lunedì 29 aprile 2019

[Video] Da dove viene il denaro - primo mito da sfatare

Post pubblicato su OraZero.

Il denaro.
Questo mistero.

Vi siete mai chiesti come viene creato al giorno d'oggi?

E se viene creato, ovvero nasce, può anche essere distrutto, ovvero morire?

Ho scritto in passato una serie di articoli, dal titolo "Money series" (a questo link l'indice) su come il denaro viene creato, distribuito e distrutto. Era il biennio 2016/2017. Inizialmente erano in inglese, poi li ho pubblicati in italiano sul sito di Rischio Calcolato.

Iniziai questo lavoro perché mi rendevo conto che l'argomento mi attraeva: avevo iniziato a studiare economia da zero, perché volevo rispondere a domande apparentemente semplici, anzi ad UNA domanda apparentemente semplice, la seguente:

"Perché quando i miei genitori avevano trent'anni non soffrivano il precariato dei giovani di oggi, trovavano facilmente lavoro in Italia, pur non avendo la laurea come molti giovani, e le loro pensioni erano sicure?".

Le risposte che trovavo cercando nei giornali che leggevo o sentivo erano di questo tipo:
"Colpa del debito pubblico italiano, che ha trapato le ali ai giovani";
"Colpa dei mancati investimenti, che fa sì che anche per i laureati  i lavori siano pochi e sottopagati rispetto al passato";
"Colpa delll'euro, che ha scaricato sui salari l'aggiustamento dei cambi";
"Colpa della globalizzazione, per cui le imprese hanno delocalizzato e ci sono meno posti di lavoro, quindi la gente pur di lavorare accetta salari bassi";
"Colpa della finanza, che socializza le perdite e privatizza i profitti sfruttando ritardi normativi e pagando i politici";

Potrei andare avanti, ma la migliore risposta è questa: 

"Se so' magnati tutto!". 

ExitEconomics é nato per parlare di economia alla gente comune, per prendere decisioni quali se e dove comprare casa, se e dove cambiare lavoro, cosa e dove studiare prima di entrare nel mondo del lavoro, cosa aspettarsi nell'immediato futuro.

Capire come viene creato, distribuito e distrutto il denaro é fondamentale, altrimenti non si é in grado di ANTICIPARE le bolle immobiliari, le crisi, ledelocalizzazioni e la disoccupazione,  come mai la Cina é diventata quello che é e come mai l'euro é un fallimento epocale, rispetto ai sogni iniziali. 

Quindi, intendiamoci: non saremo in grado di fare scelte economiche e finanziarie sensate o capire come funziona il mondo OGGI se non capiamo come viene creato il denaro OGGI.
Non ci occuperemo né di oro né di criptovalute: non ci servono. Per fare la spesa non adoperiamo né bitcoin né monete d'oro.

Penso che i video siano dalle dieci alle cento volte più efficaci di post scritti sulla bacheca di un blog, quindi ho deciso di fare il grande salto: usare Youtube per aumentare la visibilità dei miei contenuti e per migliorare la fruibilitá del messaggio. Ci metto la faccia, ci sono maggiori  responsabilitá e maggiore attenzione al contenuto. Ma anche molti piú commenti e feedback che non su un post. E il tipo di argomento si presta ad essere commentato da persone che vogliono capire e si pongono domande, quindi per definizione intelligenti. Voi.

E'una scommessa. Vediamo di vincerla insieme. 

Ho scritto troppo. Vi lascio al video. Ad majora!



giovedì 18 aprile 2019

I do-gooders

All'estero, in particolare in UK, hanno tradotto il disprezzante "buonista" nostrano con "do-gooder".

C'é un problema in questa stiracchiata traduzione anglofona: c'é un verbo, il "to do" (fare) , che non c'entra nulla nella definizione di buonista.

Il buonista nostrano non FA, il buonista nostrano al limite COMMENTA o fa i selfie.
Una traduzione potrebbe essere comment-gooder, cioé commentare per il meglio. Dove per meglio ovviamente, nell'interpretazione inglese, é anteporre gli interessi degli altri ai propri.
Giá, ma quali altri? e in che modo? Qua i giornalisti inglesi, che cercano di capire come mai i populisti italiani come la Lega fanno breccia tra gli elettori del Belpaese, arrancano con la logica e chiamano "far right", destra estrema, anche le famiglie con figli e passeggini che si mangiano il cono gelato ai comizi del leader della Lega.

L'architrave italiano dei giornalisti-commentatori buonisti poggia su due pilastri, Gad Lerner e Massimo Gramellini.

Riconosco a Gramellini che scrive bene ed é alle volte divertente. Piace molto alle signore attempate, é ironico e ..... tranquillizzante. Tanto tranquillizzante.
Gad Lerner invece é semplicemente odioso. Uno che vuole i migranti ma a casa degli altri, altrimenti, come per sua stessa ammissione, le sue proprietá immobiliari in quartieri di grido come i Parioli o in localitá come Capalbio, perderebbero di valore, é semplicemente inqualificabile.

Il buonista Lerner cosa fa per i migranti? caccia un euro? no. Indossa magliette rosse, scordandosi di levarsi il rolex. Cosa fa il buonista Lerner per gli sfruttati? li ospita a casa sua, fornisce loro un tetto o un riparo, provvede a finanziare l'educazione dei giovani? No, promuove la spesa pubblica per l'accoglienza. Con le tasse e il debito pubblico degli altri.

Il buonista italiano, cari inglesi, é quello che dice di preoccuparsi per gli altri promuovendo le spese statali, quindi piú debito pubblico, piú tasse e meno servizi per tutti. Queste spese non sono spese in Ricerca e Sviluppo, o infrastrutture. Sono spese correnti per fornire tetto e cibo a persone che arrivano con zero istruzione, cultura diversa, in un paese con altissima disoccupazione giovanile.

Voi, cari inglesi, siete il popolo piú assicurato della terra, ma in Italia la assicurazione ultima, specie sanitaria, la fornisce lo Stato. E i premi assicurativi sono pagati sotto forma di tasse. Da pochi milioni di contribuenti.

Io stimo e porto rispetto per chi decide, con spirito di abnegazione, di aiutare gli altri di persona (volontariato) mettendoci il proprio tempo e richiedendo al massimo un minimo di rimborso spese.


Altro peró é che questo volontariato diventi un lavoro, perché a quel punto scatta il conflitto di interesse: ho bisogno dei migranti altrimenti la cooperativa non mi assume e non mi paga. E quindi mi metto a perorare la causa migratoria altrimenti non so che altro fare nella vita. Ovviamente, significa che i costi se li sobbarca la societá tutta.

La baby sitter olandese che ha tenuto mio figlio si é fatta qualche mese di volontariato da qualche parte in Asia: posto magnifico. Si é pagata il viaggio e l'alloggio da sola. Aiutava bambini con deficit cognitivi importanti. Questo le ha fornito punti per il praticantato all'universitá come pedagogista qua in Olanda. Tanto di cappello.

Vedere uno skipper, figlio del ministro dell'economia, che in un giorno lavorativo per la gente comune fornisce supporto in barca a vela per recupero dei migranti, sotto il sole del Mediterraneo (ma non ne trasborda nel suo vascello nemmeno uno) fa sorgere la domanda: ma questi, come diavolo si finanziano? Come fanno a campare, a pagare le bollette, o il conto della rimessa al porto? Le pagano le tasse come noi comuni mortali?

Ecco, cari inglesi, il buonista é il do-gooder con le risorse altrui: lui ci mette la coscienza, ma il lavoro sporco lo lascia al resto della comunitá.

Come definiremmo una persona che ci mette solo le parole, che sfrutta i buoni sentimenti degli igenui, che dice quello che gli altri dovrebbero fare e lascia i costi e i problemi delle sue scelta alla collettivitá?

Un parassita.

Ecco, il buonista é un parassita.

Si lava la sua coscienza con i detergenti pagati dagli altri.











mercoledì 3 aprile 2019

Elogio dell'egoismo

Per carattere, considero il sottoscritto votato spesso allo stoicismo.
Spesso accetto lavori che altri rifiutano perché "va fatto" ed é bene non lamentarsi troppo.

Lo stoicismo impone che quasi sempre le emozioni passino in secondo piano rispetto alla ragione, e il trionfo di "ció che é giusto" sulle banalitá votandosi all'azione.

"Va fatto" perché "é corretto" fare cosí.

Lo stoicismo é rivolto a se stessi: non si cerca il plauso esterno, ma la soddisfazione personale per aver fatto le cose al meglio. Un individuo votato allo stoicismo é in genere fiscale, molto duro con se stesso, non sopporta le cose fatte "alla bell'e meglio" e disprezza dal profondo i carrieristi leccaculo, perché li considera un danno al "sistema".

Funziona, oggigiorno, essere stoici?

No.

Grandi esempi di stoici nella Storia, come Zenone o Marco Aurelio, erano persone con le spalle coperte, che hanno prosperato grazie alle rendite (terreni e schiavi o addirittura imperi). In altri termini, non hanno mai dovuto rispondere delle proprie azioni ad un superiore per guadagnarsi il pane.

In una societá votata all'immagine, quindi all'informazione "orientata al successo"che un individuo veicola verso il mondo esterno attraverso vestiario, TV, Youtube, Twitter, etc. lo stoicismo perde inevitabilmente appeal.

Diventi il rompicoglioni perfettino e analitico che serve quando ci sono "mission impossible" da gestire. Sei utilissimo in azienda ma non fai particolare carriera o, se la fai, lavori il decuplo di chi investe il suo tempo creandosi "gli agganci"giusti ed é cintura nera di Power Point.

Un aspetto trascurato, quasi un corollario, dello stoicismo é una sua degenerazione, ovvero il buonismo.
In altri termini, é giusto comportarsi bene "qualunque sia il contesto". E'il whatever it takes del politically correct.

E chi stabilisce la "policy" sulla base della quale un comportamento é corretto o meno? La risposta ce l'ho subito: i profitti aziendali e gli introiti fiscali.

Riflettevo su due cose: la prima é che, lavorando in grossi enti e compagnie, il management ripete sempre le stesse cose nelle slides Powerpoint: collaborazione, proattivitá, assertivitá, forward guidance, team spirit. Viene meno l'individuo, la compagnia diventa un ente in cui tutti astrattamente collaborano al suo successo.
Va da sé che poi, osservando le scelte fatte su chi promuovere a manager e chi no, questa disinteressata e nobile prospettiva viene completamente disattesa,perché dominano logiche partitiche.

La seconda cosa é olistica: fateci caso:

Noi in Occidente tendiamo a sobbarcarci le colpe di tutta la nostra storia passata, senza contestualizzare. 

Ci sono i neri in America poveri? colpa nostra che ce li abbiamo portati trecento anni fa e che non li abbiamo mai aiutati come si deve. Ci sono gli zingari che non hanno una casa? colpa nostra che abbiamo paura del diverso. Ci sono i barconi pieni di africani che approdano in Italia? colpa nostra (di chi, non é chiaro) perché sfruttiamo l'Africa e abbiamo creato fame e miseria.

Quindi, DOBBIAMO sobbarcarci le pene del mondo e dare credito alle organizzazioni internazionali come ONU, FAO, UNESCO, UE, etc che ci dicono come comportarci.
A chi fa comodo questo? a chi, grazie a manodopera importata a basso costo, abbassa i salari e alza i margini di profitto. Quindi, ancora, gli azionisti.

Recentemente, Tesla ha licenziato centinaia di persone e ha chiesto ai rimanenti lavoratori di fare straordinari gratuiti per consegnare le macchine in tempo. Motivazione:" perché siamo tutti responsabili dell'andamento dell'azienda e dobbiamo lottare per l'ambiente" (!). Questo é un tipico esempio di lavaggio del cervello da buonismo eterodiretto che avvantaggia gli azionisti di Tesla e peggiora la qualitá di vita di un ingegnere o di un operaio. 

Credo che il buonismo sia in realtá una forma di comportamento supportata ad arte da Stato e Imprese; il primo, vuole cittadini obbedienti, la seconda vuole alti margini di profitto.
Come si conciliano le due cose?
Attraverso la fusione del cittadino politically correct- cittadino consumer.

Il cittadino politically correct é consumatore perfetto e contribuente perfetto. 

Unisce la paura dello Stato e la paura di schierarsi egoisticamente fuori dal coro, con le esigenze delle imprese di avere lavoratori a basso costo o di accettare che i cittadini solidarizzino con chi sta cento volte peggio. Accetta di pagare le tasse muto e obbediente. Sí, talvolta si incazza sui social, ma niente piú. Inconsapevolmente, accettando "gli altri", il bravo cittadino finisce per vivere male ma trova conforto nella convinzione di essere "un bravo cittadino".

No, non sei un bravo cittadino, coglione, sei solo un bravo consumatore e contribuente.
Un bravo cittadino é chi arricchisce la comunitá con la propria diversitá e il proprio intelletto, che richiede di pensare a soluzioni non ortodosse. Pensiero critico, alle volte cinico.

Quando i cittadini ne hanno le scatole piene, come é successo in un quartiere di Roma dove gli abitanti si sono visti recapitare famiglie di rom, e solo perché a quel punto hanno la prova tangibile che la qualitá di vita é veramente compromessa, ecco che alzano le barricate e danno fuoco ai cassonetti per protesta. Ovviamente, cosa fa la Magistratura, braccio "armato"dello Stato? Indaga per istigazione all'odio razziale. In altri termini, caro cittadino, devi essere buono. Whatever it takes.

A chi servono le madri surrogate? in fondo, esiste l'adozione da millenni, anche le adozioni eccellenti. Chiedere a Ottaviano Augusto, figlio adottivo di Gaio Giulio Cesare. Bene, in Olanda le cliniche che si occupano di problemi di fertilitá fanno soldi a palate. Tra le coppie che annoverano "problemi di fertilitá", ci sono coppie lesbiche e gay. L'Olanda é talmente tanto "avanti" sui diritti dell'individuo che é per l'accettazione dell'eutanasia per chi soffre di depressione (anche minori!). Tutti costi in meno per la collettivitá. E' banalmente una questione di mercato. Individui singoli, famiglie "fai da te", madri surrogate etc. consentono enormi incassi e aumentano i consumi di pappe, pannolini, introiti per medici pediatri, per cliniche, venditori di passeggini, lettini, vestitini e tutti gli -ini che potete immaginare.

Il bravo_cittadino-consumatore viene supportato dal politicamente corretto : "sei omofobo se non sei per le madri surrogate o per i figli in coppie gay". Sei cattivo, quindi nocivo. Sei egoista.

In Nuova Zelanda, quelli che "il Primo Ministro ha indossato il velo per solidarietá durante i funerali delle vittime della moschea", hanno rifiutato una famiglia dall'Inghilterra, con madre avente regolare contratto da 140mila dollari per lavorare in quel paese, perché una delle figlie é affetta da sindrome di Down. Quindi, un COSTO per il sistema sanitario neozelandese inaccettabile. Povera ragazzina, era colpa sua.

Il buonismo é tale solo quando i costi o sono nascosti, o quando li pagano "gli altri".

Il buonismo é un cancro della societá occidentale, perché impedisce il libero pensiero.
Ma é esso stesso figlio della societá occidentale, basata sul consumo. Per incrementare i consumi, occorre avere atomizzato individui e famiglie, e aver ampliato al massimo la platea di quelli "che vogliono e possono acquistare e indebitarsi". Quindi é necessario considerarci tutti uguali, whatever it takes. Perché cosí tutti consumiamo di piú, e perché cosí i costi del lavoro rimangono bassi.
I consumi servono per far sí che le imprese sopravvivano, e facciano maggiori utili. Maggiori consumi significano maggiori debiti, e i debiti sono creati dalle banche, che promuovono societá multi etniche in tutti i loro depliant.

E' un loop. Un loop che i populisti non accettano, anche se non ne hanno chiara la dinamica, ma che percepiscono come una gabbia sempre piú stretta  che mina la propria qualitá di vita. Da qui il fatto che i populisti siano per la famiglia tradizionale, il rispetto dei confini, e delle proprie tradizioni. Sono per definizione no-global. E quindi, politically incorrect e contro le multinazionali.
Una multinazionale é eterea, non la tocchi, non ha legami con il territorio, non ne soffre gli scontri sociali. Quindi per definizione supporta il buonismo, perché il buonismo incrementa a dismisura i profitti. Gli stati a loro volta hanno bisogno delle multinazionali, cui concedono enormi agevolazioni fiscali, perché hanno paura della disoccupazione e del crollo delle entrate fiscali. E quindi indirettamente supportano anch'essi il buonismo, e usano la magistratura per punire chi non é politically correct.

Penso che da questo punto di vista, ogni democrazia occidentale abbia in sé il germe della propria autodistruzione.