Thursday, May 17, 2018

Vecchi, automazione, moneta, assicurazioni, povertá

Il titolo sembra un'accozzagli di concetti distanti tra loro ma c'é un filo comune che li lega, e che a mio avviso delineerà il trend nei paesi ad alto reddito nei prossimi anni.
Questo post é un po' figlio della discussione che ho avuto con Alessia la Kazara in questo post su ExitEconomics e dopo aver letto l'eccellente post di Maurizio Blondet sulla monetizzazione del debito operabile dalle Banche Centrali (andava peró specificato in regime di bassa inflazione o deflazione): quest'ultimo é un  concetto strano per molti, ma non per il sottoscritto, perché seguo Richard Duncan da tre anni pur non essendo economista.

Vecchi: é inevitabile che i paesi ad alto reddito (non li chiamerei industrializzati, perché l'industria fa pensare a grossi stabilimenti mentre il reddito puó venire dal terziario avanzato, vedi la City di Londra per la finanza) facciano meno figli. Non siamo piú contadini né minatori, i figli non servono come una volta ("auguri e figli maschi" perché le braccia maschili lavoravano la terra) e costano molto di piú. Centinaia di migliaia di euro prima che raggiungano la maggiore etá, in taluni casi. Istruzione, sanitá, baby sitter, sport, cibo, arredamento della stanzetta, xbox, etc. Un figlio non lo misuri certo per i costi, chiariamo questo punto!!, ma é normale che se una famiglia non naviga nell'oro, dopo il primo figlio deve pensarci due volte prima di farne un altro.

Aggiungiamo che la superficie di uno territorio abitabile é quella che é e, a meno di non coprire un paese di palazzoni, con la conseguente pessima qualitá della vita che ne consegue, non ha senso pensare di "aumentare la popolazione" all'infinito. E'da idioti. E'una mentalitá contadina e polarizzata dalla stupida religione del "piú é meglio".

Quindi ci saranno sempre piú vecchi rispetto ai giovani. E allora? qual é il problema? il problema nasce per coloro che pensano che per garantire una vita decente ad una persona anziana occorre che i giovani lavorino. Per produrre reddito.

Reddito. Da cui pagare le tasse per pagare i servizi agli anziani.

Spiace ma questa é una equazione semplicistica. Non tiene conto del fattore produttivitá. E qui entra in gioco l'automazione. Se per assurdo fosse sufficiente, grazie all'automazione, un solo uomo in un paese per produrre il necessario (il necessario cambia ogni secondo ma giusto per fare un esempio...) tutti gli altri dovranno fare altro. Il reddito é svincolato da quanta gente lavora. E'dal 1971 che i soldi si creano dal nulla. Dal NULLA.

Prendete il Giappone. Non vogliono immigrati giovani. Ma invecchiano. Chi pulirá il culo agli anziani? o li porterá in giro al parco? secondo voi perché spingono tanto sull'automazione? Lo faranno i robot. I robot sostituiranno i "giovani" per attivitá legate all'invecchiamento. Non parliamo di Intelligenza Artificiale, é un termine da marketing. Parliamo di automazione spinta.
E il debito pubblico giapponese? stratosferico rispetto al PIL. La disoccupazione? bassissima. Eppure lo stato dovrebbe chiedere tasse altissime per pagare gli interessi su un debito cosí mostruoso.
Come si spiega cio'? si spiega perché il debito é solo un numero in un registro della banca centrale. Il Paese crea e presta denaro a se stesso, e poi lo distrugge. Mentre l'economia gira.
E poi perché la produttivitá in Giappone  é altissima. Altissima rispetto agli ALTRI paesi industrializzati.

Obiezione: Eh ma i giapponesi non fanno figli. Anzi, non scopano proprio, pare. Si ubriacano tutte le sere coi colleghi.
Nessun paese é "perfetto". Intendiamoci. Ma evidentemente i giapponesi preferiscono la cultura del lavoro, un robot pulito e asettico ad un immigrato che arriva col barcone e che porta una cultura diversa da quella del giapponese. Sono gusti.

Obiezione: e come campano i vecchi se non ci sono i giovani a lavorare, a pagare le tasse?

Saranno le banche centrali a produrre moneta. Sará reddito di cittadinanza. Io mi ribello a questo concetto, ma sono perdente. Sará cosí. Sará possibile generare moneta senza causare inflazione grazie a due fattori:
1. Automazione --> deflattiva
2. Globalizzazione --> deflattiva.

E tutte e due sono rese possibili dalla telematica e dalla microelettronica.
E sinceramente: arrivare a 80 anni in salute grazie alla automazione e alla sensoristica, ha i suoi indubbi vantaggi.

Capitolo assicurazioni: le assicurazioni cambieranno. Grazie alla microsensoristica, avremo un checkup completo ogni istante. Livelli di pressione, frequenza cardiaca, globuli rossi, globuli bianchi (stato di una infezione), colesterolo saranno monitorati grazie a mini sensori vestibili o immessi nel circolo sanguigno. Questo impatterá il mercato assicurativo. L'assicurazione é figlia dell'incertezza. Minore l'incertezza, minore il bisogno di pagare costi elevati all'assicurazione.
La privacy? Sará inesistente, peggio di adesso. Abbiamo perso. La sicurezza si paga con la privacy. Sicurezza e privacy sono antitetiche.

A differenza di tutte le altre societá che producono qualcosa (beni o servizi), le assicurazioni prima prendono i soldi e poi pagano. Secondo i loro criteri. Oggi! Ma grazie al crowdfunding, ci sará la possibilitá di avere assicurazioni "distribuite" fra migliaia di utenti. Le assicurazoini sono nate nel XVII secolo come societá di mutuo soccorso fra armatori che se perdevano un carico dalle Americhe finivano in bancarotta. Distribuivano il rischio fra piú soggetti. Ecco, il principio é lo stesso. Immaginate peró di estendere il mutuo soccorso tra migliaia o milioni di utenti grazie alla telematica. Persone con particolari patologia avranno il loro programma assicurativo.

La povertá? solo gli scienziati sono cosí ingenui da pensare che se basta produrre cibo per tutti e avere case prefabbricate per tutti allora la povertá sará estinta. Un uomo ha desideri, e i desideri costano. E siccome il prezzo dei beni dipende dalla allocazione della moneta in regime di automazione spinta, se uno ha un reddito inferiore rispetto al prezzo degli asset soggetti a inflazione della moneta, sará POVERO. Se una casa costa un capitale perché la moneta creata é finita nel mercato immobiliare, un capofamiglia sará comq povero. Mangerá e vivrá grazie al reddito di cittadinanza, avrá copertura sanitaria di base grazie al meccanismo assicurativo distribuito, ma sará povero. Nel senso che stará parecchio sotto la media del reddito.

Ci sará SEMPRE povertá secondo certi criteri. Perché siamo diversi e abbiamo storie diverse.

Il problema MONDIALE di oggi é come la moneta viene creata, distribuita, allocata e infine distrutta. E'un problema da ingegneri, per come la vedo io, non da economisti. Perché si inquadra nella cornice dei sistemi complessi. Questa é la vera sfida mondiale. Non certo la conquista di Marte. E lo dico da uno che lavora nel settore aerospaziale da anni.

Gli andrá bene essere al nostro futuro sig. Rossi o Mr. Smith essere"povero", ma avere tempo libero? la povertá é un concetto relativo. Un povero di oggi non muore per una infezione come un ricco del XV secolo. La povertá é la limitazione alla possibilitá di fare accadere le cose che si desiderano: casa migliore, cure sanitarie migliori, frigo migliore, macchina migliore, istruzione migliore.

Il costo dell'istruzione con la telematica sta crollando ma ancora esistono sacche ridicole di costi altissimi di universitá che lasciano solo il titolo. Tutto questo cambierá.

Giá oggi i millennials preferiscono il tempo libero e i social al reddito, in molte circostanze. Non é un caso. Si inquadra nei cambiamenti che ho appena descritto.



Monday, May 14, 2018

Dall'hardware ai servizi

Finalmente ci siamo.
Qua in Olanda a meno di 30 euro al mese hai accesso a internet 4G illimitato. Con un operatore decente di telefonia, questo significa una velocità di download di circa 100-120 Mbit effettivi.

Il che significa una cosa: chiudere col cavo, con la storia "ma la fibra arriva o no?" e con i giramenti di balle legati ai disservizi degli operatori di fonia fissa, piú tutta la solita trafila della consegna degli apparati quando cambi provider.

Io non ho un telefono a casa. Adopero solo il cellulare. In genere in Olanda i telefoni di casa sono VoIp e conosco solo persone che usano il cell.

Riflettevo sui costi dei servizi che pago:

1. Antivirus - 30 euro anno per un ottimo antivirus
2. Netflix - 10 euro mese
3. ExpressVPN - 6 euro mese (garantisce un mascheramento dell'IP, che consente di vedere anche i canali RAI)
4. Xbox Live - 9 euro mese
5. Spotify - 10 euro mese

Con il cellulare, per avere dati e chiamate senza limiti in Europa pago 35 euro mese.

Quindi, mensilmente, pago 130 euro mese, incluso internet senza limiti per casa, internet senza limiti per cellulare, servizi TV, giochi multiplayer per mio figlio, e VPN, e servizi video e audio on-demand.

Tutti questi, sono costi fissi mensili.
I costi una tantum sono quelli dell'hardware, che di seguito elenco.
A parte il cellulare, su cui c'é ampia scelta (io ho optato per un Huawei Mate 10 Pro che ben si sposa con le mie necessitá), si ha bisogno:
1. di una chiavetta wi-fi 802.11n usb (una quindicina di euro) per collegare il PC di casa al wi-fi,
2. un modem sim card 4G (una ventina di euro, non serve per le prestazioni wi-fi)
3. un ottimo router wi-fi, su cui invece é bene investire (minimo 100 euro), soprattutto se si desidera coprire piú piani, un'ampia superficie, un giardino, etc. Tipicamente un set da duecento euro comprende un router piú il satellite, che aiuta per una perfetta copertura della casa. Il set ha tecnologia proprietaria nel collegamento tra base e satellite, altamente performante (per chi mastica di tecnologia: MIMO + beamforming). Ecco perché sconsiglio di prendere un router wifi economico e di comprare un extender da pochi spiccioli.
Poi, chiaramente, ogni casa ha le sue geometrie e ogni utente le proprie esigenze e magari con 30 euro in totale vivi benissimo.

Su un arco di 5 anni di vita operativa (perché poi subentrerà il 5g e nuove tecnologie wi-fi), significa avere un costo di 4 euro al mese per avere un'ottima copertura tutta wireless, flessibile, affidabile. Ricordo che per i servizi che adopero spendo 130 euro mese, cioé TRENTA volte tanto.

Discorso a parte meritano gli smartphone: io non adopero Facebook o altri social media, ma adopero Whatsapp come il pane. Musica, film, libri, giornali, giochi on line, pagamenti, email, documenti...tutto, ripeto, TUTTO, passa attraverso lo smartphone, che é quindi giocoforza diventato piú smart di me. Se perdo il cell, sono fritto. Triste, ma vero. E mi rendo conto che piú l'adopero, piú Google o Amazon o altri sanno tutto di me. E diventa il single failure point: se qualcuno lo hackera, si prende la mia vita privata e professionale.

La privacy, intesa come tale nel XX secolo, non esiste piú. E' morta e sepolta.

Il rapporto fra costi dei servizi e costi dell'hardware (inteso anche come supporto, come CD e libro cartaceo) sta esplodendo a favore dei servizi che garantiscono ubiquità nell'accesso e condivisione.
Niente CD musicali, solo musica on line; leggo la maggior parte dei libri su display, con l'eccezione dei libri che mi serve consultare per lavoro - questi li tengo in versione cartacea. Nella mia libreria, a partire dal 2013, praticamente non ci sono romanzi nuovi.
Tutto questo si traduce in perdita di posti di lavoro per molta gente. Ne ho giá discusso altrove.

Ma il punto fondamentale rimane valido:
1. Infrastruttura di rete affidabile al 100%
2. Smartphone non crackabile











Monday, April 9, 2018

I tuoi soldi sono i miei soldi

Esistono tre modi in cui i soldi sono creati in un Paese

1. I soldi sono creati dalla banca centrale quando acquista titoli di stato
2. I soldi sono creati dalla banca commerciale quando concede un prestito o un mutuo
3. I soldi arrivano dall'estero

Vediamo le conseguenze.
1. Quando i soldi sono creati dalla banca centrale, e questa acquista titoli di stato, lo Stato puó teoricamente indebitarsi "ad libitum", senza troppi scossoni, e a bassissimi tassi di interesse.
Attualmente: Giappone ed Eurozona. L'Eurozona é molto piú complessa del Giappone perché é una somma di Paesi con economie completamente differenti l'una con l'altra, quindi ci sono fortissimi squilibri interni.

2. Quando i soldi sono creati dalla banca commerciale, il sig. Rossi inizia a spendere. I soldi entrano nel giro dell'economia reale.

Nel caso 2, c'é una ulteriore variabile di amplificazione del credito. Ed é la riserva frazionaria. Le banche sono tenute a tenere riserve obbligatorie presso la Banca Centrale. Queste riserve obbligatorie servono per i pagamenti interbancari e per il contante prelevato ai bancomat. Siccome a partire dagli anni 80 e 90 (con la liberalizzazione finanziaria)le riserve sono diventate una frazione sempre piú piccola, le banche hanno l'obbligo di tenere una frazione risibile del credito che erogano.
Credito facile é una manna per chi gestisce il risparmio: tanti, tanti soldi da gestire.

Apparentemente il sig. Rossi si puó indebitare piú facilmente, a bassi tassi di interesse, per comprare casa o l'auto. Il punto é che se la banca NON concede il prestito, il credito si inceppa. In Italia si fa poco credito ai giovani con contratti di lavoro temporanei, ma chi puó permettersi casa fa un affarone oggigiorno. In Olanda il credito é piú accessibile che in Italia, e c'é stata una esplosione della bolla immobiliare. Amsterdam é fuori dalla portata di famiglie medio alte.

3. Il punto 3 é interessante, e dipende da quanto si importa. Se importo dalla Cina, la Cina si fa pagare in euro. Questi euro che la Cina ottiene con il suo export, vanno reinvestiti in asset denominati in euro. Quindi sono reinvestiti in titoli di stato Europei, possibilmente Bund tedeschi, a basso rischio. Se il sig. Trump mette i dazi, crollano le importazioni negli USA, e crollano gli investimenti dalla Cina agli USA. Matematico.

Cosa aspettarci quindi? Tutto dipende
1. dai tassi di interesse
2. dai dazi

Se salgono entrambi, shock in borsa e crollo dei valori immobiliari, o una bella frenata.

Preparatevi che come si inverte il trend di Borsa si ricorrerá ad un altro quantitative easing, per tenere in piedi il valore delle case. Oppure si ricorrerá a nuovi strumenti: reddito di cittadinanza. Il cammino é tracciato.

Friday, March 16, 2018

Il vuoto delle idee

Immaginate di non avere il diploma di maturitá.

Immaginate di essere ministro (o ministra, se siete donne) della Pubblica Istruzione.

Immaginate di essere a capo di un Dicastero che é il pilastro del controllo sulla formazione delle nuove generazioni (queste, sí!, che ci pagheranno le pensioni).

Immaginate di avere...come dire....piegato un tantino il vostro CV in merito alla formazione ..emh emh...accademica.

Immaginate di aver avuto una folgorante carriera nel sindacato e che, bilancio 2017, dichiariate quasi 200 mila euro l'anno.

Non siate amareggiati: se non siete ministro dell'istruzione con la terza media da 200 mila euro l'anno (esclusi i benefit, quelli stanno a parte), potete sempre ambire a diventare ministro dei lavori pubblici, prendere circa 100mila euro l'anno, avere un bel diploma di tecnico agrario, e dire in TV che i laureati che fuggono dall'Italia in cerca di migliore fortuna stanno bene dove stanno e fanno bene a non essere tra i piedi di chi é rimasto (magari con posto fisso, raccomandazione, pensione pagata, benefit etc). Ministro che ovviamente parla una sola lingua, perché, si sa, per parlare (non dico scrivere) inglese é necessario avere relazioni con l'estero. Ma che si riempie la bocca di Europa.

Notare che questi ministri sono anche quelli che insistono NON sulla produttivitá, per ridurre l'orario di lavoro dei comuni mortali, ma su una generica formazione dei giovani.  Generica formazione a casa mia fa rima con inadeguatezza della preparazione (i laureati in ingegneria che se ne vanno, in effetti, sono giá preparati, e nemmeno i migliori). Se questa storia della formazione vi riporta all'idea del Movimento 5 Stelle sui corsi di riqualificazione per avere diritto al reddito di cittadinanza, sappiate che non siete i soli. Da questo punto di vista, le "geniali" intuizioni di un ministro del lavoro di un partito uscito perdente dalle elezioni 2018 e i "geniali" programmi di riqualificazione del cittadino messi in atto dal partito uscito vincente dalle ultime elezioni sono perfettamente sulla stessa lunghezza d'onda.

Bisogna che tutto cambi perché nulla cambi. Questa del lavoro (reddito di cittadinanza, corsi di formazione...) ne é l'emblema: cambiano le persone, ma le idee che ci sono dietro sono sempre le stesse. Vaghe idee su cosa serva nel mondo del lavoro, impreparazione, pressappochismo, supponenza, ignoranza.

Il nulla assoluto infarcito di tante belle intenzioni e presentazioni PowerPoint arlecchine.

Pensateci: l'istruzione delle giovani leve messa in mano ad una sindacalista con la terza media.
Poi, quando le giovani leve entrano nel mondo del lavoro (se ci riescono) si infilano nelle mani di un ministro perito agrario che sputa sentenze sui laureati emigrati. E che  sproloquia di digitalizzazione, nuove tecnologie, riqualificazioni, norme europee...norme dall'Europa sul mondo del lavoro perché l'Italia non ha la minima idea di come affrontare il problema?

Gli italiani, per cambiare, votano il programma economico assurdo di un comico, che vaneggia di fine del lavoro, e propongono un premier che non ha mai lavorato, con studi universitari incompleti, che faceva lo steward negli stadi accogliendo i vip, e che se ne esce che per rilanciare l'Italia, ci vogliono un milione di auto elettriche entro il 2020. Un milione di auto elettriche. In Italia. Nel 2020.

Come si fa a pensare che l'Italia cambi se la gente vota queste IDEE? Non parlo dei partiti, parlo delle idee.

Prepariamoci alla Troika tra il 2019 e il 2020. Ce la siamo meritata.







Sicilia: il buco nero

La notizia che ha fatto scattare la mia curiositá é questa, e riguarda l'indagine per peculato dell'ex PM Ingroia. Io mi ricordo quando i miei lo osannavano come paladino della legalitá. Aspettiamo la fine delle indagini, ma insomma...se si muovono sequestrando centocinquantamila euro ad un ex magistrato, ora avvocato, vuole dire che qualche base esiste.

Sapete che io ho giá pessime opinioni sui magistrati italiani in generale. E' veramente un settore che se solo provi a scalfirlo arrivano ritorsioni a non finire. I magistrati italiani sono strapagati e non hanno uno straccio di metrica di valutazione dell'operato. Almeno un politico, se sbaglia, ha il rischio di non venire riconfermato durante le votazioni. Un magistrato praticamente non corre rischi.

Oggi vorrei parlare di quel buco nero monetario che é la Regione Sicilia. E siccome vorrei separare il concetto di Sicilia geografica dalla popolazione siciliana, ci tengo a precisare che la Sicilia come ricchezza naturale e architettonica é forse la regione piú bella d'Italia. Qua mi riferisco al siciliano medio. Anzi, mediano.

Il reddito mediano lordo di una famiglia siciliana é di 22mila euro all'anno. Basso, diremmo. Poco per tirare su una famiglia di due genitori con un figlio.

Quando si leggono le notizie sulla Sicilia si ha la sensazione che esistano ancora le aristocrazie di una volta, con i nobili che percepiscono rendite e i poveracci che si arrangiano come possono cercando la protezione del nobilotto di turno.

Elenchiamo alcuni fatti:
8 miliardi e 35 milioni di debito al 31 dicembre del 2016
La regione Sicilia, tra quello che prende dallo Stato e quello che dá allo Stato, ogni santo anno si prende 8.9 miliardi.
Considerando che la popolazione é di 5 milioni, significa che ogni donna, uomo, adulto, bambino o neonato riceve un bel regalo dalle regioni virtuose pari a:
8.900000/5000 = 1780 euro.
Una famiglia di tre persone (con bimbo piccolo) cioé, ha un regalo di 5340 euro all'anno. ALL'ANNO!

Poi la gente si meraviglia perché con la storia del reddito di cittadinanza (ne ho scritto qui)il M5S ha fatto cappotto con il 50% in Sicilia.

Al che, uno potrebbe obiettare: sono soldi utilizzati per realizzare infrastrutture e investimenti stimolando l'impresa privata.

No. In Sicilia un dipendente su cinque é nel pubblico (20%).
Ricordo che la Sicilia é una regione a statuto speciale, quindi gode di parecchie agevolazioni fiscali. Le regioni a statuto speciale sono una manna per i dipendenti pubblici.

Ora, con una tale mole di agevolazioni (tra soldi netti presi dal resto dell'Italia, enormitá di posti fissi ultragarantiti con pensione, maternitá, permessi, malattia retribuita etc.) come se la passa il siciliano mediano?

A dar retta a questi dati (del 2006, piú recente organizzata per regione non l'ho trovata) se la passa pure male!

L'indice di Ghini (o Gini) é una misura della disuguaglianza del reddito: piú alto é, maggiore é la disparitá fra chi ha e chi non ha.
Dal diagramma scatter qua sopra  si vede che il siciliano mediano percepisce un reddito di merda (il piú basso di Italia) e convive con concittadini che se la passano molto ma molto meglio di lui. Ricorda un po' l'aristocrazia descritta nel Gattopardo.
L'aristocrazia da latifondiaria si é trasferita nei gangli della Regione Sicilia. Dalle decime che percepiva dai raccolti alle decime di Stato.

E calcolate che la crisi dal 2009  ha colpito duro nel Mezzogiorno! Quindi oggi i siciliani stanno decisamente peggio di quando que. Evidentemente ha colpito quelli che non erano al riparo del pubblico impiego.

Un altro modo per vedere la stessa informazione é con questo istogramma.




Ci dice che ci sono un sacco di poveri in Sicilia, molto piú percentualmente che nel resto di Italia.

Conclusione? Centocinquant'anni di Italia unita non sono serviti a nulla alla Sicilia, che é cresciuta molto meno di tutte le altre zone europee. In questi 150 anni, si é solo impoverita rispetto a tutto il resto d'Europa.
Quindi, potete metterla come volete: reddito di cittadinanza (altri soldi oltre a quelli che giá percepiscono con lo Statuto Speciale), Cassa per il Mezzogiorno, Piano di emergenza per la Sicilia...non cambierá niente. Perché una volta che la gente é assuefatta alla droga di Stato in cambio di voti politici, non é certo stimolata a cambiare.

Io la penso come Luttwak: che la Sicilia si sganci dall'Italia.  Provocazione? Mica tanto, considerati i pessimi risultati socioeconomici degli ultimi anni. A mali estremi, estremi rimedi. Altrimenti per altri 150 anni sentiremo parlare di emergenza, ovviamente perenne.














Wednesday, March 7, 2018

Reddito di cittadinanza - idiozia pentastellata

Nello scorso post ho parlato del fatto che il M5S, che ha stravinto le politiche 2018, é stato figlio della disoccupazione, della rabbia del ceto povero meridionale e dell'idea del reddito di cittadinanza che sostituirebbe gli storici trasferimenti a fondo perduto (e pioggia di posti pubblici) nel meridione. Il M5S ha incanalato questa rabbia e l'ha portata in parlamento.
A mio avviso fra 5 anni il Movimento 5 Stelle sará quasi sparito o fortemente ridimensionato, questo perché le loro proposte sono, sempre a mio parere, inattuabili e si scontreranno con quella stronza della realtá.
Seguiránno probabilmente la parabola di Podemos in Spagna.
Su Rischio Calcolato, ho letto in massima parte i soliti commenti da stadio:
1. Non ho capito una fava del reddito di cittadinanza
2. Io sarei a favore dell'euro (!!??) -

Un po'di ordine. Ma prima, due righe sull'euro.
L'euro é stato un progetto che é nato male, sviluppato peggio, ha fatto arricchire una piccola tecnocrazia, e ha avvantaggiato paesi a scapito di altri. La Germania é arrivata preparata, l'Italia al solito come l'armata brancaleone. Quindi, prendiamoci le nostre responsabilitá.

REDDITO DI CITTADINANZA
Questo é il programma 5 Stelle del reddito di cittadinanza. Universal income. Leggetelo. E'una pagina e sembra di leggere una fiaba. La copertina é pure carina: tanti ragazzi colorati che sembrano abbracciarti evitandoti di sfracellarti al suolo.

1. Si tratta di alzare le pensioni minime. Fin qui, semplice.
2. Si tratta di fornire reddito a chi é disoccupato. Questi, di suo, deve dimostrare di essere iscritto al collocamento, di fare corsi di recupero/reintroduzione/riqualifica nel mondo del lavoro.
E deve accettare uno dei tre primi lavori che gli vengono offerti.

Se giá vi lamentavate delle coop che gestivano i migranti, preparatevi alle miriadi di societá, finanziate dalla parte produttiva del paese, che proporrano corsi di reinserimento nel mondo del lavoro. Corsi in excel, word, saldatura ad arco, protocollo TCP/IP v.6, crittografia, blockchain, contabilitá nel web 3.0? eh, mi sa giá che sto esagerando. Anche perché si tratterebbe di vere e proprie mini corsi universitari, se dovessero fare le cose per bene, o ultraspecialistici (saldature, lavorazioni meccaniche) che invece sono tipicamente fatte "in house"dalle aziende, perché proprio per loro natura ultraspecialistici.

Come la rigirate, sinceramente, la vedo soltanto come un enorme spreco di risorse che non risolvono un bel niente, salvo arricchire queste nuove coop della riqualifica. Potrei aprirne una io stesso, ora che ci penso.

3. Poi c'é il volontariato, obbligatorio. 8 ore la settimana. Per progetti di utilitá sociale. Primo caso di volontariato obbligatorio, ma tant'é....di fatto si tratta di tempo sottratto a famiglia e lavoro, visto che é obbligatorio, e non remunerato.
Viene da pensare che se per pulire le strade non troviamo le aziende, perché troppo costose (che avide!!), mettiamo i 56enni disoccupati che sicuramente puliranno meglio, per buona volontá. A costo zero.
Decrescita felice. Idem per cura giardini, fogne, impianti elettrici? boh, non si sa.

4. C'é la paga minima oraria. 9 euro l'ora.
Se lavori part time, il governo ti paga la cifra rimasta per arrivare a 780 euro netti mese. Al sud Italia fai la vita non dico da signore, ma una coppia che lavora part time, non sposata, prenderebbe quasi 1600 al mese e avrebbe tempo libero a go go.

Mi fermo qua.

Capite da soli che questa é un programma da stato socialista.

  • Lo stato ti offre lavoro. 
  • Lo stato ti fa il corso di aggiornamento (sará da ridere)
  • Lo stato ti paga, ma se accetti il lavoro che ti viene proposto. Giá mi immagino quanta gente "non riuscirá"a trovare lavoro. Conosciamo tutti il Sud Italia. Nel frattempo, peró, il reddito di cittadinanza sará diventato "diritto acquisito". 

Notare che i soldi che prenderesti sarebbero indipendenti dal costo della vita del posto dove ti trovi. Milano come a Catania o Roma o Lecce.
Ovviamente chi lavora sodo, dovrá vedersi le tasse aumentare per finanziare questi redditi da cittadinanza. Soprattutto, chi glielo fa fare, se tira su 1600 al mese sgobbando, a tenere aperta l'attivitá, pagare tasse, la benzina per andare al lavoro, il commercialista, la baby sitter perché a casa non ci sei mai?

Ovunque vi siano stati socialisti, questi sono andati in bancarotta.
Peró suona figo e facile: stanziamenti pronti (16 miliardi), aggiornamenti, nessuno indietro, lavoro che sicuramente verrá, anzi TRE scelte!

Il M5S é solo un altro chiodo sulla bara Italia.








Tuesday, March 6, 2018

Povertá, Movimento 5 Stelle e Spesa pubblica a venire

Alle volte le immagini dicono piú di mille parole.

Mappa della disoccupazione in Italia




Mappa dei voti in Italia





Notare la "leggerissima" correlazione tra Movimento 5 Stelle e tasso di disoccupazione al Sud Italia?


Ora, chi mi legge sa che penso che quelli del 5 stelle non sono buoni nemmeno ad allacciarsi le scarpe, ma ero convinto che avrebbero vinto, specie al Sud, dove la povertá dilaga e tutti si attendono l'aiuto dello Stato, con la S maiuscola, che fa rima con reddito di cittadinanza, alias reddito universale, alias soldi gratis nel conto in banca.

Veniamo agli altri vincitori, la Lega: tra i ripescati ci sono Alberto Bagnai e Claudio Borghi Aquilini, esperti del settore economico della Lega. Due keynesiani di ferro, piú keynesiani di Keynes, quelli della spesa pubblica e del moltiplicatore del PIL in regime di cambi flessibili. Quelli del "se eravamo corrotti in passato, ma stavamo bene, perché se siamo sempre corrotti ora stiamo male?". Quelli che "la colpa é soprattutto dell'euro". Ma trascurano che la globalizzazione e la demografia sono driver molto piú forti dell'euro nella crisi italiana.
Purtroppo anche a costoro, che sono molto piú intelligenti di me, sfugge l'ovvia constatazione che la corruzione nella pubblica amministrazione produce danni enormi che si aggravano anno dopo anno.
E non c''é "causa esterna europea che tenga".
Per esempio, in nome dei vincoli europei, ci dicono che non possiamo investire in infrastrutture (fare deficit per investimenti). Bene, date un'occhiata a questa tabella, presa dall'eccellente post di Ugo Arrigo su LaVoce.info


La spesa per km di rete ferroviaria in Italia (155) é due volte e mezza quella (155)della Francia, che fa della Spesa Pubblica un cardine di crescita e welfare.

Vedete voi qualche possibilitá, anche remota, per cui i conti in Italia possano migliorare con queste elezioni? Io é da tempo che osservo la politica e i giornalisti italiani come un biologo osserva i batteri. Senza tifo, solo studio.