cautelarsi e comprare oro come hedge.

L'oro sale per diffidenza verso le banche centrali.

Ormai i vecchi "mantra" (l'oro sale in periodo inflazionistico, i bond hanno rendimenti che aumentano con la duration, etc) saltano via l'uno dopo l'altro.

Cosa penso io?

Ritengo, ma potrei sbagliarmi per questo ho azioni in compagnie minerarie nel caso in cui si mettesse male per il sistema monetario globale, che le banche centrali potrebbero monetizzare il debito pubblico ricorrendo a nuove iniezioni di quantitative easing, entrando anche nella regione dei tassi sottozero per anni. I governi si potrebbero finanziare in questo modo, ricorrendo a deficit pluriennali, per anni e anni a venire.

Lo zero é solo un punto di riferimento. Nessun dottore vieta che si possa scendere sotto lo zero.

Se l'inflazione é -0.3, e il rendimento -0.1, si ha comq un rendimento netto di +0.2.

Entreremo in un mondo deflazionistico, ma con tassi di interesse negativi, che peró potrebbero diventare ancora piú negativi nel futuro e pertanto gli strumenti finanziari con tassi che non sono "troppo"negativi andrebbero a ruba. Tanto poi, gli interessi scenderebbero ancora di piú.

Il contante sará talmente ridotto, giusto per le spesucce giornaliere, che in ogni caso non creerá problemi ai grossi movimenti bancari.

Il contante verrá, di fatto, abolito.

Le criptovalute dovranno essere normate. Al momento é una giungla, e le cryptos servono soprattutto per spostare capitali e parcheggiarli in zone virtuali difficili da rintracciare per il fisco (vedi Cina che ha severamente limitato l'acquisto di oro e il trasferimento di capitali all'estero). Tra l'altro in Cina c'é il casino di Honk Kong....altra gatta da pelare per l'establishment mondiale.
La blockchain é giá utilizzata da molte banche: vedo una sinergia tra blockchain e banche ordinarie. 

L'immobilare continuerá a crescere, o a non scendere piú di tanto, almeno finché i governi iniettano capitale nello stato per tenere in piedi la baracca. Il punto é capire se i governi si decideranno realmente ad INVESTIRE in ricerca e infrastrutture, oppure se continueranno a giocare con strumenti finanziari che aumentano il divario fra ricchi e poveri.

In Germania infatti si parla di uno stimolo fiscale, da finanziare in deficit, da 450 miliardi di euro.
La Germania emetterebbe Bund comprati dalla banca centrale e immetterebbe liquiditá in circolo INVESTENDO in infrastrutture e nuove tecnologie (green economy, grid per la distribuzione dell'energia elettrica, fibra, strade...). In Italia stiamo fermi all'infame reddito di cittadinanza. Con Salvini che verrá messo sotto processo in tutte le maniere per la storia delle ONG. Il Sud Italia si sta spopolando, letteralmente. E'una occasione enorme per l'Italia per crescere sfruttando i bassissimi tassi di interesse per investire con piani ENORMI di infrastrutture, a deficit, per garantire crescita per anni e anni a venire.

Abbiamo bisogno di classi politiche preparate in Occidente, ma ne vedo poche.



mercoledì 14 agosto 2019

[Bond mechanics] Very useful links

1) Very simple explanation of the Negative Interest Rates and the link between interest rate and demand.

https://www.zerohedge.com/news/2019-08-02/i-explain-mrshorseman-mechanics-negative-interest-rates


2) Inverted Yield curve as a lead indicator for economic recessions

https://www.investopedia.com/articles/economics/08/yield-curve.asp

3) Differences, not just simple words, between recession and depression. One of the best videos ever.

https://www.youtube.com/watch?v=PHe0bXAIuk0


Note that media always refer to the term "crisis"  which is so abused that has become meaningless and cannot help you take any decisions.



This page is gonna be updated each time I find out some extra useful links.


Underlying principle: the interest rate is the driving force in today's economy. Understanding the IR is mandatory.

The IR gauges the cost of money. But the money is just time-limited information between a borrower and a lender . So what kind of cost does the IR measure exactly? Even better, what is the information that the IR keeps hidden?

This is still an open point, not completely clear to me, and I do not like the official explanations. They are too simplistic.


[Cryptocurrency] preliminary analysis of the impacts over current economy


Open points:

1. Until there is a clear credit system based on cryptocurrency it is too early to talk about mass adoption.

2. By using cryptos, there can be a disruptive delta between value and currency. Until now, since 1971, the two concepts have been moving on together. It is likely that the new value is the personal data carried along by each entity (NOT individual) having a wallet. This point is complex, needs further study.

3. The tokens, whether they are bitcoins, ethereum, or other types of information conveyed by means of fancy coin-creations, are essentially information, pure and simple information. The information has value only if there is demand for that. This means that the fact that bitcoin has value because you need to spend money for electric power, is completely misleading. It is like looking at a new technology with the old conception of value.

4. There might be, in the long run, a disruptive phenomenon in the business cycles, both long and short duration. But the human nature underlying the business cycles is always the same. Consequences? I do not know yet.


All in all, cryptos might trigger a disruptive change, but it is too early now to draw conclusions. For sure, the following principles stand:

1) Law of supply and demand
2) human nature and its impact on business cycles
3) need of people of trading, keeping transactions costs close to zero, in the most reliable environment, no matter what the government might be.

Bitcoin goes into the direction of globalization, removing intermediaries like internet did, but on a very higher scale.



sabato 10 agosto 2019

L'ascesa dell'oro e di bitcoin

Mentre scrivo, l'oro é quotato 1508 USD.

L'ascesa é iniziata a Giugno di quest'anno, ed é stato finalmente bucato il muro dei 1400 dollari che resisteva imperterrito da sei anni, dal 2013.



Il prezzo dell'oro é sempre stato tenuto basso dalle Banche Centrali. e molti commentatori "complottisti"scrivono che al momento la spinta al rialzo non riesca ad essere controbilanciata dalle vendite allo scoperto dei future operati dalle banche centrali. Di fatto non esiste alcuna prova che le Banche Centrali per anni e anni abbiano bloccato la salita dell'oro in questa maniera.

Nonostante quello che dicono i giornali, l'oro NON E' un bene rifugio in caso di inflazione. Qua di inflazione non se ne vede. Ho giá spiegato altrove che l'inflazione é tra l'altro un numero taroccato continuamente maneggiato dagli uffici di statistica che non tiene conto dei prezzi delle case, che costituiscono la massima spesa di una famiglia ordinaria nel corso della vita adulta dei genitori.

Quindi?
E' semplice: l'oro sale quando scende la fiducia nelle istituzioni. 

Sic et simpliciter.

Quali istituzioni? quelle che ci dicono che la situazione é sotto controllo e che c'é da fidarsi della tenua di euro, dollaro, yen etc.

I grossi investitori, quelli che muovono miliardi di dollari con pochi click dalla tastiera, evidentemente NON si fidano delle istituzioni piú di tanto e quindi comprano oro, come hedge, cioé copertura, nel caso remoto ma non impossibile che il sistema finanziario imploda e le valute circolanti perdano di valore.

Ovviamente le testate giornalistiche e i commentatori piú seguiti non lo diranno mai apertamente. Anzi.

Veniamo ora al bitcoin, e alle altre criptovalute.

Come per l'oro, si tratta di strumenti o di hedge (copertura) o speculativi, visto che né con l'oro né con il bitcoin ci compri niente (o poca roba).

Mentre scrivo, il bitcoin é in una fase di salita delle sue perenni montagne russe, con una nuova resistenza intorno agli 11800 dollari. Ricordo che a Dicembre 2018 il BTC era piombato a 3000 dal picco dei 19000 del Dicembre 2017.

Come mai questa ascesa?
Come per l'oro, credo sia da imputare al fatto che i grossi fondi di investimento usino il bitcoin per diversificare il proprio rischio nel caso che il sistema finanziario subisca una forte correzione al ribasso

Come mai potrebbe arrivare una forte correzione?

Ci sono varie cause, tutte interconnesse. Ne elenchiamo alcune.

C'é sovrapproduzione in ogni settore industriale .C'é un altissimo indebitamento privato (famiglie e imprese) che non puó essere compensato all'infinito dall'abbassamento dei tassi di interesse, ormai largamente prossimi allo zero, se non addirittura sottozero come in buona parte dell'Europa del Nord o in Giappone.
I soldi che le banche centrali hanno immesso nel sistema in questi 10 anni non sono serviti per finanziare attivitá produttive che portano ricchezza nel lungo periodo (miglioramento di infrastrutture, ricerca contro il cancro, ricerca in energie rinnovabili, ricerca nell'ottimizzazione delle reti di distribuzione dell'energia, ricerca in nanotecnologie, etc) ma sono stati malspesi semplicemente in strumenti finanziari beceri come la compravendita di bond o il riacquisto di azioni proprie che hanno tenuto in piedi il mercato azionario.

In questi dieci anni, la torta della ricchezza globale NON é aumentata, semmai le fette della torta della classe media sono state mangiate dai super-ricchi. E'aumentato l'indebitamento dei medio-poveri verso i grandi ricchi.

E ora é arrivata la bomba dei dazi di Trump.

Imporre dazi alla Cina, significa che la Cina per vendere a paritá di costo deve diminuire i propri margini di profitto, e alla lunga é impossibile senza scatenare rivolte interne per mancanza di denaro a buon mercato. Quindi per sopravvivere deve consentire alla moneta di svalutarsi. In Cina esiste il Partito Comunista che se vede le avvisaglie di una crisi, deve intervenire per tempo (ricordiamoci di Piazza Tienanmen), con largo anticipo.
Quindi deve a sua volta spostare la produzione verso paesi terzi ancora piú poveri (Africa, Vietnam), creare un vero mercato domestico, ma anche avere uno Yuan un minimo stabile, visto che é parte del paniere di valute del Fondo Monetario Internazionale.
Si tratta di operazioni enormi da portare avanti nel medio-lungo termine.

I dazi causano una diminuzione delle attese del commercio internazionali, con crollo del traffico delle navi portacontainer, e quindi del greggio. Infatti il greggio é sceso.

In un tale casino, molti investitori stanno perdendo fiducia nelle capacitá delle banche centrali. Il geniale Draghi viene ora sostituito da una mezza calzetta come la Lagarde ("per via dei suoi meriti sulla gestione della Grecia!" ci sarebbe da ridere se non fosse per il collasso di un popolo)?

Non si vogliono i falchi alle Banche Centrali (vi ricordate i complottisti e blogger del menga che dicevano che Weidmann alla guida della BCE avrebbe disintegrato l'Italia?)ma si vogliono uomini e donne dal credito facile.

Ormai il capitalismo (risparmio, investo, traggo un profitto, risparmio, investo, traggo un profitto, etc.) si é trasformato in creditismo, cioé credito a buon mercato. Debito che viene ripagato facendo altro debito con minore tasso di interessa.

Un mondo in perenne surroga, come un mutuo.

Chi non capisce questo, é destinato a non capire NIENTE dei prossimi cambiamenti che avverranno su scala planetaria.

Nel frattempo, sto approfondendo gli studi sulla blockchain e inizieró a investire in criptovalute. Non ricorro ad intermediari. Cosi'come non sono ricorso ad intermediari qua in Olanda per l'acquisto di casa o quando ho surrogato sulla casa in Italia o quando ho comprato e venduto BTP in Italia. In genere gli intermediari sono mezze seghe con scarse conoscenze di informatica, matematica ed economia, che trovano gonzi ignoranti cui propongono consulenze. Guadagnano sulle consulenze, e raramente ci prendono. Quelli bravi chiedono migliaia di euro al mese, e anche loro sbagliano pesantemente. Come ingegnere, copro informatica e matematica. Come appassionato di economia, copro la parte legata alle azioni delle banche centrali. Ho giá azioni in compagnie minerarie e per ora aspetto che salgano ulteriormente.

Meglio sbagliare da soli e imparare dai propri errori che affidarsi a venditori di padelle.










lunedì 5 agosto 2019

L'ossessione di Repubblica per Salvini

Mentre scrivo stanno approvando il decreto sicurezza bis al Senato. Decreto voluto, sviluppato e perorato da Salvini.

Stamattina leggevo i giornali on-line in spiaggia. Sono capitato sul sito di Repubblica e non potevo credere ai miei occhi. 
Nel mondo stavano succedendo le seguenti cose:

1) Lo Yuan si svaluta di una percentuale impressionante e va ben oltre i 7 Yuan per dollaro. Questo in risposta ai dazi di Trump. Conseguenze? nulla, figuriamoci, un bagno di sangue in borsa, bund comprati come se non ci fosse un domani, etc. etc.

2) Dopo due stragi ad opera dei soliti psicopatici, in USA persino Trump parla di un minimo di controllo delle armi (sui lanciamissili, sui fucili automatici? boh!). Mi aspetterei che le anime belle di sinistra levassero urla di giubilo al cielo. Nulla.

3) In Germania hanno sequestrato cocaina per un controvalore di un MILIARDO di euro!

e tante altre cosette.

Ora, che cosa titola Repubblica alle ore 10:06 del mattino del 5 Agosto 2019? Nulla di tutto quello che ho appena scritto. Guardate, ho preso gli screenshot per essere sicuro di non scrivere fesserie. Non posso pubblicarli per paura di infrangere il diritto d'autore, ma ce li ho salvati sul cellulare.

A partire dal titolo la Repubblica della homepage, in ordine:

Prima notizia: Salvini sul decreto sicurezza
Seconda notizia: Salvini inaugura il beach tour
Terza notizia: Salvini minaccia i 5Stelle sulla TAV
Quarta notizia: Salvini sulla storia della moto d'acqua.
Quinta notizia: Salvini fa il dj al Papeete

Ci fermiamo qua? e perché mai?!

Sesta notizia: Salvini e l'inno nazionale al Papeete
Settima notizia: Salvini su Moscopoli
Ottava notizia:  Di Battista contro Salvini sul caso Lo Muzio

Abbiamo finito?

Nemmeno per sogno!

Nona notizia: Il figlio di Salvini sulla moto d'acqua. (ancora?)

Poi finalmente si parla di altro...

Ci sono NOVE TITOLI su NOVE TITOLI dei primi NOVE TITOLI tutti su Salvini.

Stiamo al ridicolo. All'assurdo. Il mondo gira intorno a Salvini per i tipi di Repubblica, ai primi di Agosto. Quello che succede nel resto del mondo non viene nemmeno riportato!
Ormai per Repubblica Salvini é l'uomo nero, la Bestia, ogni sforzo giornalistico é teso a minarne l'ascesa, la credibilitá...possibile che non capiscano che alla fine si ridicolizzano da soli? Lo fanno diventare ancora piú importante e decisivo di quanto loro stessi credono che lui sia.

No, non lo capiscono. Una opposizione cosí cretina é da barzelletta.
Ecco perché penso che Salvini possa arrivare al 45% e chiudere col Governo una volta che abbia la matematica certezza di poter guidare il Paese senza doversi alleare con alcun altro partito. 





sabato 3 agosto 2019

La finanza ha generato la civiltá

Il titolo é una provocazione...ma neppure tanto. Non piacerá né ai Gretini, né ai sostenitori della Decrescita Felice, né alle ONG (che peró dai grandi finanzieri prendono i soldi), né ai Centri Sociali e in genere ad una certa Sinistra che non sa guardare oltre 1 cm dal proprio naso.

Come ingegnere impiegato nell'industria aerospaziale, ho modo di coprire i piú disparati ambiti tecnologici: materiali, processi, semiconduttori, sicurezza, software, affidabilitá, sostenibilitá, etc. coprendo sia le fasi prototipali che la larga produzione industriale.

L'altra passione che ho sviluppato in anni recenti é di natura economico-finanziaria. L'ho spiegato nel primo post di ExitEconomics: non capivo perché ero piú povero dei miei genitori pur essendo piú istruito di loro. Semplicemente, stavo leggendo i libri sbagliati e i giornali sbagliati, Repubblica in primis.

Quandi si unisce l'ingegneria (tecnologia) all'economia, e si studia la storia per capire come l'evoluzione tecnologica abbia consentito invenzioni economico-contabili-finanziarie, che a loro volta hanno cambiato i rapporti di forza fra regni o stati, ecco...si acquisisce una consapevolezza che ti fa dire: minchia ma possibile che l'informazione nelle TV e nei giornali é cosí limitata e, di fatto, inutile per orientarsi nel mondo di oggi? Da un lato ti senti solo perché non sai con chi parlarne, dall'altro pieno di idee su come sfruttare questa nuova inaspettata sorgente informativa.

Oggi voglio scalfire la superficie di un argomento affascinante: la finanza nata come conseguenza della ricchezza di un popolo, che a sua volta ha spinto per la nascite di strumenti matematici che a loro volta hanno migliorato gli strumenti tecnologici.

Di principio fu il fango.
Il fango, circa diecimila anni prima di Cristo, permise a tribú nomadi di stanziarsi in una regione compresa fra Tigri ed Eufrate che consentiva di avere raccolti copiosi (potete leggervi armi, acciaio e malattie di Diamond per documentarsi meglio), di cuocere l'argilla per realizzare manufatti, di mischiare fango e paglia per costruire capanne...
La ricchezza che ne conseguí sviluppo la separazione del lavoro (i cacciatori-raccoglitori si specializzarono, chi fece l'artigiano, chi il coltivatore, chi il guerriero, chi il sacerdote..) e rese necessario tenere traccia degli scambi: nacquero la scrittura e la matematica. La matematica era di fatto contabilitá.

In Egitto si sviluppó la geometria per ovviare ai problemi delle esondazioni periodiche del Nilo.

Scrittura, matematica e geometria nacquero per esigenze pratiche, di natura economica-finanziaria.

La tecnologia nacque prima della scienza.

Facciamo un salto nel tempo e spostiamoci al 1200 dopo Cristo.
Il Rinascimento italiano fu reso possibile dai Medici. I Medici adoperavano numeri arabi e metodi di calcolo studiati su un testo che di fatto é un architrave della rinascita europea: il Liber Abaci di Fibonacci.

In questo libro (uno dei piú importanti mai scritti nella storia, ma non si trova in giro) Fibonacci spiegava come liberarsi dell'orribile sistema numerico romano per abbracciare quello arabo, per effettuare moltiplicazioni, elevamento a potenza e, soprattuttoo, per calcolare il tasso di interesse fisso e composto di una certa somma di denaro PRESTATA e calcolare il cash flow futuro, attualizzandolo ad oggi. I Medici erano banchieri. Prestavano denaro. A Firenze sono conservati i registri contabili dei Medici in cui le somme prestate e dovute erano con numerazione araba. Quella che usiamo oggi. Per approfondire leggetevi Ascesa e Declino del Denaro di Ferguson.
I logaritmi nacquero per velocizzare le moltiplicazioni, l'elevamento a potenza e le divisioni,

Andiamo avanti di 400 anni e parliamo di calcolo infinitesimale, attirbuito a Leibniz e Newton. Di fatto, una enorme spinta al calcolo infinitesimale fu data dallo studio delle serie convergenti, in particolare quella che porta al numero di Nepero, e, numero trascendente. Si ottiene questo numero immaginando una infinitá di minuscoli rimborsi con un dato tasso di interesse per una cifra prestata in un dato periodo.

Il calcolo combinatorio, inutile dirlo, venne sviluppato da matematici patiti di scommesse: Pascal per dirne uno. Dal calcolo combinatorio é nata la moderna statistica.

La statistica consentí la nascita delle assicurazioni: le assicurazioni nacquero in Scozia, con modelli matematici predittivi per capire la probabilitá che una donna potesse trovarsi vedova alla morte del marito prelato, e quindi calcolare il premio assicurativo annuale. Modelli predittivi accuratissimi, tra l'altro. Lo Scottish Widow Insurance Scheme sopravvive tutt'oggi.

Prima le banche (i Medici) , ora le assicurazioni (Scottish Widows).

Oggigiorno, si fa un gran parlare di fibre ottiche terrestri o del sistema di telecomunicazioni in orbita bassa SpaceX. Al di lá della maggiore banda disponibile per uso mainstream, queste tecnologie servono alle grandi aziende finanziarie per ridurre le latenze di comunicazione fra i poli opposti del pianeta. Minori latenze significa avere un vantaggio, dell'ordine delle centinaia di microsecondi, per comprare una valuta a New York e rivenderla a Singapore realizzando profitti perché i due mercati valutari non sono allineati in una frazione di tempo cosí piccola (arbitraggio reso possibile dalla minuscole latenze di una fibra ottica o di una complessa ragnatela di link inter-satellitari).

Quindi, tecnologia al servizio del mercato Forex.
Considerando che i derivati sono strumenti al leva che sfruttano qualsiasi scommessa finanziaria, potete immaginare da voi gli impatti economici di queste tecnologie.

Se ne potrebbero fare altri, di esempi, ma il principio resta sempre lo stesso: matematica, scrittura, tecnologia sono nate per risolvere problemi pratici e per portare un egoistico vantaggio di una parte a scapito di tutte le altre. Solo successivamente la tecnologia porta benefici ad una maggiore platea di persone perché, per la legge di mercato, molti competitors si buttano sulla stessa tecnologia abbattendone i costi e rendendola disponibile ad una piú vasta platea (vedi Libra, qua sotto).

Magari un giorno ci occuperemo della nascita della moneta, e di come oggigiorno non ha assolutamente piú senso agganciare la moneta ad una qualsivoglia commodity (oro, petrolio, orzo, fate voi...) per far girare l'economia.

Dico l'ultima, Libra di Facebook. Di fatto nasce per aumentare esponenzialmente il numero di debitori/creditori che altrimenti non avrebbero accesso al credito bancario. Una platea MONDIALE di utenti, immigranti inclusi. Libra si basa sulla BlockChain, una invenzione nata con Bitcoin per ovviare al problema del controllo creditizio operato dalle Banche Centrali, e che come tecnologia puó in principio essere applicata in qualsiasi transizione che richieda una terza parte per garantire la correttezza della transazione stessa: il voto politico (si sostituisce alle commissioni), l'acquisto di una casa (si sostituisce al notaio), tutto quello che volete. Per ora sono solo chiacchiere, ma il percorso é segnato.


Per immaginare la direzione del futuro basta unire non i puntini, ma i GIUSTI puntini.


lunedì 29 luglio 2019

Il QE é cancellazione del debito pubblico

Ormai direi che non é piú un segreto, e posso darvi un paio  di link

1) Claudio Borghi, https://www.youtube.com/watch?v=pmAo3aYys_k

2) Richard Duncan, https://www.youtube.com/watch?v=q9IsuKHjHzQ

Il video di Richard Duncan é dettagliatissimo e documenta il tutto analizzando il bilancio della FED, voce per voce, per dimostrare l'oggetto del post di oggi. Di cosa parliamo?

Del fatto che di fatto il Quantitative Easing é cancellazione del debito pubblico.

Partiamo dal principio.

Il debito pubblico é denaro che lo Stato deve a qualcuno. Questo qualcuno possono essere i propri cittadini, banche, fondi pensione, banche straniere, fondi stranieri, e via discorrendo.

Chiunque acquisti titoli di stato di un paese é, di fatto, creditore verso lo Stato.

Quando sentite che il debito pubblico di un paese é una problema, dovreste in realtá porvi la seguente domanda: ok, lo stato deve soldi, ma a CHI? Se io devo 1000 euro a mia moglie con cui ho una famiglia e un buon rapporto, é un non-problema; se io devo 1000 euro al droghiere puó essere un problema.

In economia é lo stesso.

Perché se lo stato deve soldi ai proprio cittadini, questi cittadini spendono questi soldi nell'economia domestica. E non é un problema. Di fatto i soldi fanno un giro: dai cittadini che comprano i titoli di Stato, allo Stato che si finanzia, ai cittadini che ricevono le cedole dallo Stato e spendono quei soldi nell'economia reale. Il denaro é olio che lubrifica il motore dell'iniziativa economica.

Se invece i soldi sono dovuti a banche straniere, lá c'é un problema. Di fatto, sono trent'anni che lo stato italiano anziché promuovere i titoli di stato presso i propri cittadini, li vende a fondi stranieri. Che possono strangolare e ricattare politicamente un paese.

Ma se questi soldi lo stato li deve ad una banca centrale, tipo la BCE, che succede?

Qua le cose si fanno interessanti.

Il Quantitative Easing é quando la banca centrale inizia a comprare su vasta scala (migliaia di miliardi)  titoli di stato detenuti dalle banche ordinarie. La banca centrale compra i titoli, e dá soldi alle banche cordinarie. Quali soldi? soldi creati dal nulla. Le banche centrali creano soldi in queste maniera.

Finché la banca centrale non rivende i titoli di stato, questi ultimi sono di fatto voci di bilancio della banca centrale. Fanno parte del patrimonio della banca centrale.

Fin qui spero sia tutto chiaro.

Lo Stato paga le cedole sui titoli che la banca centrale ha nel proprio bilancio. Questi soldi la banca centrale, per esempio la BCE, li prende e li rigira alla Banca d'Italia, che li rigira al Ministero del Tesoro del Paese. Cioé i soldi dopo tutto questo giro rientrano allo Stato.

Di fatto il debito italiano viene neutralizzato.
Idem per il debito tedesco, il debito olandese, il debito francese etc.

Finché la banca centrale tiene in pancia i titoli di stato di un paese, la corrispondente quota di debito pubblico viene CANCELLATA.

Quindi i debiti pubblici sono in realtá molto piú bassi rispetto alle cifre di cui si sente parlare.

Ecco perché il QE ha funzionato finora. Ecco perché il debito pubblico é un non-problema se le banche centrali lo monetizzano, cioé lo trasformano in denaro da redistribuire agli stati per mezzo delle banche centrali nazionali. Ha tenuto in piedi il sistema bancario e gli stati hanno potuto finanziarsi a tassi bassissimi.

Il problema di questo approccio é che funziona finché non  c'é inflazione. Al momento funziona perché l'inflazione é bassa. Il peggior problema é che arricchisce chi ha giá titoli di stato a bizzeffe (i ricchi) che vedono volare i propri patrimoni. Cioé incrementa la disuguaglianza. Che aumenta la rabbia sociale.
Non solo, si finisce per creare tassi di interesse negativi. Il che porta a territori economici inesplorati e chi ha investito in fondi pensione che ritornano il -1% quando l'inflazione é a zero di fatto perdono i soldi della pensione messa da parte.

Per creare ricchezza, occorre che vi siano diverse condizion, tra cui
0) energia a buon mercato
1) terra a buon mercato, per creare i siti industriali, gli uffici, le abitazioni
2) credito a buon mercato, per fare investimenti o ripagare i debiti pregressi
3) manodopera a buon mercato
4) manodopera qualificata,
etc.

Il Quantitative easing agisce sul punto 2), creando credito a buon mercato, cioé con bassi tassi di interesse.

Alla prossima.


giovedì 18 luglio 2019

Il 5G e la globalizzazione in faccia al Pentagono

Se c'era una cosa cui i fautori tout-court della globalizzazione non avevano pensato era la sicurezza nazionale.

E il 5G ne é un esempio eclatante.



In figura, un elemento di una torretta 5G che viene testato in camera anecoica: i coni piramidali che vedete servono ad assorbire il segnale a radiofrequenza

Il 5G é un insieme di tecnologie wireless che promettono di scaricare un film in qualche secondo, e di attuare la prossima generazione di infrastrutture che consentiranno di avere auto a guida autonoma, dispositivi indossabili etc. Ne ho parlato qua.
Di fatto, é come avere una connessione ad altissima velocitá (tipico di una connessione domestica) unita ad una totale mobilitá (tipico di un telefonino). Con una latenza che é di 1 ms (attualmente col 4G stiamo a 70 ms). Di fatto si fanno le cose in tempo reale, non ci si accorge dei ritardi nelle comunicazioni.

L'uso che se ne puó fare di una tecnologia, al solito, é duplice: posso fare telemedicina, operando con un robot su un paziente a migliaia di km di distanza e salvargli la vita; oppure posso spiare i miei cittadini (vedi questo mio articolo sul social credit system in Cina) ovunque si trovino.

Ora, per costruire una infrastruttura wireless per il 5G occorrono investimenti per miliardi di dollari.
Questo perché vanno costruite quelle torrette, le stazioni base appunto, che consentono ai cellulari o agli altri dispositivi connessi di parlare fra di loro. Le torrette vanno progettate, costruite, testate, e allocate nei punti giusti, e poi manutenute. Per anni.

Le industrie coinvolte sono industrie di progetto, industrie di manifattura, industrie di semiconduttori,  industrie di integrazione, industrie che mettono a disposizione enormi sistemi di testing a radiofrequenza, aziende che fanno sviluppo SW, etc. etc.

Tutte industrie ad altissimo valore aggiunto che fanno la ricchezza di un Paese nel breve, nel medio e soprattutto nel lungo termine. E che tipicamente sono controllate o semi-controllate dalla Difesa di un paese. Leonardo (ex Finmeccanica) ne é un esempio.

Poiché le stazioni base (le "torrette") accentrano il traffico in ingresso e in uscita, secondo i giornali gli USA temono che la Cina possa installare delle back-door (cioé delle porte di ascolto nascoste) nelle torrette; per mezzo di queste back-door la Cina potrebbe monitorare il traffico dati: ivi incluse le conversazioni di politici, dirigenti di industria, etc. Sapere e potere, il potere viene con l'informazione e il ricatto se si acquisiscono informazioni vitali.
E'plausibile?
No.
Non é plausibile perché le informazioni sensibili (pensate a quando accedete a gmail con https oppure al vostro conto corrente con lo smartphone) sono giá criptate. Quindi, che sia 3G, 4G o 5G poco cambia. Se l'informazione é criptata, io posso trasmetterla in chiaro dove mi pare. Quindi i giornali scrivono fesserie in merito agli "ascolti indesiderati".

Il vero problema? che se domani i cinesi decidono di chiudere il 5G, premono un pulsante e da remoto "spengono"il 5G americano. Di fatto spengono un paese. Esattamente come gli americani possono fare col GPS (motivo per cui é nato Galileo in Europa).

Blackout a New York City nel 2003

Fin qui il 5G e la sicurezza che preoccupa Pentagono e CIA. E non é banale per niente.

Che c'entra la globalizzazione, visto che sta nel titolo di questo post?

C'entra perché gli USA hanno perso molte delle loro industrie in campo telecomunicazioni perché hanno comprato televisori, radio, sistemi di comunicazione, software di gestione e monitoraggio del traffico dati, dalla Cina per decenni (negli USA, Huawei é leader per la fornitura di apparati 4G). Oppure hanno spostato la produzione oltre-oceano. Oppure le loro aziende sono state vendute all'estero. Wall-Street ha fatto soldi a palate in questa maniera, ma la sicurezza nazionale ha subito un gravissimo colpo.

Risultato? la Cina, soprattutto per mezzo di Huawei, é all'avanguardia sul 5G. Secondo alcuni analisti questo vantaggio tecnologico é nell'ordine dei 18 mesi. Un vantaggio enorme per la penetrazione nel mercato delle telecomunicazioni.  Hanno giá le infrastrutture operative e le stanno vendendo in giro per il mondo.La Cina é giá il paese con maggiore copertura 4G del pianeta.
Gli USA sono decisamente indietro in termini della capacitá di coprire la nazione sotto l'ombrello 5G. Per la prima volta della loro storia dopo lo Sputnik, sono tecnologicamente indietro.
Non hanno le aziende in grado di produrre le parti del 5G ai ritmi necessari con la qualità necessaria. E sono preoccupatissimi.

Dopo la corsa allo spazio degli anni '60, si sta materializzando una piú silenziosa corsa al 5G. Per assicurarsi un dominio tecnologico per i prossimi 15 anni.

I dazi che Trump ha messo sulla Cina, compensati con il regalo della FED di abbassare i tassi di interesse per tenere alto l'umore di Wall Street, sono stati parte di una strategia volta a ri-bilanciare gli equilibri tecnologici a favore degli USA.
Se peró gli USA non si decideranno ad aumentare seriamente gli investimenti in tecnologia e sviluppo, questo XXI secolo segnerà il sorpasso del Dragone sull'Aquila USA. Ne ho scritto ampiamente qua.

E l'Europa? non pervenuta. Ma abbiamo la nuova Ursula che vaneggia di accoglienza e societá verde.

PS: le torrette 5G consumano il triplo di una normale torretta 4G. Non solo, ne occorrono a decine di piú a paritá di superficie coperta. Non ditelo a Greta...

lunedì 15 luglio 2019

Fisso o Variabile?

Ciao Exiteers,

lo scorso post che ha messo insieme 5G, robotica, cloud computing e produzione di CO2 ha lasciato un po' frastornati parecchi di voi.

Normale, perché né i giornali né la scuola né l'università vi educano a PREVEDERE scenari possibili legati ad innovazioni in campo finanziario e tecnologico. Però vi amminchiano con i Sumeri e con il Risorgimento fino alla nausea.

Oggi parliamo di un argomento terra terra: meglio il mutuo a tasso fisso o variabile?
Non entro nella scelta di ognuno di voi, che ha le sue ottime ragioni per preferire l'uno all'altro.
Questo mio post vuole solo offrire degli spunti di riflessione.

Nel lontano 2013 (cavolo già sei anni sono passati!) feci la surroga sul mio primo mutuo in Italia. Decisi di passare dal fisso (all'epoca intorno al 3% ) al variabile. Sono rimasto cosí, e sto pagando circa l'1% di interesse oggi. C'è anche qualcuno cui é andata meglio di me e sta vicino allo 0% di interesse.

Andamento euribor - storico

A dispetto di quello che mi disse allora il consulente della banca ("i tassi NON possono rimanere bassi cosí a lungo!.), io scommisi sui tassi bassi.

I fatti mi diedero ragione.

Come mai?
Vedete, tutto si regge su una grande bugia: l'inflazione.

Ho giá spiegato in altri post che l'inflazione é una grande balla. Ho fatto anche l'esempio quantitativo in cui riesco a imbrogliarvi sul prezzo di uno smartphone.
Ma proprio perché é una menzogna grande quanto l'Everest, come l'Everest fa tanta ombra e se costruisci la tua casa dove c'é il rischio slavina stai messo male.

Quindi sfruttiamo le balle degli altri a nostro vantaggio.

Oggigiorno il mondo gode di sovrapproduzione e di eccesso di manodopera scarsamente qualificata (immigrazione) un po'in ogni settore. Acciaio, petrolchimico, industria semiconduttori, Automotive.

Questo comporta che c'è gente che si accontenta di stipendi miseri perché viene da zone dove lo stipendio nemmeno esiste. Il che tira giú i salari di tutti gli altri e fa sparire la vecchia meravigliosa classe media.

POI, c'é che le grandi imprese delocalizzano, cioé spostano le industrie in paesi dove gli stipendi sono bassi, non c'é tutela del lavoratore, e dove si pagano pochissime tasse. E riescono a finanziarsi con debiti bancari a bassissimo tasso di interesse, proprio perché sono grandi e dicono al governo di turno "o mi abbassi le tasse e mi fai pagare pochi interessi o me ne vado via".

La frammentarietà del mondo del lavoro ha fatto andare in confusione totale i sindacati che ormai difendono solo i pensionati, cioé coloro che questi cambiamenti macroscopici non li vivono. I sindacati vivono nel passato e sopravviveranno solo in piccole nicchie (aerospazio e difesa, produttori di beni e servizi ad altissimo valore aggiunto.)

Fin qui, facile.

Ora inizia la parte piú complicata: rileggete piú volte queste righe finché non vi entrano nella pancia.
Le banche centrali hanno creato una montagna di denaro per le banche, per finanziarle. Le banche con quei soldi creati dal nulla hanno comprato titoli di stato, immobili, azioni di compagnie quotate in borsa.

Questo ha fatto salire i prezzi di immobili, azioni, titoli di stato, perché c'erano un sacco di soldi disponibili per comprarli.

Ora, l'inflazione misura il prezzo delle case, delle azioni, dei titoli di stato?
NO! 

Quindi l'inflazione non monitora il reale aumento dei prezzi delle case, e solo parzialmente tiene conto del prezzo degli affitti.

Se io vi presto denaro, voglio un rendimento superiore all'inflazione attesa. Perché? perché se per esempio l'inflazione attesa é del 10% per il prossimo anno, significa che io se presto con un tasso di interesse inferiore del 10% allora fra un anno ci vado a rimettere. Mi rientra dietro denaro con cui posso acquistare meno cose rispetto ad oggi.

Siccome l'inflazione (che é un numero finto...ma viene usato dalle banche centrali) misurata é bassa, ecco che i tassi di interesse sono bassi, perché basta poco per remunerare il capitale prestato.

E se i tassi di interesse sono bassi, tanto vale scommettere sul variabile perché l'euribor rimarrá basso a lungo. Se non per sempre, a meno che non facciamo il botto.

Quindi ho scommesso sul variabile, nel lontano 2013, perché le banche centrali NON POSSONO PERMETTERSI DI ALZARE I TASSI, altrimenti viene giú il mondo.

Secondo voi, con piena occupazione ed economia in crescita, perché gli USA abbassano i tassi di interesse OGGI? All'universitá insegnano che se l'economia galoppa bisogna alzare i tassi per controllare l'inflazione. Bene, negli USA l'economia galoppa ma l'inflazione é bassa a causa della globalizzazione e dell'immigrazione e perché il sistema finanziario ormai é decotto e collasserebbe se i debiti diventassero piú onerosi.

Chi la prende in culo? i giovani della vecchia classe media, che non avranno pensioni decenti e dovranno lavorare fino a che crepano, mentre nel frattempo non hanno abbastanza capitale da comprarsi una prima costosissima casa, e rimangono in affitto.

A meno che la robotica e l'intelligenza artificiale pensino ai loro bisogni da anziani. E'la direzione intrapresa dal Giappone che, guarda caso, é il paese che piú investe in robotica e IA al mondo. Sará un caso? il Giappone non vuole immigrazione E il Giappone é il paese con piú anziani al mondo.. Io alle coincidenze non credere!

Basta saper unire i puntini....

Alla prossima.

PS: c'é un modo per uscirne bene e da uomini liberi degni di questo nome? Certo, ma i giornali non vogliono che lo sappiate...o forse non lo capiscono nemmeno loro.


domenica 14 luglio 2019

La testa fra le nuvole...


Una moderna nuvola...


Vi siete mai domandati cosa succede su internet in un minuto, al mondo?

Internet per certi aspetti é un po'come la Cina...i numeri sono talmente grandi che é difficile metterli in scala.
Per vostra informazione, 1 GB -gigabyte- é un miliardo di byte. Giusto per intenderci, un normale DVD sono circa 5 GB.

Mille GB fanno un terabyte, TB.
Mille TB fanno un petabyte, PB.

1 PB é quindi un milione di GB. Piú di 200 mila DVD.
Mentre scrivo, succede che:

  • In un minuto di internet, 3 TB sono creati su Facebook. Creati.
  • 188 milioni di mail vengono inviate.
  • 3.8 milioni di ricerche su Google vengono effettuate
Se vi interessa visualizzare il contenuto preciso, andate qua (ci trovate anche i dati su Whatsapp, Twitter, etc).

Questi dati trascurano un aspetto importante, mai menzionato da nessuna parte. Siccome siamo su ExitEconomics, ci piace scavare piú a fondo. 
La maggior parte degli "utenti"di internet sono automi, in gergo chiamati "bots". In genere si assestano intorno al 60% del totale degli utenti mondiali
Si tratta di SW che monitorano il traffico, capiscono i vostri gusti commerciali, scandagliano siti alla ricerca di parole chiave per migliorare i risultati delle ricerche, convertono i siti da modalitá desktop a modalitá mobile, consentono di causare disservizi, inondano i sociale con contenuti stupidi, etc.
Insomma, fanno di tutto, cose buone e cose cattive. 


Se tutto ció vi sembra tanto e vi intimorisce, sappiate che siamo agli inizi.

Agli inizi di cosa?

Del 5G e della robotica su vasta scala.

Perché con il 5G aumenteranno esponenzialmente i dispositivi connessi. Un'auto collegata su rete 5G, per guida automatica, genererá 4TB di dati ogni santo giorno. Aggiungiamoci i dispositivi indossabili, gli elettrodomestici collegati alla rete di casa, i televisori smart, e quant'altro.

Inizieranno anche ad andare di moda chip sottopelle...solo questione di tempo e di marketing.

Poi ci sono i robot e ovviamente le auto a guida automatica.

La robotica richiederá dispositivo connessi h24. Dal robottino che taglia l'erba in giardino, ai robottoni di warehousing (magazzino - la vedo brutta per i magazzinieri Amazon e Ikea, per citarne due di categorie), a quelli delle consegne, etc. sono tutti connessi on line. Altro traffico.

La chiave del successo di queste tecnologie é basata sullo stoccaggio delle informazioni e sulla velocitá di connessione.

La velocitá di connessione - e la affidabilitá della stessa- saranno affidate in buona parte alle reti 5G per il traffico locale, e a reti su fibra ottica per traffico di lunga distanza.
Per lo stoccaggio delle informazioni, stiamo messi maluccio.
E' vero che il costo per GB sta diminuendo giorno dopo giorno (una chiavetta da 32 GB oggi costa 10 euro) ma le tecnologie di memorizzazione ottica dell'informazione (hard disk ottici, non magnetici o a semiconduttore come la chiavetta USB) sono lontane, tecnologicamente molto lontane.

Per risparmiare sull'hardware, quindi sullo stoccaggio delle informazioni, si ricorre al "cloud". La nuvola. Di fatto si fanno viaggiare i dati su server remoti dove questi vengono immagazzinati o elaborati. Tutto questo per applicazioni in cui il real-time non é una assoluta prioritá. Traduco:
se la vostra auto sta in guida automatica, i dati sono processati dal computer dell'auto, non vengono inviati via 5G alla stazione base locale e da lá via fibra ottica ad un server in Alaska. La latenza sarebbe insopportabile. Ri-traduco: l'auto deve essere in grado di prendere decisioni su se frenare o sterzare in millisecondi o centinaia di microsecondi, non puó aspettare una risposta dall'Alaska.
Se peró lavoriamo in Word, lavoriamo su una copia in locale che va veloce, ma un sacco di copie intermedie vengono salvate in un serverino in Alaska.

Chiaramente sto semplificando molto (troppo....) ma é per farvi capire che il cloud computing é onnipresente al giorno d'oggi e aumenta a ritmo mostruoso. E fa da pilota per l'adozione di programmi di ricerca e sviluppo di machine learning, data warehousing, database, software security, calcolo distribuito, data analysis e tante altre belle cosine.

Chi é all'avanguardia nel cloud computing?

Al solito, Google e...sorpresa, Amazon.

Amazon Web Services (AWS) é una societá controllata di Amazon. Che cosa fa di preciso? mette a disposizione una enorme infrastruttura HW  e SW gestire dati su piattaforme cloud. E' la piú grande del mondo e fa soldi a palate. Altra genialata di Bezos che ha capito dove va il vento.

Concludiamo questa breve carrellata con una notizia che terrorizzerá i gretini di tutto il mondo! preparate lo XanaX! 
Siccome senza energia non si fa nulla, nemmeno le memorie dei telefonini di quelli che si scattano il selfie con Greta, avete idea di quanta CO2 viene immessa in atmosfera per produrre l'elettricitá che fa girare gli enormi server di Google sparsi in giro per il pianeta terra?

Tanta. Tantissima.

Andate a questa pagina. http://www.janavirgin.com/CO2/
Poi andate a quest'altra. http://www.janavirgin.com/CO2/DEFOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOREST.html

La prima é evidente, la seconda sono gli alberi "bruciati"in CO2 causa ricerca su Google.

Dite pure a Greta che il consumo energetico aumenterá, anche se usiamo tutti auto elettriche, se non altro per il traffico dati.

Ah giá, nessuno ne ha mai parlato nei tg.

E ora la chicca finale.
Ho omesso un altro dato importante, e me lo sono tenuto come chicca finale.


Le criptovaluteeeeeeeeeeeee.

Giá, la blockchain é ancora agli esordi, é basata su cloud computing e per di piú decentralizzato, e su una blockchain si baserá Libra, la nuova crittovaluta che Facebook vuole introdurre nel 2020. Perché questa crittovaluta? semplice: ci sono miliardi di consumatori al mondo che non hanno accesso alle banche ma sono potenziali acquirenti di merce. Per raggiungerli ci vuole un telefonino con un'app: Facebook Libra, appunto. Il lato buonista é che Facebook aiuta le popolazioni povere. Una novella ONG. Ma non divaghiamo.

Sapete quanto consuma una blockchain? Minare un bitcoin cambia a seconda del valore del bitcoin, ma stiamo sull'ordine di alcune migliaia di euro di energia elettrica. Cioé consumiamo energia elettrica per "minare"qualcosa che ancora non serve quasi a niente, se non per fare speculazione. La blockchain serve per validare le transazioni di pagamento. E quanto consuma? Una quantitá mostruosa di energia elettrica. Al momento é "solo"lo 0.32% del totale mondiale di consumo di elettricitá, ma come sappiamo tutti con internet le crescite sono esponenziali, NON lineari, NON paraboliche, MA esponenziali.

E il problema sarebbero le automobili? poveri gretini....

Con questo articolo, avete un po' di basi per capire quali sono i limiti FISICI per la diffusione della blockchain in tempi rapidi, perché l'energia sará un tema ancora piú importante nei prossimi 5 anni (a dispetto di quei fessi greto-comunisti dei 5stelle e Verdi tedeschi),  come si evolverá l'e-commerce, quali studi dovreste far fare ai vostri figli, quali studi evitare, e quali tipi di aziende tenere d'occhio se vi piace investire.

Alla prossima.









mercoledì 10 luglio 2019

Quelli che...ci servono seimila lavoratori ma non li troviamo

Pezzo pubblicato anche su OraZero.

Tra una canzone degli Stereophonics e un pezzo di Sarah Jaffe, mentre gioco a scacchi on line, ogni tanto mi imbatto in pezzi curiosi come quelli del Sole24h.

Fincantieri: ci servono seimila lavoratori ma non li troviamo

[il commento di Caravaggio2011 é il mio, nell'articolo del Sole]

Ohibó, con tutta questa disoccupazione giovanile non si trovano seimila persone?
Cosa cercano prevalentemente 'sti disperati di Fincantieri?

Carpentieri, saldatori, operai speciallizzati, fabbri, etc.

Ora, non si diventa saldatori o carpentieri a scuola, nemmeno in Francia o in Olanda. Ci vuole un corso apposito. Specialmente la saldatura é un'arte e ne esistono una infinitá di varianti. Peró confermo che in Olanda ci sono scuole che ti fanno diventare elettricista, muratore, tecnico installatore e le frequenti dai 13 ai 17 anni. Poi ci sono contratti agevolati per le imprese che assumono i ragazzi appena usciti, i ragazzi fanno esperienza, vengono formati e poi intorno ai 24-25 anni aprono partita IVA a tassazione agevolata e a 30 anni hanno famiglia, mutuo e 2 figli. A 30 anni guadagnano 3-5mila euro al mese e pagano le tasse (fino al 32.5% max per chi guadagna oltre la soglia massima).

In Italia é fantascienza.

Fincantieri si lamenta che non si trovano operai specializzati e che c'é un gap nelle scuole: insegnano cose inutili per il lavoro e non insegnano cose utili per il lavoro.

E chi é che ha demolito le scuole professionali in Italia? un certo tipo di mentalitá di sinistra che vede sempre e solo nei licei la chiave per il successo futuro nella vita. Gli istituti tecnico industriali, ragioneria etc sono per sfigati.

Peró c'é l'OCSE che promuove la scuola italiana. Il Fatto si oppone infatti alla riforma, tipo quelle che vuole introdurre la Lega, ripotenziando gli istituti tecnici per colmare il gap scuola-industria.

Chi ha ragione? sentiamo persino di ingegneri a spasso, e questi qui non trovano operai?

Cambiamo punto di vista.

L'incrocio fra domanda di lavoro (delle imprese) e offerta di lavoro (delle persone) si incrocia in un punto chiamato "prezzo". Per un lavoratore, il prezzo si chiama salario.

Quindi non é che Fincantieri non trova personale, é che non trova personale al prezzo che Fincantieri ha deciso di pagare. Ammesso e non concesso che siano spariti fabbri dal suolo italiano, se Fincantieri decide di pagare 3000 euro al mese, si riverserebbero fabbri da Francia, Spagna, per non parlare di Polonia e Ungheria.

Al solito, su ExitEconomics, facciamo una ipotesi e ci atteniamo ai dati. Quanto guadagna, diciamo, un saldatore (welder in inglese, il welding é la saldatura ad alta temperatura) che opera con tecnica TIG (tra le piú diffuse)?

Italia: da 5 euro l'ora (novizi, in genere combinano disastri e necessitano di un supporto di controllo qualitá esperto) fino a 30 euro l'ora se straqualificati. Anche di piú se operano in condizioni estreme tipo dentro tubature. Sono lavori pesanti che richiedono concentrazione. Parliamo quindi di stipendi che vanno da 15mila a 54mila euro l'anno. Mediamente, peró, stiamo sui 30mila.

Tutto sommato sono stipendi decenti per l'Italia.

In Germania? mediamente 2514 euro. Mediamente. Un Welding Inspector, esperienza di tanti anni come saldatore, che controlla il risultato della saldatura, arriva a prendere in Siemens fino a 83K e in Bombardier fino a 110K.

Secondo voi, un bravo saldatore italiano dove va a lavorare?

Spiegatelo a Fincantieri e al Sole24h.












lunedì 8 luglio 2019

[Guest post] Ideologie, particolarismi e incultura economica - i mali dell'Italia

Post di Vincenzo Sangiorgio

Cari Exiteers,

oggi vi presento un nuovo collaboratore di Exit Economics. Si chiama Vincenzo e abbiamo avuto modo di discutere di economia e storia: abbiamo posizioni diverse ma il "ragazzo" sa argomentare molto bene ed é una rarità.

Vi lascio al suo primo post e spero che i punti che solleva oggi possano avviare una interessante discussione, visto che si parla di...car sharing nella Capitale con una prima analisi costi-benefici nel medio termine. Detto da uno che ha girato parecchio.

Vincenzo si descrive cosí:
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13 anni passati in una scuola cattolica mi hanno insegnato che la Verità non esiste.
Nei primi anni di internet scelsi, per le mie prime registrazioni, i nickname Girogiro (preso in prestito dal film Mr. Crocodile Dundee) e Vagamondo dicono molto.
Ingegnere chimico con indirizzo processo di raffinazione, dopo 30 anni a spasso per mezza Europa tra colonne di distillazione e scambiatori di calore, soprattutto quella ex Patto di Varsavia, sono da 6 anni passato a fare altro.
Ho trovato comunque la maniera di non farmi mancare i contatti con mezzo mondo.
Noi vediamo la realtà con i nostri occhi, gli altri con i loro. E spesso le due visioni non coincidono.

La mia passione è la storia.
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Non sono un amante della burocrazia UE, ma posso affermare che i suoi richiami al “rispetto delle regole” da parte di noi italiani, dovrebbero farci riflettere non tanto sulle regole e su quanto qualcuno ci voglia affossare, quanto piuttosto sul perché ci affossiamo da soli.

Il problema del debito non sarebbe un problema se il PIL crescesse, ma noi stessi ci mettiamo tutto l’impegno per non farlo crescere.
Ideologismi, particolarismi, carenza di una base di cultura economica, e non intendo i massimi sistemi delle varie teorie economiche ma proprio i conti della serva, sono tipici del modo di essere italiano e cozzano contro il pragmatismo degli altri.

Eppure proprio in Italia, a Roma per la precisione, si è sviluppata quella che forse è stata la più grande civiltà della storia umana, quella che maggiormente l’ha segnata, una civiltà basata sul pragmatismo.

E proprio di Roma vado a parlare, conoscendola perché ci sono nato e ci ho sempre abitato.

Farò un esempio, solo apparentemente limitato (peraltro quando si parla di Roma niente è mai piccolo), ma che dimostra l’assoluta mancanza di pragmatismo. Il pragmatismo significa anche saper tentare strade nuove, mai provate da altri.

Sappiamo tutti che il traffico romano è qualche cosa di folle.

Innanzi tutto, quasi nessun cittadino ha la minima idea di quanto gli costino gli spostamenti e di quanto gli costi il traffico. E qui entra in ballo la carenza di cultura economica.  Un cittadino consapevole dei costi farebbe il diavolo a quattro perché il problema venisse affrontato.
Passiamo poi al bias ideologico. Cosa dice l’ideologia? Dice che il problema del traffico va affrontato con i mezzi pubblici, metropolitana o autobus. E dice anche, quella verde, che bisogna promuovere le piste ciclabili.
Chiunque conosca Roma, anche per sentito dire, conosce benissimo alcuni fatti:
  • Sotto la citta moderna ce ne sta un’altra, scavare è una sorta di mission impossible
  • Roma sta su sette colli, anzi pure qualcuno di più, pedalare è cosa adatta solo a persone con buone gambe
  • Orografia, topografia, ed estensione geografica del comune, rendono i mezzi pubblici di superficie efficienti solo su alcune specifiche direttrici

Un approccio pragmatico al problema ci porterebbe piuttosto a queste conclusioni
  1.  L’unico mezzo che puo' garantire la mobilità a tutti i cittadini è l’automobile.
  2.  Sul territorio comunale sono presenti troppe automobili
  3.  La maggior parte delle automobili sono parcheggiate e non in movimento; occupano spazio rendendo poco fluido il traffico e, oltretutto, imbruttiscono la città.
  4.  Una larga quota di auto in circolazione ha in realtà già raggiunto la sua destinazione e sta girando intorno alla ricerca di un parcheggio.
La logica, pragmatica conclusione è che l’unica soluzione praticabile è il car sharing diffuso.

Avere un’auto di proprietà per un residente nel territorio comunale, fatte le debite eccezioni per certe categorie (ad esempio disabili, medici, ecc., deve essere molto costoso.

A questo punto sento già gli urli di coloro che diranno “ecco un ulteriore inaccettabile balzello a carico dell’automobilista da parte di un comune che non garantisce un trasporto pubblico di qualità sufficiente!”. Proprio sicuri che sia così? 
L’automobilista medio percorre meno di 10000 km annui. Con queste percorrenze il costo chilometrico di un’auto media è compreso tra i 0.45 e gli 0.50 €/km. 

Eh già, tutti dimenticano i costi fissi

E allora facciamo due conti. Considerando che in circolazione non ci sta mai più del 30 % del parco auto, un parco auto pari al 40 % dell’attuale in car sharing sarebbe più che sufficiente a coprire anche i momenti di picco. Cosa significa questo? Che la percorrenza media delle auto in sharing passerebbe a 25000 km e quindi il costo chilometrico scenderebbe intorno a 0.30 – 0.35 €/km. Ma questo costo, per una società di car sharing potrebbe essere ancora più basso. In primo luogo perché potrebbe avere un parco auto costituito fondamentalmente da auto di piccola dimensione e quindi meno costose, in secondo luogo perché acquistando molte macchine e molte polizze di assicurazione pagherebbe molto di meno.  Anche i costi variabili di esercizio sarebbero poi probabilmente inferiori; minor traffico significherebbe consumi ridotti e usura ridotta.

Insomma con 0.30 € al km la società di car sharing ci pagherebbe tutti i costi di gestione dell’auto, manutenzione compresa, e avrebbe spazio fino a 0.45 €/km per pagarci i costi dell’organizzazione di supporto e farci profitto. E’ probabile che, in un regime competitivo, il costo si assesterebbe intorno ai 0.35-0.40 €/km.

Per l’automobilista medio ci sarebbe quindi addirittura un possibile risparmio. Rimarrebbero pure i soldi con cui noleggiare una Mercedes per andarsene in vacanza facendo i signori.  E se poi proprio qualcuno volesse avere l’auto di proprietà, potrebbe pur sempre recuperare parte del super-bollo rendendo disponibile la sua auto al sistema di sharing, magari tramite una piattaforma come UBER con cui l’amministrazione comunale dovrebbe fare un accordo di collaborazione.

E’ evidente che una soluzione del genere , pragmatica, troverebbe forti opposizioni da parte di tassisti e gestori di parcheggi pubblici. Ma entrambe le categorie potrebbero riciclarsi all’interno dell’indotto che si creerebbe per la gestione del car-sharing.

Non sto neanche a esaminare tutti gli ulteriori vantaggi che deriverebbero dalla messa a punto di un tale sistema. Ne guadagnerebbe la salute fisica e psichica dei cittadini, ne guadagnerebbe l’immagine della città che si libererebbe dal groviglio di lamiere che la riempie, ce ne guadagnerebbe ogni cittadino che finalmente non sarebbe schiavo del traffico quando prende un appuntamento.

Non pretendo certo che questa sia LA SOLUZIONE. Ma è certo che nessuno a oggi ha mai provato neanche a rifletterci in modo serio. La morale è che il richiamo alle regole va sempre letto tra le righe.

domenica 7 luglio 2019

Le vendite dei giornali in Italia..quelli che si autodefiniscono "attendibili"

Post pubblicato su OraZero.

Carissimi!

Oggi ci occupiamo brevemente delle vendite dei giornaloni italiani, quelli che pontificano e si autodefiniscono attendibili e barriera ai populismi dei bigottoni e alle fake news.

Siccome é un coro unico nei giornali Corriere-Stampa-Repubblica che demonizzano il Ministro dell'Interno e incensano capitani di navi ONG e LEUROPA, sono andato a cercarmi un po' di informazione in giro per capire quanto vendono questi giornali.

E cominciamo da Bagnai.

Che c'entra, direte voi? c'entra. Vedete, Bagnai é uomo di grande intelligenza e cultura, io spesso ci ho litigato, ma sempre sul piano professionale, e come me é in guerra da anni con il cosiddetto PUDE, cioé il partito del pensiero unico europeo. Qualche mese fa scrisse un post sfidando i lettori a capire chi c'era dietro questo grafico.



Io ci sono arrivato in meno di trenta secondi, a differenza dei suoi lettori che sono obiettivamente un po' ingenui e acritici, ma non mi aveva pubblicato la risposta (gli sto mediamente sulle scatole, ma me ne faccio vanto). Semplicemente, era  il gruppo Editoriale Espresso, oggi chiamato GEDI.

Questo gruppo controlla Repubblica e La Stampa. In effetti le prime pagine e i fondi di questi due giornalONI sono sempre il copia-incolla l'uno dell'altra.

I giornali vendono sempre meno, dicono per la concorrenza sleale (?) di internet. E hanno anche piegato l'unione europea a proteggergli il culo con una riforma del copyright fatta ad-hoc per gli editori pieni di debiti con giornali invenduti. Beh, ma i giornali hanno i loro siti anche loro, vendono copie digitali, giusto? quindi teoricamente dovrebbero cavalcare internet pure loro. Evidentemente ne sono sopraffatti, non lo sanno comprendere né cavalcare.

Sará internet il problema, o le minchiate pro-europa, contro Trump, contro Putin e pro-immigrazione con continua falsificazione della realtá che la gente che si alza la mattina per lavorare pensa che queste testate propugnano il problema? ah saperlo!

Nella Zuppa di Porro, oggi, il bravissimo come sempre Nicola prende un pezzo del Corriere della Sera in cui un giornalista si spertica in lodi per lo skipper italiano che con le sue braccia dai muscoli allenati ha issato a bordo neonati e donne incinte (dal minuto 1:20 in poi, é da spiscio!)


Quindi aggiungiamo il Corriere al duo Repubblica-La stampa in merito al supporto incondizionato alle ONG.

Ma quanto vendono queste testate? Sanno ancora davvero spostare l'ago della bilancia nel formare l'opinione pubblica?

Spoiler: no.

Mi sono imbattuto, nelle mie ricerche, in questo ottimo articolo, scritto da Lelio Simi per MediaHub, che analizza le vendite di Corriere e Repubblica dal 2008 al 2018.
Scrivere un articolo cosí, ragazzi, richiede tempo e tanto impegno. E poterlo leggere gratis é un privilegio. Mi ricordo quando scrissi il mio pezzo sulle fesserie del Fatto Quotidiano in merito ai supposti numeri degli italiani emigrati in UK. Mi costó ore di analisi e confronto incrociato dei dati UK e AIRE. E dissi "mai piú!". Tra l'altro lo pubblicai solo su Rischio Calcolato, non sul mio blog, per cui ora é perso..amen. Bel fregnone che sono stato!

Allora, Lelio ha analizzato dieci anni di vendite e cos'ha tirato fuori? questo grafico.



Il grafico include il volume di vendita delle copie digitali, contate a partire dal 2013.
Per il Corriere la traiettoria é la stessa, discendente.

Una Caporetto Totale!
Notate che l'asse delle ordinate parte da 0 copie vendute, quindi é un grafico onesto. Repubblica, in dieci anni, é passata da 600mila a 200mila copie, quindi -70%.

Meno Settanta per cento in dieci anni.

Quanto ha perso il Gruppo Espresso negli ultimi CINQUE anni? ha perso l'80%.

Viene da pensare che, se continua cosí, gli unici a leggere gli articoli scritti dai giornalisti saranno i giornalisti stessi. Si commenteranno fra di loro.

Per il Giornale, il Fatto Quotidiano e Libero stesse traiettorie. Le copie restituite al macero superano quelle vendute! Tira brutta aria per i tipografi.

In controtendenza la Veritá di Maurizio Belpietro, che sta aumentando le vendite (chissá perché!).

C'é un aspetto importante, poi. Oggi, i politici si rivolgono direttamente ai cittadini attraverso Youtube, Twitter, etc. Ha cominciato Trump. Se vuoi sapere come la pensa un politico, vai su Youtube e te lo vedi. A che ti serve il giornalista che registra e riporta a modo suo quanto dice un politico? Anzi, alle volte di un intero discorso, articolato, i giornalisti prendono solo una frase e ne stravolgono il senso. Normale che un politico si incazzi e si rivolga direttamente alla sua platea, senza filtri di mezzo.

Evidentemente il valore aggiunto dei giornalisti non copre la spesa del quotidiano. Punto. Se pensate che é stato un ragazzo con un blog a svelare le rotte delle ONG (non giornalisti strapagati), capite quello che intendo. Siccome i giornalisti non forniscono informazione utile, la gente spende i soldi in altro e cerca l'informazione on-line. In rete ci sono eccellenti blog che sono gratuiti e che riportano informazioni con una pluralitá di visioni davvero superiori, e sono letti da persone mediamente molto piú istruite e critiche di quelli che leggono i giornali. Se si conosce l'inglese, poi, si apre un panorama vastissimo di contro-informazione.

E le fake news? i giornaloni tuonano contro le fake news e dicono che le fake news infestano i social. Vero. Ma non é che i giornali ne escano indenni. Vediamo due casi esemplari di fake news megafonati dai giornaloni autodefinitisi attendibili.


  1. Attacco con il gas fatto da Assad - fake news da parte di tutto il gruppo Espresso, Repubblica in primis.
  2. Legami Trump con Russia per vincere le elezioni - fake news globale


Peró quando si tratta della regia francese dietro gli attacchi alla Libia, i giornaloni tutti zitti, anzi, dicevano che erano le solite menate da complottisti. Il fatto che il franco FCA fosse la rovina per il centro-Africa, e che la valuta ancorata all'oro voluta da Geddafi avrebbe scalzato il franco africano, non sono stati mai visti come elementi pilota per la guerra di Sarkozy in Libia.

No, mai, nonostante le evidenze emerse nel 2016 (pubblicate, ancora una volta, su un blog indipendente). Anzi, tutt'oggi nel 2019 giornali come ilsole24h, ancora insistono col dire che il franco africano non penalizza le economie africane! Ma come si fa a leggere simili puttanazze e comprare pure il giornale?!

Quindi perché leggervi, cari giornalisti strapagati dei giornaloni, se non sapete fare il vostro lavoro di indagine ma solo i megafoni dell'editore di turno? Non servite a niente.