mercoledì 18 dicembre 2019

[Economia] Le mitiche riserve bancarie - cosa sono e a che servono?

Le riserve bancarie sono dei particolari conti correnti che le banche tengono presso la Banca Centrale.
Sono analoghe ai conti correnti che noi persone comuni, o aziende, teniamo presso le Banche Commerciali.

Quando effettuo un bonifico al sig. Paolo Rossi, di fatto c'é un trasferimento di riserve, dalla mia banca alla banca dove il sig. Rossi ha il suo conto corrente.

Poiché in una giornata possono esserci centinaia di migliaia di trasferimenti di denaro fra banche diverse, di fatto a fine giornata lavorativa le banche fanno  il "clearing", cioé si registrano le transazioni nette occorse fra banche diverse e si aggiornano le riserve di ogni banca.

Ad esempio, se la mia banca tra le uscite le entrate in giornata ha un saldo negativo, per esempio 10 milioni, di fatto le riserve che tiene presso la banca centrale subiranno un taglio di 10 milioni.
Se le riserve a inizio giornata ammontavano a 100 milioni, a fine giornata saranno 100 - 10 cioé 90 milioni. Altre banche avranno a fine giornata un saldo positivo ammontante, nel complesso, ai 10 milioni che la mia banca ha perso.

Le riserve bancarie sono un circuito chiuso, normato dalla Banca Centrale. Né i comuni cittadini, né le imprese, né gli stati, possono accedervi.

Le banche centrali (italiana, spagnola, etc) hanno a loro volta riserve presso la Banca Centrale Europea.

Anche quando prelevo i soldi contanti dal mio conto corrente presso un bancomat, per esempio 200 euro, le riserve della mia banca presso la banca centrale subiranno una riduzione di 200 euro.

Quindi, le riserve hanno lo scopo di essere dei "cuscinetti di liquiditá" cui le banche attingono giornalmente per funzionare, per trasferimenti bancari, per prelievi, per ricevere e muovere denaro fra banche senza ricorrere a furgoni blindati con i contanti dentro che girano per le vie della cittá.

Lo scopo primigenio delle riserve bancarie era garantire liquiditá in caso di prelievi agli sportelli. Parliamo dell'era pre-telematica. All'epoca ci si recava dal cassiere e si prelevavano, che so, 100mila lire. Le riserve servivano a garantire che la Banca Commerciale avesse sufficiente liquiditá da GARANTIRE il normale funzionamento di prelievo agli sportelli.

Poiché una banca ha solo una minima percentuale in riserve rispetto al totale dei soldi che tiene in bilancio, é chiaro che se una folla richiedesse improvvisamente di ritirare i propri soldi dai conti correnti, la banca andrebbe in crisi di liquiditá, cioé non potrebbe pagare i suoi creditori, e richierebbe di diventare insolvente.

Maggiore é la quota che una banca tiene sotto forma di riserve, maggiore é la soliditá della banca.

Almeno in teoria.

Giá, perché le banche centrali nel mondo hanno ridotto sempre piú l'ammontare delle riserve OBBLIGATORIE, cioé le riserve MINIME che le banche commerciali devono tenere presso la banca centrale del proprio paese.

Perché?

1) l'uso del contante si sta riducendo in tutto il mondo.
2) le banche si fondono. Aumenta la probabilitá che i pagamenti interbancari avvengano all'interno della stessa banca, senza scomodare trasferimenti di riserve fra banche diverse.
3) i depositi sono garantiti fino a 100 mila euro dalla banca centrale o da un fondo interbancario. In soldoni, c'è la banca centrale che garantisce. Tranne in Europa, dove tutto è contorto. Ora si parla di MES.
4) Si sta diffondendo (solo in Europa) la policy per cui se una banca fallisce, a RIMETTERCI non  sono solo azionisti e obbligazionisti, ma pure i correntisti (policy del bail-in) oltre una data soglia, che sta diminuendo ed è già molto più bassa che negli USA. Per i promotori di questa politica, essa serve a spronare la gente a CRESCERE in termini di cultura finanziaria. Ovviamente i detrattori contestano che si tratta di salvare pochi banchieri coi soldi della collettivitá. Fate voi.

E ora sfatiamo un FALSO MITO che gira molto nei blog e nei siti cosiddetti di controinformazione


A coloro che sostengono che in questa maniera la banca puó creare tutto il denaro che vuole, perché non ha l'obbligo della riserva frazionaria, faccio presente che sono rimasti molto indietro.
PRIMO: esistono paesi in cui non esiste nemmeno l'obbligo di tenere riserve presso la banca centrale
SECONDO: é la banca commerciale che DECIDE di espandere o contrarre il proprio bilancio concedendo o meno credito a chi ne fa domanda (i privati). Non é che prima viene la riserva e POI si crea credito. E'il contrario: prima la banca CREA credito e POI aggiunge la riserva. La banca centrale periodicamente controlla il bilancio della banca commerciale e decide quanta riserva la banca commerciale deve aggiungere o diminuire. Giusto per mettere le cose nella giusta prospettiva e nel corretto ordine causa-effetto.
Dire y = x non é la stessa cosa che dire x = y, perché il nesso di causalitá non é evidente.

In merito al punto PRIMO, non lo scrivo io, lo scrive la Banca Centrale Europea a questa pagina:
Reserve requirements are a standard monetary policy tool in central banking. However, some central banks do not have them at all, for example those in Australia, Canada and Sweden.

Siccome verifico le mie deduzioni, se esse sono corrette, allora Australia, Canada e Svezia dovrebbero essere quasi cashless.
E'vero?
Direi di sí. Canada prima, Svezia seconda e Australia settima al mondo per essere cashless.

Se volete sapere come viene creato e distrutto il denaro del comune cittadino quando chiede prestiti e mutui presso le banche commerciali, potete rileggervi i miei post su come le bance centrali creano e distruggono denaro. Con due video a corredo.
Se volete sapere come il denaro viene creato e distrutto dalle banche centrali intervenendo sui titoli di stato, cercate nel mio sito. I link non ve li do, dovete leggervi il materiale con pazienza. Magari mi aiutate pure a trovare degli errori. Ho iniziato a scrivere tre anni fa e qualche inesattezza posso averla scritta all'epoca.

Fine del Falso Mito.

Per chi mi segue, ho giá scritto che considero la lotta al contante un falso problema, tipicamente italiano, per cui se il problema della mancanza di soldi non puó imputarsi alla burocrazia e al pessimo pubblico servizio, giocoforza la colpa é del privato, che é evasore a prescindere.
Si tratta di fumo negli occhi. Ma la gente ci crede e chi siamo noi per obbligarli a informarsi?
Mai dire ad un bambino piccolo che Babbo Natale non esiste.


Bene, per oggi é tutto. Anzi no.
Abbiamo appena intaccato la superficie dell'affascinante mondo delle riserve bancarie, per le quali il denaro viene prestato ad interessi nell'ordine di una....notte (cui sono connessi il famoso Federal Funds Rate, o il Libor, o l'Euribor, i tassi RePo..). Ma questa é un'altra storia. E' meccanica quantistica bancaria e non penso possa interessare il lettore medio-avanzato.

Vale sempre il solito principio: le banche fanno i soldi creando i soldi su cui ricevono interessi. Se in qualsiasi settore gli interessi salgono, vuol dire che chi crea o presta denaro NON si fida dell'altra parte e quindi chiede un interesse piú alto. Questo succede molto prima che le notizie di crack bancari importanti arrivino sui giornali.

Cercate su Google "repo interest rate spikes September 2019". 
Tre mesi fa c'é stato un enorme problema mondiale: le banche americane improvvisamente non si fidavano piú di prestare denaro ad altre banche per consentire a queste ultime di raggiungere il livello obbligatorio di riserve a fine giornata, al momento del "clearing". Crisi mondiale bancaria in vista? chissá. Qualche mega banca al collasso e il pubblico ne era all'oscuro? Forse non lo sapremo mai. Quel che é certo é che il governatore della FED ha fatto una C-L-A-M-O-R-O-S-A inversione a U e anziché continuare a distruggere denaro, ha iniziato a crearne di nuovo a botte di miliardi al giorno per impedire che i tassi di interesse su mutui e prestiti schizzassero verso l'alto per...carenza di liquiditá in un mare di liquiditá!  Draghi invece ha tenuto la barra a dritta nonostate gli arrabbiatissimi tedeschi: avanti con il quantitative easing. La FED ha dovuto riconoscere che Draghi aveva ragione.

Noi pensiamo di vivere tranquilli, ma cosí non é. E' un mondo difficile.

Saluti.







lunedì 16 dicembre 2019

[Italia] Demografia e pensioni a pezzi - attaccheranno il risparmio privato

Eccoci qua per il solito bollettino di guerra.

Sapete cosa mi interessa per capire lo stato di salute e di positivitá di un paese? il GDP? il tasso di disoccupazione generale? il numero di grattacieli costruiti in un paese anno su anno? l'indice di povertá? il tasso di inflazione?
Nulla di tutto ció. Guardo a quattro altri indici. Di cui ho giá scritto nel mio blog e che ora condenso.

1) Tasso di fertilitá: se uomini e donne hanno fiducia nel futuro e nei propri mezzi, fanno i figli. Altrimenti, si concentrano su se stessi. Il tasso di fertilitá é basso anche in paesi ricchi con basso indice di disoccupazione? significa che si ha poca fiducia nel futuro, i costi per vivere sono altissimi e lo stress lavorativo non ti consente di mettere al mondo i figli a meno di vedere pesantemente compromesso il proprio stile di vita. Specie chi vive in cittá, dove gli affitti e i costi delle case sono altissimi e i tempi di commuting casa-lavoro sono enormi, si fa meno figli che in cittá piú piccole. Basta vedere le etá dei genitori che vanno a prendere i figli agli asili nido a Roma o in un medio centro: a Roma non sai mai se fai la figuraccia di scambiare un papá molto imbiancato per un nonno.

Non mi credete? In Italia un genitore su tre deve licenziarsi per accudire un figlio

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/12/07/addio-al-lavoro-per-stare-con-i-figli_c1b7af9a-8b97-4c6d-afb6-93f31b32c53b.html

L'Italia é ultima per tasso di feconditá in Europa.
https://www.repubblica.it/cronaca/2019/04/11/news/istat_fecondita_italia-223775103/

Chi ci rimette di piú a rimanere in Italia?

Le donne italiane 

Senza se e senza ma. Le donne italiane o non possono diventare mamme ad una etá in cui sono ancora molto fertili e piene di energie, o sono costrette a licenziarsi, oppure vengono trattate a pesci in faccia ai colloqui. Se una donna ci rimette, a seguire ci rimette il marito o compagno. Perché si trova con uno stipendio a far fronte alle spese di una famiglia intera. Con una moglie magari ben istruita che ha dovuto optare per la scelta meno peggiore ed é frustrata perché le hanno tarpato le ali professionali.
Oggi, in Italia, se fai un figlio é alta la probabilitá che ti ritrovi povero.

Ho giá scritto sulla discriminazione femminile al momento del colloquio di lavoro, con esperienza diretta a questa pagina. Un abisso fra Italia e Olanda.
Come reazione idiota a un problema serio, si sono inventati le quote rosa, che sono discriminazione al contrario. Ne ho scritto qua, due anni fa. Anziché migliorare il tessuto sociale favorendo l'inserimento delle donne, si penalizzano gli uomini magari piú validi della controparte rosa solo per una questione di gender.
Le quote rosa sono una pennellata di vernice su un muro pieno di muffa e batteri che andrebbe ripulito da cima a fondo.

2) Tasso di disoccupazione giovanile e tasso di abbandono scolastico
Qua la situazione é gravissima. Di fatto é verosimile pensare che il 50% dei giovani italiani sotto i 24 anni non studi, non lavori, non cerchi lavoro, non faccia formazione, non faccia insomma nulla di utile per costruirsi un avvenire. Di fatto spendono i risparmi dei loro genitori.
Personalmente, conosco molti di questi casi al Sud Italia.
Questo si ripercuoterá sulle pensioni che queste nuove generazioni dovranno pagare ai 40-50 anni di oggi.
Preparatevi: per rimanere a galla l'Italia dovrá fare P A T R I M O N I A L I e alzare le tasse, cioé trasferimenti di ricchezza dal privato al pubblico, via accise, via IVA, via IMU, quello che volete.
Non é fare la Cassandra: é usare la logica. Se la spesa pubblica é quella che é, con una popolazione che invecchia, chi paga se i giovani non lavorano e non costruiscono know-how e capacitá da usare domani?

A questa pagina ho parlato dell'abbandono scolastico italiano e ho indagato sulle cause. In Italia, un buon 14% dei ragazzi sotto i 24 anni ha solo la terza media. Questi non emigrano, nemmeno parlano una bozza di inglese. Non li vuole nessuno e spendono i soldi della famiglia per tirare avanti.

3) Tasso di emigrazione di italiani con alto livello di istruzione
Nel 2018 c'e stato il nuovo record di emigrati italiani. E il 75% di questi ha un livello di istruzione medio alto (Diploma, laurea, dottorato)

https://www.repubblica.it/cronaca/2019/12/16/news/il_rapporto_istat_sulle_migrazioni_piu_italiani_emigrati_meno_arrivi_dall_africa_-243613030/

L'emigrazione di talenti presuppone che ci sia desertificazione industriale e terziaria in Italia. Molti emigranti hanno ben oltre 40 anni. Non sono di primo pelo. E'gente con competenze altamente rivendibili.

Ripeto: attaccheranno il risparmio privato. Non c'é altra soluzione.

Chi vi parla di crescita per mezzo della detassazione, dovrebbe fare i conti con il fatto che gli investimenti in Ricerca e Sviluppo in Italia sono bassi. Molto bassi. Non é un caso che il fior fiore degli ingegneri emigri. Se gli investimenti in R&D sono bassi, la produttivitá giocoforza scende. E devi lavorare piú ore per tirare avanti. Se nel pubblico italiano si lavora pochissimo rispetto al resto d'Europa (in Olanda si lavora per 45-49 anni), il privato lavora a ritmi forsennati in Europa.

Infine, tenete conto che le cifre ufficiali dell'emigrazione possono in realtá essere sottostimate di un buon 50%! Ne ho scritto qua. Pensavo solo un 30%, ma in realtá secondo l'ISTAT si arriva ad un 50%. Pazzesco.
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Perché queste  metriche, tra l'altro poco pubblicizzate in TV?
Perché sono metriche che parlano di demografia: l'economia é soggetta ad alti e bassi nel breve termine, ma invertire un trend demografico richiede anni o decenni.
E'come invertire la rotta del Titanic. Occorre una enorme energia e tanto, tanto tempo.

L'Italia tutta se la passa male?
No, il Nord Italia ha retto bene, Milano ha retto benissimo. Ma il Sud é una catastrofe. Lo stato della capitale, Roma, dice tante cose. Il Centro Italia é malissimamente collegato, ha sofferto di pessime amministrazioni e non é un caso che la rossa Umbria abbia recentemente cambiato colore, optando per il verde. Malamministrazione uguale crollo della produttivitá per il sistema paese.
Sono voti di protesta, di rabbia, di frustrazione, e le Sardine sono la plastica rappresentazione della totale mancanza di idee sul futuro, in cui ci si rifugia verso un passato (gli anni 70 e 80) che non ricapiterá mai piú. Fateci caso: prima il M5S come voto di protesta, ora le Sardine. Domani chissá.
L'italiano medio vede poco distante.

L'Italia si é spenta.
Qualcuno o alcuni la riaccenderanno? forse. Ma la vita lavorativa di un individuo non dura duecento anni. Potete permettervi di aspettare per una rinascita? Le soluzioni, mi spiace dirlo, sono individuali e familiari.


Vendete tutto e andatevene alla prima occasione se siete abbastanza giovani 


Oppure:
1) trovatevi lavori di nicchia e tirate avanti insegnando ai vostri figli come andarsene. Sopravviverete. In alcuni casi magari prospererete pure.
2) candidatevi con le Sardine per sfruttare ancora per alcuni anni lo stipendio pubblico. Qualcuno vi voterá se avete una bella faccia.
.










sabato 14 dicembre 2019

Pensieri sparsi

Sono assente un po' dal blog in questo periodo, per motivi di lavoro.
Sto aspettando l'esito di alcune scelte effettuate diversi mesi addietro che potrebbero cambiare la vita ulteriormente da quando sono qua in Olanda.

Sto studiando diverse cose la sera, dopo lavoro e la palestra. Cerco di allenarmi dalle tre alle quattro volte a settimana. Quando vedo colleghi coetanei curvi e con la pancia, mi prende male e cerco di visualizzare come vorrei vedermi da qua a venti anni.


Oggi approfitto di questa oretta libera di sabato pomeriggio, seduto sul divano, per condividere un po' di pensieri sparsi con voi.
Bertrand Russell scrisse "elogio dell'ozio", dove ozio va inteso come scoperta di se stessi, liberi dal rumore infernale quotidiano per focalizzare meglio cosa si desidera nella propria vita.

1) Miglioramento personale: Ho ultimato la lettura della prima metá di Life principles di Ray Dalio (la prima metá del libro Principles). Ho impiegato 5 mesi per leggere la metá del libro, perché ogni tanto alcune pagine mi arrivavano come poderosi schiaffi in faccia e avevo bisogno di giornate intere per assorbire il contenuto e per mettere in pratica gli insegnamenti. Capivo che mi ostinavo a ripetere continuamente errori su errori senza imparare da metodi inefficaci. Dopo i primi libri di Kyosaki, letti nel 2013, che mi hanno introdotto ad un nuovo modo di guardare alla realizzazione dei propri obiettivi, facendomi passare da una visione socialista della politica ad una piú razionale e individualista (e che sono stati fra le cause della mia decisione di mollare l'Italia), Principles mi ha spinto a tenere taccuini dove annoto i fatti salienti che mi sono occorsi, specie le giornate negative, per imparare il massimo conoscendo meglio me stesso, soprattutto le mie debolezze. La trasparenza totale con se stessi é una fatica assurda ma impone una disciplina interiore che rafforza la capacitá di assumersi rischi valutandone piú obiettivamente pro e contro. Si acquisiscono metodologie e sistemi analitici potentissimi che aiutano a districarsi nelle decisioni quotidiane e soprattutto in quelle vitali. Le acquisizioni passano per il dolore causato da scelte sbagliate da cui, a fatica, si impara. Io ci ho aggiunto, di mio, l'applicazione dell'effetto leva. Ogni volta che la vita mi prende a calci in culo, imparo, raffino, cambio, e applico cercando di usare l'effetto leva per ottenere il massimo risultato col minimo dell'energia.

E'un grande lavoro in corso, che penso durerá tutta la vita.
Non so a voi, ma a me quando capita di leggere qualcosa che giudico centrale per cambiare la mia vita, sento come un dolore mentale, molto interno alla testa, credo dovuto alla rimappatura dei miei neuroni. Sensazione strana. Come un muscolo volontario che viene allenato fino a cedimento.

Penso mi occorreranno altri sei mesi per finire la seconda metá.


2) Storia del transistor: di fatto ho finito di leggere questo libro, la storia dei laboratori Bell. Di fatto é una storia di AT&T, la cui divisione Ricerca e Sviluppo, i Bell Labs appunto, sono stati una fucina enorme di innovazione e Premi Nobel della fisica e hanno creato l'era dell'informazione nella seconda metá degli anni 40, sia nella teoria che soprattutto nella pratica, con invenzioni come il transistor a giunzione, il tubo a vuoto, le reti cellulari, il primo satellite di telecomunicazioni, il perfezionamento dei radar, dei computer etc.

Fu l'antitrust a impedire che i Bell Labs entrassero anche nel mercato dei computer (che aprí la strada a IBM), anche se lo avevano di fatto creato; lo stesso antitrust impedí che entrassero nel mercato dei satelliti per telecomunicazioni (i Bell Labs crearono il primo satellite per telecom) aprendo la strada a Hughes e altre compagnie; infine, i Bell Labs crearono le reti cellulari, ma l'antitrust impedí loro di produrre i terminali mobili, che consentirono a Motorola di fiorire.
Sony é nata grazie ai brevetti resi pubblici sui Transistor e concessi in licenza per un tozzo di pane dai Bell Labs.

Questo fa capire cosa era l'America tra il 1860 e gli anni 70 del XX secolo.
Di fatto l'Europa fu bloccata causa due guerre mondiali. Eppure, a pensarci bene, la meccanica quantistica, di cui il transistor é stato la massima espressione creativa, era nata in Europa (Einstein, Bohr, Pauli, Schroedinger, Fermi, ...).

Ora ho iniziato un nuovo libro sulla storia del transistor e dei circuiti integrati, che offre spiegazioni piú tecniche sul perché certe soluzioni architetturali furono scartate (a torto) e gli effetti nella vita sociale, con mostruosi cambiamenti sociali. Il libro é Crystal Fire. 

Una chicca: sapete cosa dicevano di AT&T negli anni 50? che era un colosso contro cui era impossibile vincere e che andava smembrato, perché le tecnologie che offriva erano troppo avanzate per gli altri per potervi competere e aveva troppo potere sui cittadini americani. Se vi ricorda un po' Google oggi...

3) Metodo Toyota. Il primo libro, The machine that changed the world, l'avevo letto per metá in digitale nel 2018, ma mi sono convinto a ricomprarlo in cartaceo perché studiare i saggi sul digitale, specie per me che scrivo, annoto, scarabocchio, faccio disegni e schemi, é impossibile. Lo ricominceró daccapo. E' uno di quei libri che stimola il pensiero su come ottimizzare quello che si ha a disposizione, pensando lateralmente a soluzioni fuori dagli schemi. In parole povere: vedere valore aggiunto dove altri non lo vedono.
Questo mi aiuta moltissimo nel lavoro che svolgo. Molti miei colleghi non consideravano utile ció cui stavo lavorando, perché prometteva poco. Beh, se la mia vita sta per cambiare, é perché ho visto valore aggiunto dove altri vedevano una perdita di tempo.
Il sig. Ohno Taiichi (altro libro in attesa di essere letto a Natale), il genio fondatore del metodo Toyota, oggi riapplicato in tutte le salse in una miriade di ambiti industriali, ha visto ottimizzazione laddove tutti gli altri manager vedevano solo sprechi inevitabili e passivamente lasciavano le cose come stavano. E ha cambiato anche i contratti di lavoro e quindi la societá giapponese tutta.
L'ha talmente rivoluzionata che in Blade Runner nell'83 si immaginavano i Giapponesi dappertutto nel futuro 2019.
Come ha fatto Ohno a vedere quello che per altri era invisibile?
E come ha iniziato? Quale background sociale gli ha consentito di eccellere?

Sono queste le domande che mi stimolano, altro che la politica italiana, un brodo di mezzeseghe intervistate da giornalisti mezzeseghe. Seguo la politica italiana perché le tasse che mettono mi fanno capire dove tira il vento e perché i cambiamenti sociali vanno cavalcati e non subiti.


4) Maturitá tecnologica: Per lavoro ho creato  uno strumento che misura il grado di maturitá di qualsiasi tecnologia, per ora in ambito spaziale. Ce ne era uno della NASA, ma non mi piaceva e ne ho realizzato un altro con altri collaboratori.
I miei studi sulle ricerche base, e le applicazioni prototipali, di cui ho anche scritto qua su Exit Economics e su OraZero, andavano in questa direzione. Di fatto ho preso una idea e le ho dato sostanza, in una direzione che nel mio reparto nessuno aveva immaginato potesse interessare. (vedere valore aggiunto dove altri non vedono niente)
All'epoca mi sono basato sui lavoro divulgativi del bravissimo Richard Duncan. sul suo MacroWatch (devo rinnovare la sottoscrizione, costa 250 dollari l'anno ma non ho tempo di studiare economia queste settimane).
Ho fuso la passione per la finanza con la tecnologia. Costi vs. benefici di ricerca base e ricerca applicata.


5) Criptovalute: Vi sarete accorti che ho stoppato lo studio delle criptovalute. Lo riprendero'. Vi ricordate i miei post in cui affermavo che l'hype intorno al bitcoin era una frode? continuo a pensarlo, ma ci sono aspetti positivi ed interessanti sulle cripto come strumenti alternativi al fiat money. Adesso il bitcoin sta messo maluccio, ma vedremo. E'uno strumento puramente speculativo, ricordatevelo e quindi dovete valutarne i rischi.

Per inciso, chiunque dica che le banche useranno le cripto per creare moneta, é in malafede. Non gli credete. Non lo faranno mai, se non per operazioni marginali. E' fuffa  per i giornali. Sarebbe come chiedere a Dracula di usare l'aglio nella dieta. Peró leggete le notizie perché potrebbero avere ripercusioni sui vostri risparmi (vedi anche bail in e MES, di cui ho giá scritto).


6) Matematica: sto rielaborando molti concetti di matematica che davo stupidamente per buoni solo perché cosi'me li hanno insegnati a scuola o, peggio ancora!, all'universitá. Rifatevi il cervello su cosa sono i numeri complessi con questi video. E iscrivetevi a questo canale, 3blue1brown, perché capire geometria e matematica con questo ventisettenne (dio come sono vecchio!!) che fa dei video incredibilmente fatti bene, é un piacere per i neuroni. Avrei voluto avere materiale come questo a disposizione quando facevo ingegneria. Avrei capito tutto con un decimo del tempo e con i nove decimi del tempo rimasto avrei fatto altro.


Considerazioni finali.


Non vi saranno sfuggite alcune cose:
Primo: tutto quello che sto studiando richiede l'inglese.
Senza inglese, non andate da nessuna parte e non avete la possibilitá di accedere alla fonte primaria dell'informazione. Di fatto, siete ciechi in un mondo di vedenti.

Secondo: libri, video, podcast sono tutti strumenti di apprendimento, non esiste uno strumento piú importante degli altri. Oggi viviamo in un'era che rende possibile leggere un libro, fermarsi, mettere su un motore di ricerca un concetto che non ci tornava chiaro nel libro, e leggere Wikipedia, o vedere un video su Youtube, per chiarirci le idee con altre spiegazioni. Tutto, rigorosamente, in inglese. Tra 'l'altro, i social consentono interazioni che venti anni fa sarebbero state impensabili! posso chiedere chiarimenti in un commento su Youtube ad un video postato da un americano e mi risponde un PhD indonesiano. Fantastico! Potete decidere di usare i social per commentare le cazzate di Di Maio o Grillo, oppure per imparare altro. A voi la scelta.

Terzo: una mente analitica é fondamentale. Saper distinguere fatti da opinioni, ed essere fortemente critici con se stessi, richiede una gran fatica. Come ripeto sempre: se fosse facile, lo farebbero tutti.
Beh, non é facile per niente, e lo fanno in pochi. Trasparenza totale con se stessi: é un asset fondamentale. Io non sono un genio, e quello che cerco di fare é sfruttare al massimo quelle che sono le mie potenzialitá attaccando un problema da vari punti di vista.
Serve leggere autori che aprano i miei orizzonti mentali che, finché stavo in Italia, erano piuttosto ristretti, a dire il vero.



Alla prossima.

PS: a breve scriveró di un nuovo paradigma di design, produzione e vendita, che si basa sui social. Pazzesca la possibilitá di sviluppo. Ovviamente, in Italia non ne parlano. Ma una mia amica ci tira su il suo salario. Un altro schiaffo in faccia la mia mentalitá "vecchia".