Sunday, September 24, 2017

Il buonismo idiota: le quote rosa


Per motivi di lavoro non ho potuto aggiornare il blog in inglese, e siccome gli impegni si stanno intensificando, ho deciso che d'ora in avanti scriveró i miei post in italiano direttamente. 


Oggi vorrei parlare di un aspetto non marginale della vita lavorativa europea. Ripeto: europea, non solo italiana, anche se leggendo i loro commenti, capisco che molti commentatori pensano che l'Italia sia il centro del mondo e che quindi e i difetti e pregi italiani siano in qualche maniera unici. Siamo i piú corrotti (falso), quelli che sanno meno l’inglese (falso), quelli con il paese dove peró si vive meglio (falso), in riferimento ad altri paesi europei avanzati.
Lavorando all’estero, ho scoperto che l'idiozia é trasversale e non conosce confini geografici.Ogni paese eccelle per qualcosa e fa schifo per qualcos altro. Gli italiani sono mediamente disorganizzati, gli olandesi tendono mediamenti a fregarti in ogni trattativa commerciale, i tedeschi considerano un atto di gentilezza come una debolezza propria di uno sfigato che considerano come essere inferiore. E’un dato di fatto. Siamo tutti diversi.

C’è peró una idiozia che ci accomuna tutti: ed è il politicamente corretto.
Oggi mi soffermeró su una particolare variante del politicamente corretto: le quote rosa. E partiró da un esempio: gli alti stipendi nel settore aerospaziale .

Preambolo: tempo fa parlavo con un mio collega francese, il quale mi diceva che al CNES (centro nazionale di studi spaziali francese) é in uso la politica di agevolare le donne in termini di assuzioni e carriera dirigenziale.
Siccome vale la stessa cosa in generale nel consorzio aerospaziale europeo (industria e agenzie governative e paragovernative), ho deciso di esaminare la questione perché mi riguarda piú da vicino.
Parliamo di societá private, ma soprattutto semipubbliche o pubbliche dove gli stipendi sono molto al di sopra della mediana nazionale (se non siete pratici della differenza fra mediana e media quando si parla di salari, e come il governo e l’Istat vi fregano con le loro chiacchiere, vi suggerisco di leggervi questo articolo che scrissi a suo tempo per evidenziare come l’ignoranza della statistica é uno dei mali piú seri del nostro tempo perché non siamo in grado di dare peso ai dati che vengono forniti dai portavoce di governo).

Perché quegli stipendi sono molto al di sopra della mediana nazionale? Perché parliamo di ingegneri, fisici, matematici, le cui competenze si pagano visto che lavorano in settori chiave (aerospazio e difesa) del governo. Sono posti che fanno gola a tanti: lavoro ai massimi livelli tecnici, personale istruito, mensa, sindacato organizzato e potente, visite mediche interne, ferie riconosciute e cumulabili, contributi pagati, largo numero di trasferte all’estero per cui viene riconosciuta una extra diaria, etc.

Capite quindi che dire “applichiamo le quote rosa”, cioé minimo il 50% delle assunzioni devono riguardare le donne e la carriera deve privilegiare il gentil sesso, causa di fatto una grossa discriminante sociale di accesso a salari di un certo rilievo.

La domanda che uno con un po’di buon senso dovrebbe porsi é la seguente: ma quanti ingegneri, matematici e fisici sono donne rispetto al totale che esce dalle universitá?
La risposta richiede di scavare un po’nei numeri e fare qualche considerazione a latere.
Innanzitutto, non tutte le lauree in materie scientifiche hanno pari “peso”: ad esempio, ingegneria elettronica, meccanica, aerospaziale, dei materiali hanno un peso diverso che non ingegneria ambiente e territorio o gestionale. Le prime sono tecnicamente piú “hard”delle seconde, e sono rivendibili molto piú che ambiente e territorio o gestionale. Le cose vanno dette. Chiaramente c’é il laureato in ambiente e territorio che ha trovato un ottimo lavoro in Finmeccanica, ma non fa media.

Quindi, concentriamoci su lauree tecniche “hard” ad alta rivendibilitá e ad alta remunerazione. Mi concentro su ingegneria perché conosco il mondo piú da vicino.

In Italia leggiamo che:
·       Ci sono troppo pochi laureati in generale, rispetto all’Europa
·       Non c’é lavoro per laureati
·       L’abbandono scolastico ha subito una impennata
·       Il tempo per trovare il primo lavoro é inferiore per gli ingegneri che per altre categorie
·       Lo stipendio mediano di ingresso per un ingegnere nel mondo del lavoro è tra i piú alti tra i laureati.
·       L’emigrazione italiana è stata di 150mila unitá nel 2015, soprattutto di personale istruito. Ho giá scritto al riguardo. Si tratta di numeri largamente sottostimati. L’emigrazione di qualitá è piú alta di almeno il 30%.

Tutte queste informazioni sono apparentemente contraddittorie (troppi pochi laureati ma non trovano lavoro?? Allora troppi rispetto a che?? Lo stipendio è tra i piú alti…sí, ma perché i giovani ingegneri vivono con i genitori?), contengono un po’di veritá ma di fatto sono parziali.
La veritá é semplice, e si articola in pochi punti
1.    In Italia non c’é crescita da oltre venti anni, e il tessuto industriale si é contratto del 25% in dieci anni. E’l’industria che traina l’economia in un paese avanzato. Mancando veri investimenti in ricerca, sviluppo, produzione, qualitá, logistica, etc. sono mancate le condizioni di impiego di un numero di ingegneri che, per quanto ridotto, é superiore alle necessitá del mondo industriale italiano, competitivo nel ramo spaziale con gli stipendi bassi anziché con la produttivitá ottenuta con la ottimizzazione dei processi, nonostante la presenza di menti brillanti. Parlo per esperienza vissuta sulla mia pelle: per confronto, la vituperata Francia, regina della spesa pubblica, investe enormemente nella innovazione di apparati di test, produzione e controllo della qualitá (a partire dalla implementazione della lean production). Per la legge della domanda e dell’offerta, che i miei colleghi ingegneri  sembrano ignorare anche se è la piú importante legge della vita, quello che accade é che si hanno stipendi bassissimi in Italia anche per gli ingegneri (fatevi una ricerca su Glassdoor). Una mia collega, precaria con rinnovo annuale in Selex e con dottorato sui materiali, prendeva milleduecento euro al mese netti.
2.    In Italia c’é una enorme barriera fra le necessitá dell’industria italiana e quello che l’universitá sforna. Questo é un sottoprodotto della scuola italiana, per come é improntata. Prendere una laurea ”a prescindere” dalla situazione di mercato non serve a nulla. Il ritorno dell’investimento per la spesa dell’istruzione, e blocco sui banchi di scuola per anni, rischia di essere negativo. Moltissima teoria, poca o nulla pratica. E’chiaro che chi ha studiato materie scientifiche e ha una mente aperta ha un vantaggio all’estero dove invece ci sono stati molti piú investimenti nell’industria e queste competenze vengono riconosciute e pagate. 
3.    In Italia c’é un abominio di vantaggi del pubblico sul privato, specie in questo periodo di deflazione salariale. Perdura da circa venti anni. Quindi, anche potenziali buoni ingegneri sono piú portati a fare il concorso in polizia o nelle forze armate che non ad entrare nell’industria, dove rischi di fare il precario per anni, o aprire una attivitá, perché ti massacrano di tasse e carte bollate, mentre nelle forze armate puoi fare carriera rimanendo seduto su una sedia e aspettando che passi il tempo necessario. Ho una collega che fa il vigile urbano ed é felicissima cosí. Il posto fisso vince nell’immaginario collettivo. Una industria che chiude i battenti obbliga l’ingegnere a trasferirsi altrove, con altissmi costi personali. Uno con il posto pubblico non corre questi rischi e difenderá col coltello fra i denti lo statu quo.
4.    La via di uscita, unica se consideriamo i grandi numeri, per personale tecnico e scientifico specializzato italiano è l’emigrazione: richiede coraggio, capitale familiare se giá non si lavora, e se si ha famiglia bisogna avere le palle di mollare tutto e fare economia i primi tempi. Le possibilitá di successo sono peró alte, se si ha l’umiltá di lavorare sodo. In genere chi emigra queste qualitá le ha, e aumenta la confidenza in se stesso quando riscuote i primi personali, anche se piccoli, successi. Ecco perché gli italiani all’estero sono in genere ben visti.

Quindi, sí, in genere gli ingegneri trovano prima degli altri lavoro in Italia, ma sono lavori che non consentono una vera indipendenza economica almeno per i primi anni. Le lauree umanistiche, a meno che non si abbiano le spalle coperte, sono inutili per costruirsi una famiglia. Mediamente, ovvio, ci sono sempre le eccezioni. Se i laureati in discipline umanistiche fossero pochi rispetto alle esigenze, prenderebbero stipendi alti. Ma siccome sono troppi rispetto alle esigenze, sono disoccupati o lavorano nei call center. Legge della domanda e dell’offerta.

Veniamo al punto del post. Le quote rosa.
Anche emigrare non protegge da questa piaga, figlia del buonismo imperante in Occidente.
In Italia l’80% dei laureati in ingegneria in discipline “hard”sono uomini. Cosí come in Francia. Buon senso vorrebbe che analogamente, per la legge dei grandi numeri, l’80% delle assuzioni fossero maschili, l’80% dei dirigenti fossero uomini, e cosí via. Proprio perché competenze e intelligenza dovrebbero essere equamente distribuite tra uomini e donne.
Ebbene, ormani non é piú cosí. In nome delle quote rosa, donne che magari non hanno le stesse competenze dei loro colleghi maschi sono preferite nei percorsi di assunzione e carriera. E questa forma di buonismo, che non privilegia i migliori, ma il sesso, sta giá facendo danni nell’industria.
Uomini e donne hanno pari diritti e pari doveri sul posto di lavoro. Hanno intelligenze diverse e complementari. Ma non si puó tendere ad avere una dirigenza composta per il 50% da donne nell’Industria aerospaziale e nella Difesa se poi i laureati in materie scientifiche sono per l’80% uomini. Si introduce una inefficienza enorme nel mercato del lavoro per ostentare alla politica e all’elettorato ignorante una uguaglianza di facciata.
Basta girare nel sottobosco di internet: fatevi un giro per i blog di elettronica, meccanica, i forum tecnici di informatica: scrivono quasi tutti uomini, per oltre il 95%.  Apple l’ha creata un uomo, Amazon pure, Bitcoin é promosso da una comunitá di sviluppatori composta in massima parte da uomini. I blog finanziari sono scritti – e commentati - quasi tutti da uomini.



Le “Quote Rosa” sono un altro tassello di questa idiozia collettiva che sostituisce al pragmatismo che faticosamente costruisce e diversifica, l’ideologia stracciona che nichilisce e omologa. Un ennesimo esempio di diciotto politico.

Sunday, January 8, 2017

Germans said that

In the eurozone we are witnessing a change of wind. This time it's stronger than ever.

We have already covered the basic reasons why the eurozone is a total disaster here: we explained the reasons behind the fall of Italy since 2008. The figures look like a country which has undergone a war.


  • Industrial production:  -25%
  • GDP: -7%
  • Youth unemployment: + 100%
  • Fertility rate: 1.4% descending
  • Net Emigration rate: + 250%
  • Percentage of bank non-performing loans: + 270%

We have to consider that the numbers pertaining to the net emigration are underestimated, as we have explained here.

So, inside the euro zone, there are many losers (among which Italy), but one clear winner: Germany.
Now we can argue that it is easy to blame German banks and policy makers for the disaster in Italy: in fact I insist on this point. It is entirely up to the Italian policy makers if Italy has fallen down into this dip: they sold their country for careers in Brussels, and with the support of those industries that produced outside Italy, where the labor force is cheap, and sold in those countries where the currency is strong.

Is it unethical to make profits in this way? for the entrepreneur it is not, for the policy maker who is supposed to stand up for the rights of the people, it is.

So, Italian policy makers, and all that intelligentsia (intellectuals, journalists, editors, opinion makers, economists) who have given their support to this project is to blame. So, it is up to Italians. The sooner they realize they have to stop blaming others for the disaster, the sooner they can get out of this mess.

Now, this news is remarkable: German Vice Chancellor Sigmar Gabriel has said a couple of days ago that:

"Germany is the biggest beneficiary of the European Community - economically and politically"


Bear in mind that this guy belongs to the SPD, the same party of Angela Merkel. He is the minister of economy of Germany as well. Maybe he will the next candidate that the SPD will use to replace Mrs Merkel as Chancellor.

Now, with this statement, I think that now we can bring the euro discussion to its natural conclusion: it was a project born to strengthen Germany. There may be many reasons for this.


Despite all of its defects, I think that the euro will survive for many years ahead. I explained the reasons here.



Saturday, January 7, 2017

China: why limiting fireworks?

It seems that the gun powder was born in China and that it was used for making fireworks.
A few days away have passed since the beginning of the new year, and I was simply following some thoughts.

In a previous article (here the Italian version), we explained the reasons behind increasing inequality in the Western Countries and the causes for raising economies like Japan in the 80's and China in the 00's.
The nuts and bolts are that, when there is no stop to how much money a Central Bank can print, then a Country, say US, starts printing dollars, which are accepted worldwide due to the fact that, for example:
1. Crude Oil has to be paid in dollars
2. US is a Superpower, won the Second World War, imposed the Bretton Woods agreement, then unilaterally abandoned it, and, whether you like it or not, it decides the doom of the Western Countries.

Bear in mind that until 1989, formally US were in a condition of cold war with the Soviet Union, this implying that the huge amount of money that US printed was one of the main causes (not to say the Main cause) of the fall of the Communism, thanks to a huge investing in technology, warfare, education and so on, that would not have been possible otherwise, under a Gold Standard.

So, when the US realized they could print dollars to buy stuff from the rest of the world, where the cost of labour was extremely low and huge amounts of people were still working in the agricolture, so there was room for moving millions people from the countyside to the city, then countries like China started producing like hell.
Then the Central Bank of China printed Yuans out of thin air, and with these newly created Yuans China bought dollars.
This loop has two main effects:

1. It keeps devaluating the Yuan,
2. China can continue to buy US assets

The combined effects of the aforementioned points are complex, and we will cover this in another post.

Today I would like to draw a few lines about one aspect which is not considered by economists when they discuss about China, and they claim that China cannot grow at that pace (7% yoy, if it was to be true), basing on God-knows-what models (they are always wrong...)

Pollution.

You see, China has used more cement in three years (between 2011 and 2013) than US in the entire 20th Century.
This means that if China has simply continued to build cities and bridges and airports at the same rate, between 2014 and 2016, then, all other things being equal, the GDP would have grown by 0%!
Just imagine: you build another US in China and there is no growth of the Gross Domestic Product. You need to do better than that.

What do you need to build up such an enormous quantity of buildings? Well, material, labour force  and energy.
Where does the energy in China come from? Coal by 70%, Oil by 20%.

These are the consequences.


When I used to attend the lessons at the driving school, they mentioned the risk of incurring into car accidents because of the fog, not because of the pollution.


It is clear that the situation cannot go on like that. Bejing authorities also control the use of the fireworks during the New Year's Eve to contribute to air quality.
So, China needs to renew completely their model of development. And they need to do that quickly, since they have planned to build megacities to accomodate millions of people coming from the internal rural areas.

So, I don't know how they can manage such a shift from coal and oil factories to a green economy in a few years: they cannot shut down factories, they need to keep costs low to go on exporting, they need to pay low wages, so I am a bit wary that they are going to implement state-of-the-art pollution filters, advanced waste disposal systems, reconfigure the energy sources and the distribution network etc on such a vast scale.

Good luck, China.