lunedì 28 ottobre 2019

[Lavoro] Riscatto della laurea? ma che, davvero??

Post e commmenti pubblicati su OraZERO.


Leggevo sul Sole24h .


Cresce l’appeal del riscatto della laurea. Nel 2019 sono arrivate oltre 4omila richieste (43.704) in 7 mesi, il triplo rispetto al 2018


In soldoni, per chi ha studiato all'uni dal 1996 in poi é possibile richiedere di andare in pensione PRIMA rispetto a chi non richiede il riscatto della laurea.

Mi rivolgo a voi che avete optato per il riscatto della laurea.

Con il riscatto agevolato un ingegnere che come me ha studiato in un corso nominale di 5 anni deve versare all'INPS qualcosa come 26mila euro anziché poco meno di 50mila, come sarebbe senza agevolazione.

Quindi ora voi date allo stato un sacco di soldi (tenendo conto degli stipendi da fame che ci sono in Italia, nell'ordine dei 1500-2000 euro netti al mese per un ingegnere) per avere fra venti-trenta anni una pensione anticipata.


Mh!


Scusate, ma voi oltre a tutte le tasse che state pagando allo stato davvero volete dare via i vostri risparmi per avere la speranza che in futuro avrete un trattamento agevolato? e di quanto? Avete idea di quanto saranno le vostre pensioni di millennial tra trent'anni?

Per me é una follia. E'buttare i soldi dalla finestra sperando che salgano in cielo e tornino moltiplicati in forma di pioggia.

Perché invece non pensate ad INVESTIRE gli stessi soldi in corsi di aggiornamento, corsi di lingua, certificazioni, master? Avreste maggiori possibilitá di un reddito piú alto OGGI e nei prossimi anni che vi aiuterebbe a mettere da parte molti piú soldi che non qualche decina di migliaia di euro nell'ordine delle decadi.

Facciamo alcuni esempi di certificazioni per qualifiche altamente richieste dal mercato.


  • Certificazioni ISO 9001 - costo intorno ai 2000 euro. 
  • Corsi intensivi di lingua  inglese con certificazione finale - costo intorno ai 2000 euro. 
  • Corso alla preparazione alla certificazione di  Project Management - 2400 euro. L'esame sta sui 700 euro.

Facciamo 8000 euro e vi prendete tre certificazioni.

Andiamo piú sul pesante:

  • Master in Business Administration con corsi on line e certificazione riconosciuta a livello internazionale (ecco perché vi serve un inglese fluente): stiamo intorno ai 20mila euro. 

Con queste certificazioni, o con altro tipo visto che dipende dal vostro ambito lavorativo (certificazioni di tecnico ospedaliero, saldatore, corsi sulla sicurezza sul lavoro, fate voi...), avete INVESTITO nella vostra formazione e NON AVETE REGALATO decine di migliaia di euro ad uno Stato che non sa piu'come tassare la gente.

Potete anche spendere quei soldi per un migliore futuro per i vostri figli, ma darli allo Stato su un'attesa trentennale é follia a mio avviso.

E' il tipico atteggiamento di chi confida nella mammella statale per rimanere povero a vita, rancoroso e senza aspettative.

Mi manca qualcosa? non vedo i vantaggi del riscatto della laurea ai fini pensionistici? Illuminatemi perché mi pare una enorme sesquipedale perdita di denaro per uno stato vampiro che prende i vostri soldi oggi per NON ridarveli domani.







martedì 22 ottobre 2019

[Lavoro] Confronto impietoso Italia Olanda

Post e commenti pubblicati su OraZERO


Questo post é per farvi capire la differenza di atteggiamento che c'é verso un lavoratore, non piú giovanissimo, che cerca lavoro in Italia e in Olanda, OGGI.

PREAMBOLO

In realtá in Italia vale lo stesso discorso da almeno 15 anni: sentivo colleghi alle soglie dei 40 anni che si trovavano male come stipendio, ma avevano ottime competenze tecnico-scientifiche, i quali, alla mia domanda "perché non te ne vai all'estero? con queste competenze ti prendono al volo!" mi guardavano come si guarda un ragazzino ingenuo di trent'anni e mi rispondevano: "ho quasi 40 anni, ma 'ndo voi che vado?!"

Bene, cari depressi italiani frustrati da possibilitá mancate, ho qui una droga, chiamata "informazione di prima mano", che magari vi fornirá un po' di coraggio per schiodare da una situazione scomoda.
In Italia, vi dicono che a 30 anni cominciate ad essere vecchi per entrare nel mondo del lavoro. A 40, siete estinti, figurati se una azienda vi prende. Ma per le pensioni, a 65 anni siete giovani (lo zio vigile urbano di Renzi). Per lo stato siete sempre giovani, per le aziende sempre troppo vecchi e difficilmente riqualificabili.

Ora lascio la parola a una donna di 38 anni con figli che qualche anno fa ha mollato l'Italia, dove era disoccupata con laurea in architettura che passava da un lavoretto all'altro, é venuta nei Paesi Bassi dove il marito aveva trovato lavoro, si é messa di impegno a imparare l'olandese, e ha iniziato prima a lavorare come commessa in una azienda A, poi é passata all'amministrativo in una azienda B, e ora ha passato un colloquio per progettista di interni e venditore presso una blasonata azienda C. Ovvero, dopo anni e anni, finalmente puó svolgere un lavoro per cui ha studiato, regolato da contratto e con orari decenti che le consentono di vivere la vita da professionista e da madre.

A lei la parola.

POST

Mi chiamo Laura e sono una donna come molte altre ne ho conosciute in Italia, con la differenza, forse  di essere piú disillusa ma consapevole delle opportunitá che in contesti diversi possono di volta in volta aprirsi.Quando Lorenzo mi ha chiesto di scrivere questo post, mi sono sentita da un lato onorata, ma dall'altro sentivo la responsabilitá di trasferire una esperienza di vita.

Andiamo con ordine.

Una volta laureata col massimo dei voti a Roma in architettura, peccai di ingenuitá. Credevo che il mondo del lavoro avrebbe potuto e voluto offrirmi la possibilitá di avere un ruolo professionale, delle soddisfazioni che andassero oltre la famiglia. Ed invece mi sbagliavo di grosso. Roma é una realta difficile, che sforna centinaia di laureati di tutte le specie, la maggior parte senza agganci, tutti precari alla ricerca di un impiego che possa offrire loro dei percorsi di crescita professionale. La realtá é diversa perché si ritrovano quasi tutti impiegati nei call center, sono commessi in negozi o stores, sono  impiegati in societá di recupero crediti, o sono lavoratori in nero presso agenzie immobiliari o studi di architettura. I piú arrabbiati e i meno fatalisti emigrano.

Io ho lavorato in nero per uno studio immobiliare che si occupava anche di progettazione di interni. Decine di ore settimanali spese nel traffico di Roma per un lavoro in nero che sí mi piaceva ma mi impedivano di vedere mio figlio di sei mesi se non il sabato pomeriggio e la domenica mi crearono anche grossi problemi familiari. tutto questo per 700 euro al mese, che coprivano a mala pena la benzina e la baby sitter. Quindi lasciai quel "lavoro"e mi dedicai a lavorare in una piccola azienda che si occupava di installazione e manutenzione caldaie. Contratto regolare, straordinari non pagati, paga oraria molto bassa.

Poi con mio marito prendemmo la decisione di mollare tutto e andare all'estero, dove aveva trovato una posizione meglio retribuita. 

Anziché tornare al loro paesello natio, dove magari si mangerá pure bene e, aprendo la finestra, si vede il mare, quelli come noi emigrano in paesi del centro/nord europa che, ancora, offrono spiragli ai piú temerari. Ma come si fa a cogliere queste possibilitá, mi chiederete voi? 

Una volta arrivati in questi Paesi ci sono due atteggiamenti: uno é quello di iniziare ad elencare tutto ció che ci fa schifo, che ci ripugna, che non sopportiamo, che ci sembra ridicolo. Chi fa questo in genere non regge e torna in Italia dopo qualche anno.  L'altro atteggiamento si basa sul cercare i lati positivi per farseli tornare utili. La lingua, nel mio caso é stato il primo. Terribili sono i suoni gutturali che escono dalla bocca degli olandesi, una lingua che sembra un incrocio tra una presa in giro del tedesco ed un dialetto inglese. Ma gli olandesi sono ciarloni, amano chiacchierare, almeno questi del triangolo Amsterdam, Utrecht, L'Aia. Sono abituati agli stranieri, agli studenti europei e non, amano fare amicizia in mezzo alla strada (entrare nella loro sfere di amicizie private é un capitolo a parte), amano le sfide e l'approccio imprenditoriale di una persona. 

Quindi ho immediatamente cercato di imparare la lingua, una grossa barriera, in special modo ad Amsterdam, dove tendono, per pigrizia, a rivolgersi in inglese e bisogna imporsi col proprio olandese imperfetto, per costringerli a risponderti nella loro lingua madre. Ci ho impiegato un po' a farmi entrare in testa quei suoni e quella grammatica tutta al contrario rispetto alla grammatica delle lingue latine e per farlo, ho dovuto anche far mia la loro cultura, perché la lingua é anche cultura, abitudini e storia. I modi di dire che tradotti perdono di significato, ad esempio. Il loro modo di porsi e di usare una forma piuttosto che un'altra in determinati contesti. Un corso intensivo di 6 mesi, con tanto di esami e rilascio di attestato ad ogni livello, oltre all'esborso di una cospicua somma di denaro, mi ha sbloccata tanto da iniziare a cercare le prime esperienze lavorative che avrebbero arricchito il mio vocabolario, ma anche e soprattutto, fatto entrare piú addentro alla cultura olandese, al loro modo di vedere il business. Sono partita dal basso. Come commessa in un negozio di arredo e stoffe. 
Poi ho cambiato lavoro e sono passata a lavorare per una compagnia di taxi nel settore amministrativo e logistico. Il settore amministrativo mi ha dato delle conoscenze fondamentali per la lettura dei contratti, delle leggi che regolano i rapporti tra datore di lavoro e lavoratore, per i salari e gli aumenti salariali. Leggi che qui, vengono applicate. Altrimenti il lavoratore, scontento, se ne va e trova a occhi chiusi un lavoro da un'altra parte, specialmente se l'elemento é valido, indipendentemente dal suo passaporto e dalla data di nascita su questo riportata. Erano esperienze molto lontane dai miei studi, ma mi hanno fatto capire cosa voglio e, soprattutto, cosa non voglio per il mio futuro professionale. Ed ecco l'atteggiamento possibilista che, in Italia, é stato ed é, visto come "temerario". Io non mi sento temeraria, ma giudiziosa, responsabile e tanto caparbia. 
Quello che manca a tanti ragazzi oggi, ancora con la fissazione del posto fisso, qualunque sia il lavoro. Anche qui  in Olanda molti ambiscono ad un posto statale, ad esempio in comune, presso ambasciate, tribunali. Ma non é la prima spiaggia  né l'ultima. Ë solo una delle tante possibilitá che, dovessero presentarsi, meglio coglierle. La cultura del lavoro e del rimboccarsi le maniche, viene trasferita giá da quando i ragazzi sono giovanissimi, 14 anni. Loro vanno via presto da casa e non sono totalmente a carico dei genitori. Lavorano, studiano, si divertono anche, fanno sport. La scuola é strutturata diversamente ed é molto meglio integrata col mondo del lavoro.  


Dopo due anni di impiego nel settore amministrativo, ho deciso che era ora di rimettersi in gioco in quello che é il MIO lavoro, ovvero l'arredamento e la progettazione di interni. Cosí ho iniziato a informarmi sulle vacancies, leggendo attentamente cosa le aziende stessero cercando; se quelle richieste trovavano risposta nel mio Curriculum Vitae e, se no, dove potessi  migliorarmi, attraverso corsi di formazione, aggiornamenti su programmi di design. In effetti restare lontana dall'ambiente per cosí tanti anni, non ha facilitato. Ma non mi sono abbattuta neppure stavolta. Lo volevo e lo avrei ottenuto. Dovevo solo trovare il modo. Cosí ho preparato un portfolio, piccolo, con alcuni lavori effettuati in passato e con delle idee , per far capire il mio stile, totalmente diverso dal dutch, moderno, ma comunque italiano. E questo é stato un punto di forza. Il tricolore rosso bianco verde, piace molto ai batavi, ma bisogna giocarsela bene. Tre colloqui di lavoro. Il primo con il proprietario nonché direttore dell'azienda, nel settore del design da 40 anni. Un 'ora e mezza di intervista, dove ha ovviamente cercato di mettermi in difficoltá, indagando su quanto di quello scritto nella cover letter (molto piú importante del CV) fosse vero, diffidente perché il mio passaporto é italiano, temono sempre tu te ne vada via domani ed i loro soldi sono stati quindi investiti male ed inutilmente. Ma io mi sono messa dal suo lato, ho cercato di comprendere le sue motivazioni, quelle di un imprenditore, cercando quindi di tranquiliazzarlo e provando a fargli  abbassare un po'quelle barriere. Il fatto che fossi donna, moglie e madre nob ha destato alcuna preoccupazione, anzi. La mia disponibilitá a lavorare 32 ore settimanali al massimo, ha soddisfatto la richiesta dell'azienda. Secondo colloquio con tre persone, altre due ore quasi, responsabile vendite, responsabile ordini e qualitá, e di nuovo con la direzione. Mi hanno proposto vari scenari e chiesto come mi sarei comportata. Questa azienda vende dei prodotti, oltre a fare progettazione di interni. La componente commerciale é fondamentale. Saper parlare é essenziale, farlo nella maniera corretta e appropriata, senza essere invadente, ma con la giusta distanza, é un must have. Sicurezza in sé unita ad una dose di umiltá e sinceritá, si sono rivelate delle armi vincenti. 


Quindi, dovessi fare una lista di ingredienti direi che un buon voto di laurea e aver studiato in una facoltá prestigiosa, non bastano, occorre osare e farlo non ad occhi chiusi, ma guardando bene dove si sta puntando e immaginandosi la meta. Fermarsi un attimo quando non é il momento e riflettere. E quando si é riflettuto abbastanza, provare di nuovo, studiando il mercato.
L'Italia é grande, ma l'Europa e il Mondo lo sono di piú.
Bisogna osare e avere una giusta combinazione di pazzia, menefreghismo e ambizione per ottenere dei risultati. Questo é il primo consiglio che mi sento di dare a tutti coloro che mi dovessero chiedere "Come si fa?".

martedì 15 ottobre 2019

[Lavoro] Preparazione al colloquio di lavoro

Come giá scritto in un post sulle carenze della scuola italiana, esistono aree assolutamente rilevanti nella formazione dell'individuo che non sono minimanente coperte dai programmi scolastici: la propria presentazione in pubblico, il public speaking, la preparazione di una lettera di presentazione, la preparazione di un CV.

Oggi vorrei parlarvi dell'approccio che io personalmente seguo quando mi preparo per un colloquio di lavoro. Mediamente ogni 4 anni faccio un colloquio di lavoro importante. Questo perché mediamente ogni 4 anni cambio azienda o funzione all'interno della stessa azienda. Cinque anni fa ho sostenuto il colloquio di lavoro davanti ad una commissione internazionale che mi ha portato a vivere in Olanda. Due anni e mezzo fa, all'interno della stessa azienda, ho cambiato ruolo.

Esistono molti corsi on line e video tutorial su youtube su come prepararsi al colloquio. 
Io vi dico la mia. Non ne ho sostenuti non tantissimi in vita mia, ma quei pochi (una decina, tra Italia ed estero) sono stati di peso e un paio mi hanno cambiato la vita radicalmente. 

Regola numero ZERO: il colloquio non é un esame sulla tua vita. 
Non mi piace iniziare le regole con un a negazione, tipo "non desiderare la donna d'altri!" a me piacciono le regole "fa' questo e fa' quello", cioé positive e assertive. Ma questa é una eccezione che vale la pena fare.
Vedete, non c'é cosa peggiore quando si prepara un colloquio che avere un nemico che lavora h24 contro di noi. Chi é il nemico? il nemico siamo noi stessi. Sí, perché magari per cultura familiare ed educazione scolastica ci hanno insegnato che é sempre COLPA nostra, che DOBBIAMO fare questo e quello. Non c'é una spiegazione razionale. C'é una colpa, e le cose vanno fatte e basta, pena una punizione.

No.

Non funziona cosí. 

Non bisogna parlare di colpa e doveri ma di responsabilitá e di obiettivi. La colpa sottende un aspetto etico e un giudizio sulla persona, mentre la responsabilitá delinea un aspetto professionale e specifico; il dovere generico non si capisce dove deve andare a parare e crea solo ansia, mentre l'obiettivo é una intenzione che prende forma con una data e un piano di lavoro. Il colloquio non é sulla vostra persona, ma sulle vostre capacitá nello SPECIFICO settore di competenza che é oggetto del colloquio. 
Quindi durante la preparazione al colloquio non dobbiamo caricarci di sensi di colpa se immaginiamo che qualcosa possa andare storto. Pensiamo all'obiettivo e a come raggiungerlo, e basta: lavoriamo per dimostrare di avere le competenze per il lavoro che ci chiedono di fare, aumentando le chances di successo.

Chiarito quindi che l'intervistatore non é né tuo padre, né tuo nonno, né tua moglie, né il parroco, né il tuo dottore di famiglia che ti rimprovera per la dieta sbagliata, e che un giudizio sulla tua persona non é l'oggetto del colloquio, passiamo a capire quello che ti serve.


PRIMA regola: capire COSA il datore di lavoro cerca. 
Ricorda che in ogni contesto esiste la regola della domanda e dell'offerta. Loro fanno la domanda, tu rispondi con una offerta. Sapresti fornire una risposta adeguata se non capisci la questione? Immagino proprio di no, é come sparare nel buio.
Quindi studiate bene cosa il datore di lavoro cerca. Nel 99% dei casi sarete carenti in qualcosa in quello che leggerete. E'normale. Un match perfetto tra domanda e offerta é quasi impossibile da ottenere. 
Quindi iniziate a scrivere cosa vi manca, e cosa potete sicuramente offrire. Buttate giú appunti. 
Se quello che vi manca potete in qualche maniera compensarlo studiando nel tempo che avete a disposizione, bene, stilate un piano con gli argomenti che vi tocca studiare da oggi al colloquio. 
Se invece ció che vi manca, beh, vi manca e basta (es: vi chiedono magari 5 anni di esperienza in un settore e voi ne avete maturati soltanto due)  non vi resta che amplificare nella vostra lettera di presentazione e in un CV apposito le vostre competenze che si sposano con la domanda di chi ha scritto la vacancy. Mi raccomando: NON inviate MAI un CV e una lettera di presentazione generici! pensate sempre a cosa cerca chi lo legge!

Un datore di lavoro deve vedere in voi:
  1. Valore aggiunto
  2. Passione
Suggerimento: stampatevi la job description. Evidenziate le aree principali della descrizione del lavoro.  Portate il foglio con voi al colloquio e spiegate perché vi ritenete idoneo coprendo ogni area principale durante la vostra presentazione. 

SECONDA regola: sii onesto 
Il che non significa dire tutta la veritá come in un confessionale! Magari siete in rotta con il vostro datore di lavoro, o pensate che il management della vostra azienda sia pieno di incapaci che vi tireranno a fondo (a me é successo, alcuni anni fa, e me ne sono andato). Bene, nella risposta alla domanda "perché vuoi lavorare con noi?" fate presente i pro per lavorare con loro, non i contro della attuale situazione. 
Non é banale: dimostra che siete interessati a quello che fanno, e per un datore di lavoro é importantissimo contare sulla passione di un nuovo arrivato.
Non solo: se dite che ve ne andate perché dove vi trovate ora non vi piace, il datore di lavoro potrebbe giustamente pensare che se ci sono difficoltá lo mollate dopo qualche mese, o che se la situazione nel vostro vecchio posto migliora, lo mollate per ritornare a fare il vecchio lavoro.
Mettiti nei suoi panni: piglieresti uno solo perché é scontento dove si trova? Io no, personalmente.

Se hanno un sito web, studiatevelo. Se hanno un bilancio pubblicato, leggetelo per sommi capi. Quanti impiegati? qual é il core business? come vanno gli affari? 

Se ti chiedono delle tue debolezze e dei punti di forza, sii onesto, rimarcando peró le situazioni difficili da cui i tuoi punti di forza ti hanno tratto d'impaccio. Riconoscere una debolezza é segno di grande forza e maturitá. Offri esempi, e mostra come magari ti rivolgi a colleghi con piú esperienza quando si tratta di aver bisogno di un punto di vista alternativo al tuo. E' segno di saggezza. 

Personalmente penso che forza e debolezza siano due facce della stessa medaglia: saperle bilanciare a seconda del contesto é la parte difficile. 

TERZA regola: accetta alti e bassi prima del colloquio
Questa é una regola valida se pensiamo che il successo al colloquio potrebbe cambiarci la vita. Le aspettative sono enormi, il nervosismo alto. Non é solo un colloquio fatto "tanto per". No. E'qualcosa di importante. La gestione delle emozioni gioca un ruolo fondamentale. La mia regola é accettare che ci possono momenti in cui mi sentiró di farcela al 100%, e altri in cui penseró che la montagna é troppo alta per me da scalare. Se sono in fase "bassa", scrivo i pensieri negativi nero su bianco e li esamino. Penso a cosa potrebbe succedere se passo il colloquio o meno, e mi rendo spesso conto che di fatto sto esagerando con la negativitá. Quindi ritorno razionale e mi rifocalizzo sull'obiettivo e su cosa posso fare per aumentare le chances di successo. Non é facile, anzi! é faticoso. Ma scrivere mi aiuta moltissimo nei momenti difficili della vita, o anche solo per inquadrare meglio una giornata che si é conclusa. Conoscere bene se stessi aiuta a prendere decisioni corrette in ogni aspetto della vita. La preparazione al colloquio puó essere sfruttata per imparare a conoscerci meglio.

QUARTA regola: preparati con domande scritte.
Prepararsi delle domande scritte che potrebbero capitare sulla base dell'annuncio. E quindi lavorare sulle risposte. Sii conciso. Alcune domande delle risorse umane si trovano in rete, sono le solite.
La brevitá é un'arte. Significa convogliare in poco tempo molta informazione, facendo risparmiare tempo all'intervistatore, per il quale il colloquio sottrae tempo al lavoro. Questo richiede la conoscenza di un lessico specialistico, e usare parole chiavi aiuta enormemente. Le parole chiavi sono come dei punti di ancoraggio: offrono stabilitá, e collegamenti ad altre parole chiavi, quindi ad altri concetti. Il lessico specialistico convoglia verso l'intervistatore l'impressione che sai ció di cui parli. Il colloquio di lavoro si basa al 90% su IMPRESSIONI.
Rispondete a voce alta, se non volete scrivere. Ma le domande devono essere scritte. 


QUINTA regola: lavora per trovare i tuoi metodi personali per prepararti al colloquio
Io disegno, faccio grafici dove ogni freccia é un argomento; alle volte le frecce si annullano a vicenda (sono dispersivo), altre volte si rafforzano (sono incisivo), altre volte coprono molti argomenti (troppi?), altre volte pochi (troppo pochi?). Butto giú note e numeri. Ma questo sono io. Ognuno trova le proprie strategie che meglio si sposano con ció che si é. Chiedo consiglio a chi mi conosce, non coinvolto nel colloquio, che mi dica quali sono i miei difetti nell'affrontare i problemi. Questo mi aiuta enormemente a identificare i "blind spots", angoli ciechi, del mio carattere.

MISCELLANEA
Sii politically correct al colloquio. Al colloquio sarai neutro come un sapone PH7. Non esistono critiche personali, esistono "margini di miglioramento". Non esistono capi deficienti con cui hai litigato, esistono "divergenze di vedute" che hai prontamente discusso con il management, per affrontare le incomprensioni che possono nascere in qualsiasi contesto lavorativo, anche il migliore. Non esistono stipendi da fame, esistono "lavori che richiedono un commisurato" livello di retribuzione, allineato al livello di responsabilitá riconosciuta. Non esistono problemi a essere mandato a calci in trasferta, esistono "progetti interessanti per i quali una ricollocazione geografica puó essere presa in considerazione".

Non stai mentendo, stai dicendo la veritá, ma interpretata secondo il punto di vista delle Risorse Umane e ripulito da sentimenti personali. Il tuo punto di vista conta poco, conta il loro se la ditta é grossa. Piú la ditta é grossa, piú le HR sono importanti e il loro giudizio dirimente.
Devi sforzarti di vedere te stesso attraverso la lente del datore di lavoro e delle risorse umane.

Specialmente se al colloquio é presente un alto management, non stare lí a spiegare la ragione di certe scelte, con lunghi preamboli,  a meno che non venga richiesto esplicitamente.
Rispondi conciso alle domande: puoi usare il metodo STAR se sei un po' perso: Situazione (S), piano di attivitá (Task), Realizzazione del piano (Action) e risultati (R) conseguiti.
Esempio: Per il progetto DomoCucina, durante una fase di test funzionali sul prototipo di un braccio meccanico preparacaffé, c'era stato un guasto che ha richiesto un lungo meeting per identificare le cause, essendo il sistema complesso. Un comando aveva prodotto una azione completamente anomala del braccio, con rischio safety per l'utente. Hanno partecipato i seguenti esperti nelle specifiche aree[segue elenco di aree, fai capire che capisci la suddivisione dell'expertise in un progetto]. Io mi occupavo della validazione del Software. Una volta identificate le possibili cause, abbiamo concordato  una sequenza di test da portare avanti,  io sono stato proposto per essere il coordinatore e responsabile delle l'attivitá. Dopo alcuni giorni, abbiamo potuto confermare la causa principale e adottare le relative contromisure, cioé le azioni correttive sul design del prototipo per evitare il ripetersi del problema.
Non é facile all'inizio, quindi esercitati con qualche domanda che potrebbero farti!


Per oggi é tutto. Sono suggerimenti che avrei voluto avere anni fa prima di impegnarmi in altri colloqui. Mi avrebbero aiutato parecchio a essere meno ansioso, meno emotivo, piú objective-oriented, piu'incisivo nelle mie risposte.

Ricorda che non si finisce mai di imparare, e che una valutazoine del rischio richiede mente lucida e distaccata. Quindi: SCRIVI! :-)

E buona fortuna con i tuoi futuri colloqui.







sabato 12 ottobre 2019

[Istruzione] Un grave problema. Confronto Italia - Olanda

Osservate questo grafico.
Osservatelo bene.

L'oggetto sono persone con il titolo di studio della terza media, i cosiddetti "early school leavers", cioé i ragazzi che hanno fra i 18 e i 24 anni, che hanno lasciato il corso di studi e hanno al massimo conseguito il "lower secondary education level". In Olanda non esistono le medie, per cui i confronti vanno fatti con le pinze,  il liceo é chiamato college e ci si va a partire dai dodici anni. In Italia, si finiscono le medie tra i 13 e i 14 anni.
L'immagine originale la potete scaricare qua, dal sito eurostat.

In Italia, il 14.5% dei ragazzi fra i 18 e i 24 anni ha solo la terza media.

E' un dato CA- TA - STRO - FI - CO.
Senza se e senza ma.

Possiamo pensare alle cause? cominciamo:

1) Crisi continua: non c'é lavoro, inutile studiare!
Possibile, ma improbabile. Due dati secchi:
Grecia: ragazzi fermi alla terza media: 5 %, disoccupazione al 17%
Spagna: ragazzi fermi alla terza media: 18%, disoccupazione al 13.8

In Italia la disoccupazione é al 10%.
Prima che protestiate, sono d'accordo che i dati sulla disoccupazione sono falsati perché se nemmeno cerchi lavoro non vieni considerato disoccupato, ma alla fine confrontiamo mele con mele, e pere con pere. Disoccupati fra paesi diversi misurati con gli stessi criteri. La bilancia puó soffrire di un difetto di peso, magari aggiunge sempre mezzo chilo, ma produce sempre lo stesso scarto ripetibile.

Quindi la crisi non c'entra, e la disoccupazione nemmeno. O meglio, c'entrano, ma non sembrano essere le cause principali. Per esempio, in Romania l'abbandono scolastico é altissimo, ma la disoccupazione é al 3%, con indice di fertilitá bassissimo, al pari di Grecia e Italia. Che significa: che i ragazzi mollano gli studi perché trovano subito lavoro e vanno via di casa, in affitto, con pochi soldi.  Idem in Germania e UK.

2) facciamo tanti figli e non possiamo pagare gli studi per tutti.
E'una ipotesi che non regge, una volta col boom economico un ragazzo trovava lavoro in banca con la terza media, ora le donne italiane, complici stipendi bassissimi e costi delle case alti rispetto al reddito, fanno un figlio solo e ben oltre i 30 anni. Quindi non solo facciamo meno figli, ma quei pochi che facciamo, uno su 6 nemmeno studia per prendere un diploma.

3) L'Italia spende poco in istruzione.
Verissimo, l'Olanda spende il 5.5% del PIL in istruzione fino alle scuole secondarie, come la Francia e piu'della Germania che é a 4.8%, l'italia il 4%, come la Grecia. Un punto e mezzo di PIL di differenza sulla istruzione é qualcosa di ENORME.

Ecco che iniziamo a vedere un pattern: la spesa in istruzione é mediamente bassa.

Ora io vi aggiungo qualcosa di mio. L'istruzione in Italia funziona malissimo perché sono sbagliati programmi, metodi di insegnamento: la scuola italiana é fine a se stessa. La scuola italiana non boccia mai, perché bocciare é politicamente scorretto ed é un costo, quindi PREMIA i mediocri e i fancazzisti. La scuola italiana non insegna ad essere imprenditori di se stessi, a gestire un rischio, a comprendere e preparare un colloquio di lavoro. No. E'autoreferenziale. Scollata dal mondo del lavoro tutto.

Aumentare la spesa per istruzione, con questo modo di fare scuola, serve a poco.

E ve lo spiego subito con un confronto.
Scuola superiore italiana, corso di inglese: la prof parla italiano, fa fare tabelle con le traduzioni di singoli vocaboli, coniugazione dei verbi, e poche frasi.
Scuola superiore olandese, corso di inglese: prof madrelingua, niente in olandese. Corso di francese: la prof parla un po' in olandese perché il francese altrimenti é troppo difficile.

Film in Italia: doppiati, interamente.
Film in Olanda: lingua originale coi sottotitoli.

Scuola elementare italiana: libri, compiti a non finire, schiene curve. Nozionistica, tipicamente punitiva perché, anche se non lo dicono apertamente, é di stampo cattolico.
Scuola elementare olandese(quasi tutte di stampo montessoriano): libri forniti dalla scuola, niente compiti a casa, molto sport. Tipicamente con attivitá sociali, non punitiva ma assertiva. "non vuoi studiare, Tim? va bene, peró sappi che cosí facendo non puoi passare l'anno. Dipende da te". Questo ad un ragazzino di 8 anni. Niente urla, niente giudizi sul ragazzino come vedo fare nella scuola italiana. Dove ogni prof si sente un giudice.

Matematica

Scuola olandese: inizi coi soldi, e fai calcolo mentale, niente calcolo in colonna fino ai 10 anni. Metrica: numero di operazioni mentali in dieci minuti.
Scuola italiana: inizi con gli insiemi, calcolo in colonna.

Materie extradisciplinari:
In Olanda alle elementari con bambini di 8 anni esiste una materia che puó essere vagamente tradotta con "piccolo imprenditore di te stesso". Come funziona? inizi a studiare gli animali della fattoria (cavalli, galline, etc). Studi come fanno i cuccioli. Ti insegnano come il fattore tira avanti la fattoria. Dai prodotti della terra alla carne, le uova, etc. Che quindi vanno venduti per trarne un profitto e pagare il costo della fattoria. Poi si puó andare in gita a vedere la fattoria e gli animali. Tipicamente le maestre chiedono aiuto alle mamme, su base volontaria, per caricarsi i ragazzini in auto fino alla fattoria. Si risparmia cosí sul pullman.

In Olanda giá alle scuole elementari devi imparare a parlare in pubblico, raccondando una storia a tutta la classe. Presentandoti.

Capito? mio figlio, spesso pigro e scafato, parla meglio l'inglese di suo cugino italiano, di Milano, intelligente e diligente, e piú grande, perché si usano ALTRI METODI. Assertivi, non punitivi. Associativi, non punitivi. Interdisciplinari. I ragazzini olandesi sono magri anche se mangiano da schifo perché corrono sotto la pioggia e il vento, mentre quelli italiani coredemammeta fanno compiti e magnano dalla mattina alla sera, chiusi in casa. Sia mai che prendano un raffreddore! A calcio mio figlio con 15 gradi fuori lo hanno lavato con il tubo dell'acqua fredda, con tutti gli altri ragazzini...

Si adoperano metriche specifiche e OGGETTIVE per valuare il rendimento scolastico, non che c'é il cocco della maestra e quello poveraccio preso di mira. Ogni semestre si fa un test invalsi nazionale, prodotto dal ministero dell'istruzione, a partire dalle elementari. Comprensione del testo (in Italia si parla di analfabetismo funzionale, cioé ragazzi che non capiscono quello che leggono), velocitá di lettura (tot parole al minuto), velocitá di calcolo (tot calcoli al minuto), etc. E molto sport.

Ah, e si BOCCIA. Si bocciano i ragazzini alle elementari se non si considerano idonei ancora a passare all'anno successivo. Questo NON perché tirerebbero indietro la classe, ma perché si troverebbero male, andrebbero poi male a scuola, soffrirebbero e si sentirebbero inferiori.
NON ESISTE che un bambino dica ad un altro bambino che é scemo perché ha ripetuto un anno; si dice sta colmando le sue difficoltá. Non c'é un giudizio, c'é una motivazione.

La scuola italiana deve essere riformata dal profondo.

La prossima volta vi parleró del confronto fra le scuole superiori in Olanda e in Italia, e il collegamento col mondo del lavoro. E come fa un idraulico a uscire da scuola a 17 anni, con una professione in mano, e a tirare su 5000 euro al mese a 30 anni, con famiglia e mutuo e tutto.




domenica 6 ottobre 2019

[Economia] Perché meno per meno fa piú?

Vi siete mai domandati perché meno per meno fa piú?


A ben pensarci, a scuola, sono una enormità le nozioni che ci sono state impartite senza spiegazione.
L'aritmetica é in essenza, lo studio delle operazioni sui numeri. E'quella che impariamo da ragazzini sui banchi di scuola.
5 per 12, 60 diviso 3, etc sono operazioni aritmetiche.
Alla scuola elementare, in aritmetica, impariamo i numeri interi, poi i numeri razionali (le frazioni), poi le radici, e poi ci fermiamo. I numeri negativi se non ricordo male li ho affrontati nella scuola media.
Che cosa diavolo significa -3?
Perché un numero moltiplicato per zero dà zero?
E soprattutto: perché meno per meno fa più?

Mi ricordo che in classe presi questi insegnamenti come assiomi.
Ma NON sono assiomi, cioè non sono verità apodittiche che discendono dal cielo e sono indimostrabili.

Di fatto, oggi vedremo, intuitivamente, come mai meno per meno fa piú. E useremo l'intuizione. In particolare, la nozione di credito e debito. Non so se altri hanno adoperato la stessa spiegazione, ma a me é quella che torna piú "intuitiva".

Sapevate che i romani non conoscevano lo zero?
Lo zero, o zephirus, fu introdotto dal grande Fibonacci nel 1200. Ho giá scritto di Fibonacci, spiegando che sono state le innovazioni in campo finanziario a dare enorme spinta alla matematica, in particolare sulla statistica e il calcolo differenziale. Assicurazioni, banche, opzioni, derivati si tengono in piedi con strumenti inventati secoli fa per far fronte a problemi pratici. Un giorno scriveró della importanza enorme che il Liber Abaci, mai nemmeno nominato alle superiori (solo Dante) ha avuto per far nascere il Rinacimento.


Leonardo Pisano detto il Fibonacci (1170 -1250)


Torniamo a noi.

Lo zero è un elemento fondamentale nella aritmetica, cui non dedichiamo abbastanza attenzione.
Discrimina la soglia fra numeri negativi, e numeri positivi.
Immaginate di trovarvi su una strada rettilinea. Siete in mezzo alla strada e guardate la strada di fronte a voi, Per ogni passo in avanti, vi spostate di +1. Se fate tre passi, sono tre volte +1 e quindi +3.
Se vi spostate di un passo indietro, vi spostate di -1. Se fate tre passi indietro, sono tre volte -1 e quindi -3.
Potete quindi considerare la vostra posizione iniziale, sulla strada, come zero.

E' intuitivo comprendere che 3*(-1 passo indietro) = -3 passi indietro; quindi un numero positivo moltiplicato per uno negativo produce un numero negativo.
Potete anche decidere di saltare all'indietro una volta, e coprire una distanza pari a -3 con un singolo passo.
Cioé,  -1* (3) = -3, ovvero faccio 1 lungo passo indietro e copro una distanza di 3.

Quindi la moltiplicazione é commutativa, posso fare tre piccoli passi lunghi 1, oppure 1 lungo passo lungo 3. Il risultato non cambia.

Intuitivo.
Veniamo allo zero.

Perché un numero moltiplicato per zero dà zero?
Potete immaginare una torta. Se vi do zero di una fetta di torta quanta torta vi spetta? Zero, appunto.
La moltiplicazione di una quantità per zero non è banale, è come dire che moltiplico qualcosa che esiste per qualcosa che ...non esiste, zero appunto. Lo zero é invezione recente in Europa, datata 1200. E' un concetto intuitivo di limite. Prendo metá di una torta, poi ne prendo la metá della metá, poi la metá della metá...alla fine, dopo una infinitá di frazionamenti, della torta rimane...zero!

Quindi zero di qualcosa, é lo stesso che dire zero per un numero, che fa zero.

Anche questo, intuitivo se ci pensiamo un po'su.
Moltiplicare per un numero negativo é come cambiare direzione. Col meno, ci spostiamo indietro; col piú, ci spostiamo in avanti.

Quindi dire -2 significa spostarsi indietro di due passi.
Dire -3 significa spostarsi indietro di tre passi.
E allora -2 * -3?
Scriviamola cosí: -1 * -2 * 3.
E leggiamola da destra e immaginiamola come una azione da fare nel futuro.
Sappiamo che dobbiamo spostarci di una quantitá pari a tre.
Poi questa azione dobbiamo farla due volte all'indietro, il -2 appunto.
Ma poi sappiamo anche che dobbiamo rifarla tutta nella direzione in avanti, perché col -1 a sinistra bisogna immaginare che tutta la sequenza alla sua destra (-2 *3) va rigirata.

In soldoni, facciamo due volte un salto da tre passi nella direzione .....indietro...poi nuovamente indietro...quindi in AVANTI.

Confusi? Penso di sí.


Usiamo ora le nozioni intuitive di debito e credito. Questa é secondo me la spiegazione intuitivamente migliore.

Se dico -2 significa che ho 2 euro di debito.
Se dico +2 significa che ho 2 euro di credito.
Se dico 0 (zero), significa che non vanto né credito verso qualcuno, né soffro di debito verso nessuno.

3*(-2) significa che ho 3 volte un debito di 2. Quindi totale -6, cioé 6 euro di debito. Leggiamo la formula da DESTRA: ho -2, cioé due euro di debito, ripetuto tre volte.

-3*(-2), significa che ho inizialmente un debito di 2, contratto TRE volte, che poi si ritrasforma in credito perché ho un altro meno.

La moltiplicazione per meno trasforma un debito in un credito, e viceversa.

Se ho +5. ho 5 euro di credito. Moltiplico per meno 1, e trasformo il credito in debito, -5. Rimoltiplico per meno uno, il debito si ritrasforma in credito, col segno piú.

L'unico modo per cui questa operazione abbia senso é che -1 * -1  = +1

Con l'economia e la creazione dal nulla (ZERO) di debito e credito, abbiamo spiegato il prodotto meno per meno.



Quando una banca crea denaro dal nulla nel suo bilancio (inizialmente a zero), crea simultaneamente CREDITO e DEBITO. Ho creato un video che lo spiega a questo indirizzo.
Quando il CREDITO é ripagato, torna a zero. Non esiste piú nemmeno il DEBITO. Nel processo di ripianamento del debito, il denaro viene distrutto, cioé si ritorna nella situazione iniziale, a zero.



Per dare un senso piú matematico a questo post, in aritmetica menopermenofapiú é perché é l'unico modo per preservare la proprietá distributiva della moltiplicazione. E' l'unico modo, cioé, per avere operazioni che siano coerenti e non finiscano in contraddizione.
Nella nostra spiegazione intuitiva, é l'unico modo che abbia senso per rovesciare un punto di vista, ovvero vedere un debito come un credito, e viceversa.

Per chiudere: 13 anni di scuola dell'obbligo e mai che mi abbiano spiegato perché meno per meno fa piú.
Tecnologia, Finanza e Storia dovrebbero essere studiate come un tutt'uno alle superiori.
Ma noi ci teniamo questo qua.

domenica 29 settembre 2019

[Economia] Quelli che l'oro arriverá a 25mila e il bitcoin a 100mila dollari

Cari amici,

per importanti impegni di lavoro sto trascurando il blog, e anche lo studio dell'economia.
Oggi peró ho un po' di tempo e la tastiera mi é mancata. Faccio il punto della situazione insieme a voi. Scrivere mi aiuta a riordinare le idee, i link li adopero come "bookmark" per futuri confronti.

Mentre scrivo la situazione é la seguente:


  1. l'oro costa 1503 dollari l'oncia
  2. il bitcoin costa 8000 dollari
  3. il Rendimento dei BTP a 10 anni italiani: 0.83 %. Per confronto, in US é all'1.67% (il doppio)


Mi ricordo quando diversi blogger, che pubblicavano anche sul defunto Rischio Calcolato e che riscuotevano un certo successo, vedevano nel non lontano 2016 la fine dell'Italia nel passaggio di consegne fra Draghi e il suo successore. Il successore sarebbe stato sicuramente un falco, come il presidente della Bundesbank Weidmann.
Il falco, a partire da Novembre 2019, avrebbe alzato i tassi di interesse, rendendo piú costoso il rinnovo del debito italiano, causando il collasso dell'Italia. Questa era la storiella di cui i blogger di contro-informazione economica erano sicurissimi.
C'erano poi quelli che vedono sempre l'oro come bene rifugio.
E coloro che vedono il bitcoin come oro digitale.

Veniamo al costo del debito pubblico italiano

Siamo a fine Settembre 2019, al posto di Draghi subenterá la Lagarde, e il costo del debito pubblico italiano é ai minimi. Quando scrivo ai minimi, intendo ai minimi da quando esiste l'euro.

Rendimento dei Bond a 10 anni italiani dalla nascita dell'euro
Quindi coloro che scrivevano che l'Italia era spacciata col dopo Draghi erano in errore. Di fatto, l'euribor é ai minimi, il credito non é mai stato cosí conveniente, e tutto sommato stiamo galleggiando. E'una situazione ideale? no, non lo é, ci sono problemi importanti ma le Cassandre foriere di sventura si sono rivelate inattendibili.

Passiamo ora all'oro.

L'oro ha avuto una salita formidabile nel 2019, a partire da Giugno. Di fatto, la salita é concisa con l'escalation delle guerre dei dazi fra USA e Cina.

Andamento dell'oro negli ultimi 12 mesi
Perché é salito? per coprirsi dal rischio di iper-inflazione causato dal fatto che, se gli USA non comprano dalla Cina, allora sono costretti a produrre in casa, causando un aumento dei prezzi.
C'é sicuramente anche una componente di sfiducia verso le azioni delle banche centrali, ma tutto sommato mi sembra esagerata come conclusione: infatti l'oro non ha sfondato i 1600 dollari l'oncia, soglia rimasta inviolata da settembre 2011 (torri gemelle).
Di fatto, l'oro é l'extrema ratio contro rischio di guerre e iperinflazione. NON contro l'inflazione ordinaria. Oro e inflazione si muovono da anni ognuno per i fatti propri.
A quanti dicono che abbiamo usato l'oro per migliaia di anni e il credito fiat solo dal 1971, rispondo che abbiamo usato il cavallo probabilmente da prima dell'oro ma non per questo andiamo o andremo a cavallo.
Io stesso comprai oro quando iniziavo a studiare economia: davo retta ai gold bugs, ai sostenitori dell'economia austriaca, etc. Beh, ora lo posso dire con ragionevole certezza: tutte cazzate. Ho sbagliato a seguire quegli "esperti". Se rileggo i miei post su Exit Economics nel 2016 capisco che ero annebbiato da logiche semplici e apparentemente sensate. La realtá é piú complessa. Ma c'é una veritá di fondo:

Il credito va creato dal nulla quando serve a finanziare la creativitá e l'imprenditorialitá umane. 

Veniamo ora al bitcoin

Come giá scritto altrove, ritengo che il bitcoin sia al momento uno strumento puramente speculativo, ma la block chain ha un indubbio fascino e una potenziale utilitá se supporta una moneta controllata da uno Stato o da un paniere di enti terzi. Libra da questo punto di vista promette bene. Essendo il bitcoin uno strumento internamente deflattivo, credo che mai si presterá ad essere usato come "moneta elettronica". E'una mia opinione. Non ho certezze, come quegli "esperti" che vedevano il decesso economico dell'Italia col fine mandato di Draghi, ma analizzo i dati e traggo conclusioni basate su una certa stima probabilistica.

Al momento si dice che il BTC é usato in Venezuela e viene pubblicizzato usando il caso venezuelano.
E'questo il punto. E'una stronzata colossale basata su un mezzo fondo di veritá.
E la spiegazione é semplice, per come la vedo io.

Vedete, in un paese gravato da iperinflazione, TUTTO ció che non sia moneta emessa dallo stato ha piú valore della moneta stessa. Benzina, oro, beni non deperibili ma necessari, incluso latte, caffé, biscotti per l'infanzia per non parlare di antibiotici e medicinali. Il BTC, che oscilla rispetto al dollaro enormemente ma che comunque non perde il 50% del valore da un mese all'altro come il bolivar, sicuramente é meglio del bolivar.
Osservate il seguente grafico e capite da soli il perché.

Quanti Bolivar sono necessari per comprare un dollaro USA

Per comprare un dollaro USA, se nel 2018 bastava qualche bolivar, ora ce ne vogliono 22mila.
Secondo voi, in una tale situazione, é il bitcoin che acquista valore o é il bolivar che é in fondo a un cratere? Sono sicuro che se andate a vendere carta igienica a Caracas questa viene vista come oro.

Se per pubblicizzare il bitcoin bisogna considerare l'esempio venezuelano, beh, state messi male. Vi coprite di ridicolo da soli e vi suggerisco di trovare un altro esempio.

Mi ricordo che due settimane fa c'erano esperti che scrivevano che il bitcoin sarebbe decollato per via della sfiducia verso le banche centrali e per colpa dei dazi di Trump. Per non parlare dell'aumento del costo della benzina causa problemi in Arabia Saudita. Vediamo un po' come é andata.


E'successo esattamente l'opposto. Il Bitcoin ha avuto un pessimo periodo.


Conclusioni

Qual é la lezione da trarre? che i fanatici delle catastrofi economiche, i tifosi dell'oro e del bitcoin sono inattendibili. Ne' piú né meno come una Greta sulle faccende climatiche. Come tutti i fanatici di qualcosa (mi ricordo quelli che "la stampa 3D rivoluzionerá il mondo, ci facciamo le parti delle auto a casa"). Per loro, oro e bitcoin sono destinati a crescere. Sono predestinati. E se anche si provano scorretti alla luce di tanti fatti, ti dicono che sará cosí in futuro perché non puó che essere cosí, quindi se il prezzo é crollato, ancora meglio!, compra ora altrimenti perdi l'occasione!

Io non ho la veritá in tasca, non penso di averla, ho solo molte domande e poche certezze.
Una delle poche certezze che ho é che i flussi finanziari si muovono a seconda del costo del denaro. Se il costo del denaro é basso, i fondi speculativi sono AFFAMATI di rendimenti e investono il denaro creato dal nulla dalle banche centrali verso tutto ció che potrebbe avere un rendimento positivo. Nel caso investano in bond, crolla il rendimento dei bond; se investono in azioni, esplode il valore delle borse; se vedono che un paese ha ottime prospettive di crescita e demografia, investono nel mattone ed esplode il valore delle case (vedi Olanda). Nel caso in cui peró la situazione dovesse sfuggire di mano, hanno comunque una piccola percentuale del loro portafoglio investita in oro. Come investimento al alto rischio, investono anche in bitcoin. Né piú, né meno. Basta che qualche grosso investitore venda bitcoin, che sono pochi, che il valore crolla. Per i sostenitori di bitcoin, leggo che si parla solo di "consolidamento". Io considero questo atteggiamento un esempio lampante di chiusura mentale e atto di fede irrazionale.
Veniamo al titolo:

  • l'oro potrebbe arrivare a 25000 dollari? forse.
  • Il bitcoin potrebbe arrivare a 100mila dollari? chissá.


Ma la vedo estremamente improbabile. Semplicemente perché, se cosí dovesse essere, sarebbe il mondo a essere seriamente nei problemi, forse in una situazione di guerra di grandi proporzioni in cui il costo di beni e servizi esploderebbe. E'successo nella prima e nella seconda guerra mondiale, e prima ancora con le guerre napoleoniche. E sono certo che in tale situazione oro e bitcoin verrebbero dichiarati fuorilegge per avere il controllo della massa monetaria da impiegare per un conflitto evitando fughe di capitali.

Nota finale:
Nel caso del bitcoin il problema é reso piú complesso da:

  1. costo dell'energia per minare che sale esponenzialmentese il bitcoin sale di valore. 
  2. furto delle chiavi private, che non si possono recuperare in nessun modo

venerdì 27 settembre 2019

[Inquinamento] E'colpa delle donne

Tipicamente, al primo appuntamento con una donna che ti piace sul serio e con cui sai che te la devi sudare, il maschio italiano deve seguire una procedura che, tutto sommato, é standard da quando i primi eredi di Adamo hanno messo piede sulla Terra. Cambiano le tecnologie ma non la sostanza.

Vediamo la procedura.

1) Lavarsi. 
Lavarsi richiede acqua corrente, in genere potabile, che sfrutta se sei fortunato l'acqua delle montagne, o delle falde sotterranee, oppure é frutto di diversi sistemi di decontaminazione (per esempio per chi vive a Parigi o Londra). Questi sistem di decontaminazione sono costosi, e raccolgono le schifezze (inquinamento molecolare, particellare e biocontaminanti vari) che vanno poi smaltite.
Non solo, lavarsi richiede sapone. Il sapone é frutto di attivitá industriali che inquinano. Poi il contenitore in genere é di plastica, prodotta con combustibili fossili, che va poi smaltita.

Si potrebbe pensare di non usare l'acqua potabile per lavarsi, ma bisognerebbe dotare le case di un circuito dell'acqua non potabile separato, raddoppiando le tubature. L'acqua non potabile poi da dove la prendiamo? dove la stocchiamo? Sono problemi, mica no!

Nella pulizia personale includo anche la rasatura (rasoio elettrico o lametta): ancora, sapone da barba o peggio ancora schiuma da barba, compressa, in contenitori che sono prodotti industriali.
Sembra che non se ne esca!

2) Vestirsi
Mica puoi andare con un lenzuolo all'appuntamento. Camicia, scarpe, un intimo pulito e decente (speriamo che l'intimo in serata veda la luce, tra l'altro!), etc. sono il minimo sindacale. Per pulire queste cose, occorrono detergenti, tanta acqua e tanta corrente. Per non parlare della fabbricazione, del trasporto, dell'imballaggio! magari poi vanno conservati in locali dove non proliferino batteri, funghi e parassiti. Quindi occorre igiene, tanta igiene. Dalla fabbrica alla casa. E l'igiene, maledizione, é costosa e pure inquinante! insomma, mica possiamo rimettere le donne a lavare i vestiti in vasca a -5 gradi centigradi in inverno quando l'uomo va a lavorare i campi!

3) Lavare l'auto
Simile al punto 1, ma con reagenti piú inquinanti. Infatti occorrono attrezzature apposite per lo smaltimento dei residui. In Olanda, ad esempio. é vietatissimo lavarsi l'auto nel proprio giardino o vialetto.

4) Fare il pieno
Dipende quanto si va distante, ma un minimo di venti euro nel serbatoio ce li vorrai avere, o no? Inutile dire che mettiamo dentro il serbatoio benzina o diesel.
Aspetta! no, usiamo l'auto elettrica. Eh, ma la corrente da dove viene? quanta se ne perde nella distribuzione? e le batterie non sono inquinantissime? non ci sono i poveri schiavi del Centro Africa ad estrarre le terre rare? E i cavi in rame protetti dalla gomma? Insomma, l'auto elettrica sembra pulita solo per chi la guida, non per chi la fa.

5) Portare la tua preda a cena
Cerca parcheggio, paga il parcheggio, entra nel ristorante.
"Carinoooooo!!" esclama lei sorridendo a 32 denti.
"Daje, ho fatto un figurone", penso io! Il ristorante serve piatti di varie specialitá etniche. Voglio mostrarmi mentalmente aperto a nuove culture e filosofie. Non saró mica un volgare mangiaspaghetti (anche se, a ben pensarci, spaghetti cacio e pepe o con le vongole....)

Ohibó, ma questo zenzero da dove viene? dall'India, é originale! ah, quindi é stato su una portacontaier! Sapete che una grande portacontainer inquina piú di centinaia di migliaia di auto tutte insieme?
Questo zenzero non é proprio ecofriendly!

"Accidenti come sei bella!", le dico. ti faccio una foto col mio telefonino. Ultimo grido, fabbricato in Cina, dove non c'é controllo sull'inquinamento (ho visto foto di industrie certificate ISO9001 che scaricavano cromio esavalente nei canali dietro i cancelli), si sfruttano i ragazzini, e si adopera il carbone per avere l'energia elettrica, fintantoché i miners di bitcoin non si ciucciano tutta l'energia per minare.

Mentre ti guardo, mi parli di tutto e mi parli di come ammiri Greta per le battaglie che in solitaria sta portando avanti.
Qualcosa dentro di me si rompe! Azz....eh no, non posso mostrarmi deluso, poi lei pensa che sono una bestia senza cuore, che voto Salvini, che sono un rozzo antropiteco, che sicuramente non so scrivere un po' con l'apostrofo ma che uso l'accento! No no..calma Lorenzo!
Poi figurati, sono ingegnere, se mi metto a parlare di cose scientifiche, tipo le frodi climatiche o modelli predittivi inaccurati, finisce male. Lei é una sognatrice. Deve continuare a sognare! Sembrerei un nerd che vota Salvini. Peggior ossimoro possibile.

Cerco di cambiare argomento sfruttando l'effetto fionda retorico: "Usa i suoi argomenti per portarla dove vuoi tu!"

"Ah quindi vedo che ammiri chi ha una idea. La cosa che mi soprende di Greta é che ha saputo usare benissimo i social per la sua battaglia. Io non sono attivo con i social, sai, lu uso per lavoro ma nella vita preferisco il contatto diretto. Mi piace conoscere le persone per come sono, come si muovono, come camminano. Oggi per esempio ..."e le racconto un aneddoto divertente successo al lavoro con una collegA.
Ha funzionato. Parliamo di altro.

La cena la offro io: ho scoperto che, nonostante le donne insistano tanto sulla paritá dei diritti, quando si tratta di pagare lasciano volentieri il dovere all'uomo.

Con il conto contribuisco a pagare lo stipendio dei camerieri, l'affitto del locale, il consumo di energia elettrica, la pulizia del locale etc. Le luci sono a led, che vanno prodotti; le sedie in nuove fibre simil plastiche che sono frutto di ricerca e produzione; molte degli oggetti che arredano il locale sono arrivati con portacontainer dall'altro capo del mondo.

Peró Greta mi é servita. Ad introdurre ...beh l'aneddoto divertente. Che pensavate?

Tornando a casa dopo qualche ora, dopo averla riaccompagnata, mentre i fari illuminano la strada e penso che ho passato una splendida serata, alla radio parlano di Greta e dei ragazzi che manifestano per l'ambiente.

Con i loro telefonini, i loro occhiali da sole, i loro social. Faranno cagare come futuri ingegneri e medici, visto che segare a scuola é per una nobile causa e si evita il compito di matematica col placet del Ministero dell' Istruzione, peró saranno sensibili all'ambiente. Che teneri!

E diventeranno ottimi camerieri per altri medici e dottori, magari cinesi in gita a Roma.

E penso:"ma se tutte le donne la dessero...emh, donassero a tutti, non inquineremmo tutti di meno?"

All'inquinamento contribuisce il consumismo che é causato dalla difficoltá di accoppiarsi con una della propria specie senza dover ricorrere ad orpelli di ogni sorta!!!!

Sapete che vi dico? E'stata una splendida serata!

Ciao Gretini.


PS: giusto per chiarire, non si sa mai con i gretini che ci sono in giro, che il post era ironico...

domenica 8 settembre 2019

[Allenamento] Il miglior modo di allenarsi

Non esiste un modo migliore in assoluto per allenarsi.





Gli allenamenti cambiano a seconda dell'etá, del peso, del tipo di sport, del tempo che ci si puó dedicare, delle personali passioni, dello stress che si sta affrontando. E via discorrendo.

Oggi voglio parlarvi del modo in cui io personalemente mi alleno e di alcuni errori commessi.

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Si fa un gran parlare di HIIT, cioé di high intensity interval training, ovvero di allenamento ad altissima intensitá, portato avanti per pochi minuti per sessione di allenamento, con periodi di recupero relativamente lunghi tra una sessione e l'altra.

Questa tecnica é eccellente ma va bene per fisici giá allenati e con poco grasso. Perché? perché stressa enormemente l'apparato cardiocircolatorio, i tendini e le articolazioni.

Nel mio caso, che sto ancora perdendo peso e mi mancano diversi chili prima di raggiungere un risultato che considero un obiettivo per Luglio 2020, é un allenamento che non funzionerebbe. Troppo stressante e a rischio infortuni.

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Altre perle di saggezza che gli ultra sportivi in genere raccontano é che ogni volta bisogna migliorarsi. Il miglioramento deve essere quantitativo, misurabile: per esempio, aumentare il carico, diminuire i tempi di recupero, diminuire i tempi per percorrere una certa distanza.
In genere é vero, ma occorre fare attenzione ad ascoltare il proprio corpo. La vita non é una linea retta, ma é un rollercoaster, cioé é fatta di salite e discese. Quindi NON pensare ogni settimana di migliorare rispetto alla settimana precedente. E' infattibile, porta a frustrazione e in breve a lasciare gli allenamenti.

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Due grandissimi campioni del body-building, Arnold Shwarzenegger e Dorian Yates, hanno sempre insistito sulla "visione" del loro obiettivo. Ogni serie che facevano la visualizzavano mentalmente prima ancora di inizarla per focalizzare il risultato che volevano ottenere.
L'importanza di visualizzare i risultati che si vogliono conseguire é FONDAMENTALE.
Se io guido e penso di sbandare, mi agito, perché mentalmente VEDO me stesso mentre sbando.
Se io mi alleno e penso che il mio bicipite fa schifo, lo IMMAGINO non come vorrei, mi deprimo e basta.

Quindi un punto importante é VISUALIZZARE con la mente i risultati che si vogliono ottenere, senza essere severi con se stessi.
Come vi accorgete che non siete severi ma semplicemente obiettivi?
Scrivendo dove vorrete essere fra un mese o fra sei mesi con il vostro peso, con i vostri risultati in palestra. Mettete dei check intermedi, tipo "per fine Settembre voglio pesare 1.5 kg in meno che all'inizio di Settembre".

Se l'obiettivo é raggiunto, bene. Continuate con le stesse modalitá oppure, se ve la sentite, mettete un nuovo obiettivo un po' piú ambizioso. Se non é stato raggiunto, senza arrabbiarvi con voi stessi, scrivete nero su bianco cosa pensate che vi ha impedito di raggiungere l'obiettivo. E poi pensate a come cambiare.
Mi raccomando: baby steps, piccoli passi. La cosa piú difficile, se si lavora, si ha famiglia, se non si é naturalmente portati per lo sport, se non si ha avuto una educazione familiare sportiva, é mantenere la MOTIVAZIONE.

La motivazione é la risorsa, l'asset piú importante quando si decide di perdere peso, migliorare le performance sportive, mangiare meglio. In altri termini, la motivazione é quello che ci fa stare all'interno di un circolo virtuoso per stare meglio fisicamente e mentalmente.

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Io per vivere faccio l'ingegnere e tra 4 anni compio mezzo secolo. Solo a scriverlo mi prende un colpo! Lavoro in un contesto internazionale e mi confronto con tanti colleghi ogni giorno, al lavoro o in trasferta. Ho una famiglia. E studio tanto altre materie, in genere economia, finanza, e al momento criptovalute. Mettiamoci dentro un blog.
Poi mi piace fare lavoretti per casa.

La vita é fatta di decisioni e rinunce.
Ma fare attivitá fisica non deve essere una rinuncia. 

Ancora piú importante dell'attivitá fisica é mangiare bene, rispettandosi.
Io sono una persona golosa, e ogni tanto se stringo troppo la dieta poi mi succede di "sbracare"e di sfondarmi di dolci. Con a seguire sensi di colpa e incazzature verso me stesso perché non mi sono saputo controllare.

E'normale. Sono umano. Peró il punto é "come sono arrivato ad eccedere cosí tanto?"
Scrivendo ho capito che esagero con le ambizioni: per voler raggiungere presto un certo peso forma, con una certa percentuale di grasso corporeo, mangio "troppo pulito" per troppo tempo e poi cedo al primo stress importante, causato per esempio da lavoro o problemi privati di ogni tipo. Il campione lo fa la testa, e io non sono un campione.
E quando cedo, siccome sono per "o tutto o niente" impiego del tempo per ritrovare la motivazione per tornare ad allenarmi. Passano almeno due giorni. Poi ricomincio il ciclo, e passo dalle vette (tutto sotto controllo) alle valli (merda, ho sbracato di brutto...tutta questa fatica persa perché mi sono abbuffato come un maiale).

Ecco, un trucco che ho imparato per "non sbracare" come prima é concedermi di piú i piaceri della vita. In passato non era cosí: tutto o niente.Il motto "In medio stat virtus" per come sono fatto io é difficilissimo da seguire. Sono piuttosto incline all'ossessione e all'analisi spinta di ogni cosa. L'alimentazione non fa eccezione. Peró, siccome mi conosco, so anche che quando mi irrigidisco troppo, divento nervoso e il cibo diventa un nemico o una sfida piuttosto che un piacere.
Al momento sto calando di peso, allenandomi abbastanza costantemente, senza soffrire. Rinuncio a qualcosa, vero, ma il piacere di poter correre 5 km senza sentirmi morire compensa ampiamente qualche rinuncia.

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Nel mio caso, in cui per via del lavoro non ho la certezza di potermi allenare in giorni precisi e ad orari sempre costanti, ho scoperto che conviene fare il piú possibile cardio quando posso, e pesistica intervallata da diversi giorni per consentire la sopracompensazione muscolare quando si ha extra tempo.
Il cardio é decisamente piú importante e salutare dei soli pesi.
Ma mantenere una massa muscolare almeno il 30% superiore a quella di una persona normale é importante per bruciare molto piú durante il giorno e non soffrire di problemi di schiena. Non solo, la muscolatura addominale profonda, quando é forte, ripara da infortuni e migliora la forma a V del fisico. Tutto questo va in una direzione: cardio e pesistica mirata intensa ma intervallata anche da 10-14 giorni di riposo tra due allenamenti di pesistica sullo stesso gruppo muscolare se intensi.

Fare cardio porta anche ad un altro positivo effetto. Sono costretto a mangiare meglio. Se mangio male, col cardio me ne accorgo subito, coi pesi no, ANZI! siccome sei pieno di glicogeno dopo una appanzata, sollevi pure di piú.

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Per l'alimentazione, piú che a controllare le calorie, pensate all'indice glicemico. Privilegiate cibo a basso indice glicemico (tra una torta e il gelato a paritá di calorie molto meglio il gelato). Per gli spuntini in ufficio, che potete preventivare, suggerisco bibite proteiche seguite da un po' di caffé. Il caffé abbassa l'indice glicemico e quindi non sentite la fame dopo aver assunto il "bibitone".
Non sono vegano, amo la carne, ma riconosco che la carne rossa non fa bene, se presa troppo frequentemente.
A pranzo, se posso (al lavoro ho la mensa) faccio insalatone con il tonno al naturale o bianchi d'uovo variando gli ingredienti. Se sono in trasferta, prendo pollo e insalatona varia. Per il resto, a cena mangio di tutto, e adoro il vino.
Faccio cinque pasti al giorno, anche sei se posso. Un pasto puó essere un bibitone di proteine o un gelato nel pomeriggio.
LA cosa difficile, per me che sono goloso e una buona forchetta, é non patire la fame. Ho scoperto che con cinque pasti non soffro la fame quando torno a casa dal lavoro e mi viene voglia di svaligiare il frigo.

E voi? che strategie e trucchi adoperate per tenervi in forma o per "non sbracare"?






venerdì 6 settembre 2019

[Il grande debito] Analogie con il 1930 - seconda parte

La prima parte é disponibile a questa pagina del sito.

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I tre equilibri si muovono l'uno rispetto all'altro per produrre cambiamenti l'uno dentro l'altro come una macchina del moto perpetuo, cercando simultaneamente di pervenire al loro livello di equilibrio.
Nel caso in cui ci fossero grosse deviazioni da uno solo o piú equilibri, le forze e le leve della politica reagiscono in modalitá che sono prevedibili, per riportare il tutto in condizione di equilibrio.
Per sempio, quando cresciate e inflazione vanno sotto il livello di equilibrio atteso, le banche centrali allentano le politiche monetarie, il che comporta un abbassamento dei tassi a breve rispetto ai rendimenti dei bond, ai rendimenti delle azioni, e all'inflazione attesa.

NdT: Ray considera i tre equilibri interagenti tra di loro, e le reazioni a variazioni dai questi equilibri ottimali sono prese dal governo e dalle banche centrali. Per esempio, in Europa la BCE persegue il target dell'inflazione al 2%. Siccome gli indici CPI che misurano l'inflazione dei beni di consumo stanno molto al di sotto, ecco che la BCE interviene stampando moneta. Stampare moneta, idealmente, dovrebbe far circolare meglio il denaro, promuovere le attivitá imprenditoriali perché la gente si indebita, quindi il consumo, quindi l'inflazione. Il modello come spiegato da Ray é molto semplificato, ovviamente lui ricorre a modelli piú complessi, ma rende l'idea. Il costo del denaro, cioé i rendimenti a breve del denaro che le banche si prestano tra di loro (Euribor, Libor, Federal Funds Rate). Se questi rendimenti scendono, allora i tassi a breve scendono. 

I ritorni attesi dei bond, i ritorni attesi delle azioni, e l'inflazione attesa a loro volta cambiano in risposta ai cambiamenti nelle condizioni attese (per esempio, se la crescita attesa é in discesa, i rendimenti dei bond caleranno e i prezzi delle azioni caleranno).

NdT: Fate attenzione che si parla sempre di "valori attesi", di "trend attesi". Il mercato si muove sempre decidendo sulla base di previsioni. Se la crescita che si prevede é pessima, i mercati si aspettano un calo dei tassi di interesse da parte della banca centrale per pompare su l'economia, quindi sanno giá che la banca centrale comprerá bond, facendo salire i prezzi dei bond e quindi calare i rendimenti. Questo sposterá i capitali dalle azioni ai bond, visti come un asset sicuro in futuri tempi di crisi, e inoltre si prevede che le aziende avranno meno profitti e pertanto distribuiranno meno dividenti e quindi in soldoni le azioni delle aziende caleranno ulteriormente.

Questi cambiamenti dei prezzi si verificheranno fino a quando il debito e la crescita della capacitá di spesa riusciranno a far riapparire l'inflazione. Naturalmente tutto ció ha effetti sulla politica (perché se gli equilibri si spostano troppo dall'ottimo ne risulterebbero cambiamenti politici), la quale a sua volta produce effetti sulla politica fiscale e monetaria.

NdT: se il debito é a buon mercato, quindi gli interessi sul debito sono bassi, la gente é portata ad indebitarsi per fare investimenti o spese correnti. Siccome la spesa di uno é il reddito di un altro, i soldi iniziano a girare, cresce la fiducia, la gente spende, sale l'inflazione. Chiaramente si suppone che i soldi presi in prestito non finanzino soltano attivitá stupide e di breve respiro. Altrimenti c'é solo inflazione ma niente aumento della produttivitá e quindi niente crescita nel medio periodo.

La cosa piú importante é che la banca centrale ha lo stimolante che puó essere iniettato o rimosso per far variare queste cose con la massima rapditá. La politica fiscale invece, che agisce attraverso variazioni nella tassazione, é piú lenta e meno efficiente nel rispondere ai cambiamenti, per quanto anch'essa puó essere piú stimolativa o meno stimolativa.

Per una semplice spiegazione di questo modello, potete vedere il video How the Economy machine works., e per una spiegazione piú approfondita potere scaricare gratuitamente il mio libro Understanding the Princoples of Big Debt Crisis, a questa pagina.
Per imparare di piú sulla nostra estesa ricerca sui cicli del debito, potete visitare la nostra pagina su Bridgewater.com.

NdT: il video é linkato nella versione italiana nella precedente parte di ExitEconomics.


Guardiamo a cosa sta accadendo ORA nel contesto del Modello appena spiegato

A mio avviso, le cose piú importanti che stanno succedendo (e che sono successe l'ultima volta nei tardi anni '30) sono

  • a) ci stiamo avvicinando alla fine del ciclo del debito a breve termine, e alla fine del ciclo a lungo termine contemporaneamente, in tutte e tre le principali valute usate come riserve. Questo mentre,
  • b) i costi di sanitá e pensioni sono maggiori dei redditi necessari per finanziarli, 
  • c) i gap tra ricchi e poveri e i gap politici stanno producendo conflitti politici all'interno di paesi che sono caratterizzati da maggiori polaritá di reddito 
  • d) politica internazionale é guidata dall'ascesa di una potenza emergente, la Cina, che sfida la potenza in carica, gli USA, il che porta ad un conflitto esterno estremo e ad un cambio dell'ordine mondiale, e
  • e) i ritorni attesi dei titoli di stato si stanno comprimendo rispetto ai ritorni del contante che le banche centrali stanno causando.
NdT: in altri, termini, Ray dice che siamo pieni di debiti e le banche centrali possono fare poco (indebitarsi costa talmente poco che abbassare ancora i tassi di interesse ha poco senso), tutto ció mentre all'orizzonte si profila il colosso cinese cui va stretta l'egemonia statunitense, che ha garantito una certa pace nel mondo occidentale. I gap fra ricchi e poveri si stanno accentuando, e questo porta a ulteriori conflitti interni ai paesi. Insomma, debito, conflitti interni....ricorda una certa situazione anni '30? Specialmente perché i costi pensionistici e sanitari non sono sostenibili nel medio periodo - qualche anno - perché i redditi sono compressi e il costo del debito é giá ai minimi storici. E'mia personale convinzione che la situazione caotica della politica italiana oggi rifletta al 100% quanto scritto da Ray se si parla di polarizzazione della ricchezza e di visioni politiche. L'italia é un laboratorio in provetta dove si stanno scontrando Americani e Cinesi (via della seta), europeisti e nazionalisti, promotori dell'euro e promotori della neo-lira, sostenitori dei no-gender e sostenitori della famiglia tradizionale. 

La Terza Parte in un prossimo post







[Il grande debito] Analogie con il 1930 - prima parte

Questo é il primo post di una serie che si basa sulla traduzione di articoli scritti da Ray Dalio su Linkedin e di interviste rilasciate da Richard Duncan.
Oggi ci occupiamo di Ray Dalio.
Ray Dalio é il creatore del fondo Bridgewater, un fondo speculativo (Hedge Fund), quindi uno di quei fondi che se il CEO capisce di economia e finanza e sa indirizzare gli investimenti, prospera; se non ne capisce, affonda.
A differenza dei professori alla Monti, che insegnano nelle universitá e poi coprono incarichi nefasti nella Pubblica Amministrazione, fino a diventare Senatori a vita con la bacchetta magica presidenziale e Presidenti del Consiglio con il grande merito di aver fatto contrarre del 5% il PIL italiano in un anno, mandando in frantumi risparmi, case, e vite di migliaia di connazionali, ..

..dicevo, a differenza dei professori alla Monti, degli Alesina e Gavazzi, dei Fubini, etc...Ray Dalio, se sbaglia, PAGA. Ha sbagliato molto in passato, e da ogni errore ha imparato. Quei personaggi appena menzionati invece se sbagliano, fanno pagare le loro disastrate ricette economiche al paese tutto, ma loro lo stipendio, spesso pubblico, ce l'hanno assicurato e quindi non cambiano mai approccio e sono dischi rotti.

Ipocriti, li chiamo io.

Non solo, siccome Ray Dalio sono 35 anni che tiene in piedi il suo gioiello, il fondo BridgeWater, significa che ha superato anche la crisi del 2009. Giá, perché mentre tutti gli altri perdevano, lui ha guadagnato. E come ha fatto? perché aveva capito che la situazione del debito legato ai mutui subprime non era tenuta in debita considerazione né dalla FED, né dai consiglieri presidenziali, né dalle agenzie di rating. Aveva provato ad avvisarli, ma era troppo tardi.

Ray Dalio ha messo a disposizione TONNELLATE di materiale di studio, gratis, su Youtube e internet. Vi suggerisco caldamente, per cominciare, questo video, doppiato in italiano e capolavoro di divulgazione economico-finanziaria. Dura 30 minuti e anche la grafica é curatissima.


Io personalmente preferisco la versione originale in inglese, perché sentire la voce di Ray che spiega i suoi principi vale veramente il tempo speso.

Nei miei studi di economia e finanza esistono due fari: Ray Dalio e Richard Duncan (richardduncaneconomics.com)

Il problema é che i video di Richard Duncan sono a pagamento (vende un validissimo prodotto di consulenza noto come MacroWatch, costa 250 dollari l'anno), come le sue slides, e non posso violare i diritti di autore traducendole. Ci sono interviste e video, ma sono tutti in inglese. Di scritto, in inglese, quasi zero. I libri di Duncan non sono tradotti in italiano ma sono perle di economia. Invece Ray Dalio mette tutto a disposizione gratis (libri, principi, metodologie), dietro banale registrazione.
Il suo Principles é fra le letture suggerite per questo 2019 nella barra di destra di ExitEconomics.

Oggigiorno, se vogliamo capire davvero come funzionano le cose, basta una spesa ridicola ma tanto, tanto studio e passione.

Ovviamente per investire in Bridgewater devi essere ricco. Io sono uno spiantato rispetto al target di Ray, ma studiare Ray é fondamentale e soprattutto affascinante per capire l'economia, e questo vale anche per noi nani dal reddito disponibile netto  non a sette zeri.

Leggere e capire Ray Dalio e Richard Duncan é come svitare il cranio, fare l'upgrade del cervello, e poi richiudere esercitando forte pressione.

A differenza di un Soros, Ray Dalio NON FA politica. Non finanzia ONG che prendono dall'Africa e scaricano in Italia. E'un pensatore indipendente.

Puó piacere o non piacere quello che fa, ma a me impressiona il suo modo di ragionare e di vedere la realtá mondiale.

Questo post é l'inizio della traduzione di un lungo articolo che Ray ha scritto su Linkedin e che spiega il mondo in cui viviamo. Intermezzeró la traduzione con mie personali considerazioni.

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Articolo originale in inglese: https://www.linkedin.com/pulse/three-big-issues-1930s-analogue-ray-dalio/
Autore: Ray Dalio
Traduzione e commenti: Lorenzo Marchetti (https://exiteconomics.blogspot.com/)

Le piú importanti forze che agiscono oggigiorno sono le seguenti:

  1. La fine del ciclo del debito a lungo termine (quando le azioni delle Banche Centrali non sortiscono piú effetto)
  2. L'enorme differenza di reddito e la polaritá politica
  3. Una nuova potenza mondiale in ascesa che sfida una potenza giá esistente

La combinazione di questi tre elementi causa l'esplosione dei titoli di stato (bond),l'aumento del prezzo dell'oro, e le analogie dei tardi anni '30.

NDT: Ray non considera in questa analisi le criptovalute. Penso perché appartenga ad un'altra generazione. Egli altresí considera Bitcoin uno strumento speculativo come altri, pur ammettendone le potenzialitá come applicazione in vari ambiti. Lo stesso Richard Duncan, attentissimo analista dei mercati finanziari, considera Bitcoin piuttosto inutile. Io non sono d'accordo con queste impostazioni, e infatti su ExitEconomics sto approfondendo in diversi articoli le sfaccettature, i pregi e i difetti delle criptovalute.

In altri termini, 1) le banche centrali hanno ormai possibilitá ridotte di stimolo, 2) c'é una polarizzazione, cioé un accentramento verso opposti estremi, di ricchezza e visioni politiche e 3) c'é un conflitto fra la Cina come potenza emergente e gli USA come potenza esistente.
Se si verifica un declino economico, esso innesca dei problemi secondo modalitá che sono del tutto analoghe a quelle tre che si sono verificate alla fine degli anni Trenta.


NDT: in questa analisi Ray non é lontano dalle analisi che Richard Duncan ha fatto e che sono esposte in questo video di Youtube, presentato da Andrew Mazzone della Henry George School of Social Science, in inglese. Richard si era in particolare concentrato sul problema del debito. Andate al minuto 4:26



Prima di entrare nei dettagli, lasciate che vi rispieghi il mio modello universale e senza tempo per comprendere e anticipare quello che succede in economia e nei mercati.

Il mio MODELLO

Esistono quattro importanti drivers in economia e nei mercati.

  1. La Produttivitá
  2. Il ciclo del debito di breve termine, noto anche come business cycle
  3. Il ciclo del debito di lungo termine
  4. La politica (intesa sia come politica nazionale che fra paesi diversi)
Esistono tre equilibri.

  1. La crescita del debito é allineata alla crescita del credito, che serve a ripagare il debito
  2. La crescita operativa dell'economia non é né troppo alta (perché causerebbe inflazione ed inefficienze) né troppo bassa (perché livelli di attivitá economicamente depressi produrrebbero sofferenze e cambiamenti politici)
  3. Le proiezioni dei ritorni dei contanti (cash) sono sotto le proiezioni dei ritorni dei titoli di stato, che sono sotto le proiezioni dei ritorni delle azioni e sotto le proiezioni dei ritorni altri strumenti di rischio.
NDT: qua giá le cose si fanno complesse, pur essendo questo un modello generale. 
Il primo punto, dice in sostanza "se guadagni di piú, un debito contratto non é un problema perché sei in grado di ripagarlo". In altri termini, un debito non é necessariamente un problema, anzi! se un debito ti consente di studiare, o di comprare un trattore per arare il campo, la tua produttivitá aumenta, e con l'aumento della produttivitá cresce la tua capacitá di pagare il debito e farne di nuovo per aumentare ulteriormente la produttivitá. E'un circolo virtuoso. Come scrivo sempre, esiste debito buono e debito cattivo. Un corso per migliorare l'inglese se si cerca di trovare impiego all'estero é debito buono; un televisore 4K pagato 1000 euro a rate per vedere la partita é debito cattivo. Il debito buono aumenta il reddito e genera cash-flow in ingresso. Il debito cattivo non aumenta la produttivitá ed é un fardello sul reddito, producendo cash-flow in uscita su cui si pagano interessi anche consistenti (es. carte di credito revolver).

Il secondo punto fa riferimento all'utilizzo della capacitá produttiva di uno stato, cioé la capacitá di uno stato di sfruttare appieno tutte le sue potenzialitá in termini di produzione di beni e servizi. Essere disoccupati significa che le risorse umane sono sottoimpiegate. Avere linee di produzione ferme, altiforni spenti ma potenzialmente funzionanti, significa non sfruttare appieno la capacitá operativa. Ora, se il rate operativo dell'economia é circa 1 , significa che non ci sono disoccupati, tutti hanno impiego, le industrie marciano a pieno ritmo, si fa fatica a trovare personale per crescere. La gente chiede un salario piú alto e questo porta a inflazione. Non solo, siccome il lavoro c'é, inutile efficientare tanto alla fine, anche se ad un prezzo alto, il prodotto lo vendo perché la gente ha i soldi (vi ricordate gli anni '80?).
Se peró la disoccupazione é alta, e non si produce perché non si vende, i salari si contraggono, lo Stato ha meno risorse da spendere per mantenere sanitá, istruzione, sicurezza, etc. la gente si arrabbia, nascono movimenti politici e non che vogliono rovesciare lo status-quo (vi ricordate gli anni post-2008?)

Il terzo punto dice in sostanza che investire in titoli di stato rende meno che investire in azioni o altri strumenti di rischio perché il titolo di stato é visto piú sicuro e quindi lo paghi di piú, ovvero ha un rendimento inferiore rispetto ad una azione che invece é emessa da una compagnia che puó andare in bancarotta. Tenere il contate (cash) sotto il materasso non conviene perché l'inflazione lo eroderebbe. L'inflazione ci sarebbe, ma sarebbe poca. E i titoli di stato la compenserebbero. 

I punti 1), 2) e 3) sono le condizioni in cui hanno vissuto quelli nati negli anni '40, '50 e primi anni '60, tra cui Ray Dalio.

Esistono due leve che il governo ha a sua disposizione per cercare di riportare le cose in equilibrio.

  1. La politica monetaria
  2. La politica fiscale
NDT: il grande pubblico in genere le confonde ma sono due strumenti molto diversi. Per politica monetaria si intendono le decisioni prese per cambiare i tassi di interesse e la quantitá di moneta in circolazione. Queste decisioni sono prese dalle banche centrali, intesa qui come governo in senso lato, perché é parte integrante dell'apparato statale. Questi meccanismi sono ignoti al pubblico, ai politici e ai giornalisti che fanno le domande ai politici. Richiede la comprensione di come il denaro viene creato, distrutto, distribuito e moltiplicato.
Per politica fiscale si intendono le decisioni prese con le manovre finanziarie del governo. In genere si parla di tasse e come distribuirle.

La Seconda parte nel prossimo post.



[BITCOIN] Un tuffo dentro le transazioni - SHA256

Nello scorso post, (pubblicato anche su OraZero) ci siamo occupati di come funziona la firma digitale in bitcoin. In particolare, abbiamo focalizzato la ns. attenzione sulla chiave pubblica.

La chiave pubblica é la ragione per cui bitcoin viene chiamata criptovaluta: coloro che si scambiano bitcoin non sono noti con nome e cognome, ma solo attraverso la chiave pubblica, che é un lunghissimo numero intero.

Oggi ci occupiamo di un altro pezzo di matematica che é uno dei mattoni di Bitcoin: il protocollo SHA256 (pronunciato sciá256).

Cosa fa lo SHA256, in generale?

Prende un messaggio di qualsiasi lunghezza (arbitrary length) in ingresso e lo trasforma in un numero finale lungo sempre 256 bit (fixed length hash).

In figura, si vede un foglio con una lunghezza qualsiasi del messaggio che viene "digerito" dall'algoritmo HASH per produrre una stringa sempre della stessa lunghezza.

Facciamo un esempio.
Il messaggio é "Ciao, mi chiamo LORENZO"

Se questo messaggio viene dato in pasto allo SHA256, il risultato é questa stringa:

a9c1f53cf1ef7748e58d40c1962c66bca0a5ead806f9406e670559cbeb936322

Cosa succede se cambio leggermente il messaggio?
Per esempio, scrivo "Ciao, mi chiamo LOREMZO".

Fra la "N" di loreNzo e la "m" di loreMzo ci passa la differenza di un solo bit. Un computer infatti interpreta la M con la stringa 01001101 mentre interpreta la N con la stringa 01001110. Tra le due stringhe la differenza é che l'ultimo 1, quello piú a destra, si trasforma in uno ZERO.
Errori di questo tipo (bit flip) possono capitare in qualsiasi sistema di trasmissione.

Cosa succede se cambio di 1 bit il messaggio? 

Ecco che succede, SHA256 produce la seguente stringa:

647ea82437cfbb4af011435b58ed03a8d847e71185f0fbc00c040d0d23348292

Confrontiamo le due stringhe:

Mi chiamo LORENZO:  a9c1f53cf1ef7748e58d40c1962c66bca0a5ead806f9406e670559cbeb936322
Mi chiamo LOREMZO: 647ea82437cfbb4af011435b58ed03a8d847e71185f0fbc00c040d0d23348292

Le due stringhe sono completamente diverse. Questa é una caratteristica del protocollo SHA256.

Se una stringa viene manomessa, anche impercettibilmente, il risultato é completamente diverso.

Cambiamo messaggio: "Ciao, mi chiamo LORENZO, vivo in Olanda, mi piace la carne alla griglia".

Ecco la stringa che ne esce applicando l'SHA256.

996862d188f0834921c2677eafe1c5c7e399c98a988fe0410180fbd3b017b833

Osserviamo che la stringa é cambiata di nuovo, come ci aspettavamo, ma la lunghezza é rimasta invariata, pari a 64 caratteri, anche se il messaggio originale era molto piú lungo.

Supponiamo ora che il messaggio sia la lettera "a". Un solo carattere!

"a" si trasforma in a7da489976d0047490617adb4f7a1f27f7af8b52a5176fd002ffe471863520ab

Capiamo quindi che la SH256 ha un'altra caratteristica importante: qualunque sia il messaggio  iniziale, la stringa finale é sempre lunga 64 caratteri. 

Una funzione che prende un messaggio di qualunque lunghezza iniziale e lo trasforma in una stringa che mantiene sempre la medesima lunghezza é chiamata HASH function. Protocolli di condivisione file come Torrent o eMule adoperano le funzioni hash per identificare i file condivisi. Anche il compressore ZIP produce hash dei file compressi. Se modificate un video tagliando anche un solo fotogramma, e lasciate il nome del file invariato, la chiave HASH cambia completamente. Il file modificato viene considerato un nuovo file, come é giusto che sia.

Qual é il vantaggio? E'evidente: anziché stare a confrontare i due video bit per bit, che richiede una VITA e un sacco di corrente, si confrontano le due chiavi HASH. Se sono uguali, i due file sono gli stessi; se sono diverse, i due file sono differenti.

Nota per i pignoli: in realtá esiste una possibilitá remotissima che due file diversi abbiano la stessa hash, cioé la stessa "firma", ma di fatto la probabilitá é zero quindi non ci interessa. Si parla di resistenza alla collisione. 

Notare inoltre che la funzione é HASH produce sempre lo stesso risultato se il messaggio é sempre lo stesso, indipendentemente da chi lo produce e dal momento in cui viene prodotto (un mese fa, oggi, tra un anno). Non é che la chiave HASH cambia a seconda del momento o di chi produce il messaggio. La funzione HASH é cioé deterministica.

Una proprietá accessoria nel mappare messaggi di lunghezza arbitaria in una hash lunga 256 bit, o 64 caratteri, é che NON é possibile ricostruire il messaggio iniziale, a meno di TENTATIVI costosissimi.

Vediamo di spiegare questo concetto.

Supponiamo che devo ricreare la stringa in cui dico che mi piace la carne alla griglia. Eccola:   "996862d188f0834921c2677eafe1c5c7e399c98a988fe0410180fbd3b017b833".

Chiamiamo questa stringa, "stringa bersaglio".
Comincio con la lettera A e provo ad adoperare l'SHA256. Scopro che la stringa non "matcha".
Passo alla lettera B. Niente. Vado avanti...
Finché non passo all'algoritmo la stringa "Ciao, mi chiamo LORENZO, vivo in Olanda, mi piace la carne alla griglia." la chiave HASH ritornata dall'algoritmo non é uguale a quella bersaglio.

Quanti tentativi devo fare?
E'abbastanza semplice da calcolare. Assumendo che la stringa di partenza sia lunga fino a 100 caratteri, e ogni carattere é lungo 4 bit, devo poter arrivare a fare 2^400 tentativi partendo da due tentativi (un solo ZERO o un solo UNO) iniziali.
Significa 2+2^2+2^3+.....2^399+2^400. Fa 2^401 -2. Se non sono troppo sfigato, la becco a metá dei tentativi, quindi in totale mi aspetto di fare 2^400 tentativi.

Quant'é 2 elevato alla 400?
Vediamo. 2^10 é circa mille. 2^400 = 2^40 * mille. Significa un 1 seguito da centoventi zeri.
Diciamo un miliardo di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi etc di tentativi.
Insomma, capite il punto. Ricostruire il messaggio iniziale é economicamente improponibile, perché dovrei far girare tutti i computer del mondo per qualche anno per ricostruire il messaggio "Ciao, mi chiamo LORENZO, vivo in Olanda, mi piace la carne alla griglia."

Forse per qualcuno del PD é utile, ma noi siamo pratici e desistiamo.

Che succede se nella stringa bersaglio aggiungo un solo carattere? Che so, dovete azzeccare la frase "Ciao, mi chiamo LORENZO, vivo in Olanda,  mi piace la carne alla griglia."
Nota: trovate l'extra carattere!

Significa che abbiamo aggiunto 4 bit. Ricordate, un carattere sono 4 bit. Significa che abbiamo aumentato la complessitá della chiave bersaglio di  2^4 cioé 16 volte.

Tutto questo luuuunghissimo preambolo per dire cosa?

Per dire che Bitcoin usa una stringa bersaglio molto lunga, che va indovinata dai miners per validare le transazioni ed essere ripagati in bitcoin per la corrente consumata e l'equipaggiamento hardware.

Se la stringa bersaglio si allunga, occorrono piú risorse a paritá di tempo (che so, dieci minuti) per azzeccare la chiave.
In un altro articolo entreró nel dettaglio della stringa da indovinare usata in Bitcoin. Per ora mi interessa capire e farvi capire il principio. Stringa lunga --> tanta corrente per minare. Stringa corta --> poca corrente per minare.

CONCLUSIONI e DOMANDE TRABOCCHETTO

Si dice nei giornali che i miners di bitcoin effettuano complicatissimi (very complex) calcoli per minare. E'vero? 
NON é vero. I calcoli non sono complicati. La chiave HASH ve la potete calcolare a mano. E'solo cosa lunga. Questo nasce da un equivoco. E ora ve lo spiego.
In linguaggio ordinario, complessitá (complexity) indica quanto un problema ha ramificazioni, collegamenti con altre parti. Immaginate un cespuglio. Pochi rami, poco complesso; tanti rami, molto complesso, difficile da mappare e seguire da un punto all'altro, specie se dei rami si uniscono.
In informatica, complessitá é il volume di risorse impiegate per far girare un algoritmo.

Quindi, giusto per essere precisi, non é che Bitcoin risolve calcoli complessi, Bitcoin semplicemente richiede una enorme quantitá di risorse di calcolo per azzeccare una banalissima chiave HASH che col mio PC creo in meno di un centesimo di secondo.

Bitcoin é cripto perché usa lo SHA256?
NO, bitcoin é cripto perché usa la firma digitale, su cui ho giá abbondantemente scritto.

Ma lo SHA256 non consente di ricreare il messaggio iniziale! E' questo lo scopo!
NO, lo scopo dell'SHA256 é quello di rendere COSTOSA l'operazione di mining. Indovinare la stringa bersaglio costa un sacco di corrente. L'SHA nell'operazione di mining viene applicata due volte. I nodi della rete Bitcoin che poi devono verificare che la stringa bersaglio sia stata indovinata, ovvero che il miner non stia frodando il sistema, impiegano una frazione di secondo.

Si dice che la complessitá aumenta man mano che passa il tempo
DIPENDE: se sempre piú miners si aggiungono, la complessitá aumenta, seconda la definizione informatica di complessitá: basta aggiungere un po' di bit alla stringa bersaglio per rendere piú lunga l'operazione di mining. Non é piú complicata, é solo piú lunga e richiede hardware piú potente.
Se ai miners levano la corrente, oppure i miners spengono i server perché il bitcoin é sceso di valore e non ci pagano la bolletta elettrica, la complessitá diminuisce e la stringa bersaglio diventa piú corta e si indovina con maggiore probabilitá e consumando meno corrente. E'successo in passato specie nel 2018 quando il bitcoin era crollato di valore. Discuteremo in un articolo futuro la misura della difficulty di bitcoin.

BITCOIN é il futuro perché tutta questa matematica (firma digitale, SHA256) é figa e quei disonesti dei banchieri centrali non la capiscono, ecco perché lo temono!
NO, i banchieri centrali hanno fior di consulenti con le palle che di Bitcoin ci capiscono molto piú dei venditori di consulenze su internet. Come ho giá abbondantemente scritto, il punto é quanto sia ecosostenibile Bitcoin.

Lorenzo, tu ce l'hai con le criptovalute! non sei obiettivo!
NO, io ce l'ho con i creduloni e con i venditori di consulenze ad catzum. Blockchain e Bitcoin sono una invenzione bellissima, ma come ogni invenzione si porta dietro pregi (moltissimi, tra cui il calcolo distribuito) e difetti (ecosostenibilitá).

Lorenzo, in futuro questi problemi li risolveranno! Hai visto che con la Lightning Network stanno risolvendo il problema delle limitate transazioni?
VERO, la LN é promettente. Ma il problema di fondo, minare con SHA256, rimane. Questo é il CUORE di Bitcoin.

Lorenzo, se anche molti miners smettono di minare perché la corrente gli costa troppo, la complessitá diminuisce riportando bitcoin in un punto di equilibrio. 
VERO, ma é accademia. Finora il consumo della corrente é passato da un laptop all'Irlanda. Piú il bitcoin é usato, maggiore il suo valore, maggiore il numero dei miners, maggiore é il consumo di combustibili fossili.
Il punto merita senz'altro approfondimenti e la osservazione é sensata. Ma rimaniamo pragmatici.

Lorenzo, lo SHA256 l'hanno inventato i servizi segreti americani! Non ci impiegano niente a buttare giú la rete!
, se qualcuno buca lo SHA256 e ricostruisce la stringa bersaglio in poco tempo, comunque i nodi devono validare la stringa. Si aumenterebbe la lunghezza della stringa bersaglio di molto per renderla non bucabile. Si passerebbe, che so, a SHA1024 o SHA2048. In ogni caso, sono scenari da complottisti. Il punto é che la complessitá serve per garantire che i bitcoin non vengano minati facilmente, altrimenti il primo che trova il trucco per minare in pochi secondi fa una barca di soldi, prima che lo scoprano,,,il che richiede pochi secondi. Certo, nel momento di transizione ad una piú complessa SHA, il bitcoin collasserebbe perché la gente verrebbe presa dal panico.

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L'avventura si fa sempre piú intrigante. Poi vedremo il modello computazionale della difficulty di Bitcoin, la Lighting network, come sono fatti gli ASIC per il mining, come é stato "risolto" il dilemma bizantino, come funziona la votazione per maggioranza, e tante altre cosette divertenti. Ripeto, Bitcoin rimane una invenzione formidabile perché ha aperto un mercato ENORME. Come tutti i nuovi mercati, le truffe sono dietro l'angolo cosí come le occasioni di una vita.