Tuesday, August 27, 2019

[Clima] Le frodi climatiche - il processo climatico del secolo

Nello scorso post, abbiamo visto che scienziati autorevoli hanno contestato pesantemente, per mezzo di dati da satelliti di telerilevamento, i modelli meteorologici "doom and gloom" in giro e dati in pasto ai giornalisti a partire dagli anni '70.

In quel caso, nessuno si é spinto a dire che trattavasi di frode, semplicemente perché in ogni modello un errore statistico é sempre presente. Quando peró l'errore statistico é dominato da un bias, ovvero da un valore medio che stranamente é sempre al rialzo rispetto ai valori misurati, qualche sopracciglio si alza, e se uno scienziato é degno di questo nome, inizia a indagare.

In altri termini, un conto é prevedere nel modello delle fluttuazioni intorno al valore medio della temperatura, un altro é avere un valore medio della temperatura previsto talmente al rialzo che si scontra con misurazioni effettuate per mezzo di satelliti che peró nessuno contesta. Le misurazioni satellitari sono precise, ripetibili, affidabili, coerenti, e difficilmente soggette ad errori tipo boe di mare che si surriscaldano, vernici bianche che si distaccano dai sensori, rivelatori di terra impossibili da installare su superfici ghiacciate, etc.

Peró nessuno si era mai spinto a parlare di frode su canali ufficiali.

Nessun giornale italiano ha dato rilievo alla notizia della prima importante causa vinta negli USA da un climatologo contro un altro climatologo, che é destinata a ridimensionare pesantemente la credibilitá di quanti sostengono che la causa dell'aumento delle temperature recenti nel pianeta é esclusivamente di orgine umana.

https://principia-scientific.org/breaking-fatal-courtroom-act-ruins-michael-hockey-stick-mann/

Se nel precedente post abbiamo parlato di modelli predittivi (tempo: futuro), oggi parliamo di dati storici (tempo: passato).

Osservate questo grafico. Questo é il grafico dei grafici di coloro che pensano che il mondo sia destinato a finire a breve. Marketing, non scienza, come vedremo a breve.




Questo grafico é l'iconico Hockey Stick Chart (grafico a forma di mazza da hockey) che il prof. Michael Mann produsse nel 2001 nel report delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici.
Ripeto: Report delle Nazioni Unite, non un paper interno di una universitá.

Questo grafico ha fatto il giro del mondo, é stato usato come evidenza per dire che la causa del riscaldamento globale é antropica. Fu largamente usato da Al Gore e dai sostenitori dei cambiamenti climatici causati dall'uomo.

Come ha fatto il prof. Mann a ricavare quei dati? Quei dati sono in massima parte basati sulla misura dello spessore degli anelli di alcuni abeti. Diciamo quindi che, in prima battuta, il set di dati si basa su un contributore principale per tutta la durata del periodo di riferimento (dal 1000dC al 2000dC). Questa é cosa buona e giusta, perché il misurato deve venire da un set coerente. Non é che ogni 100 anni cambi sorgente dei dati: il rischio é avere un grafico per mischia mele con pere a seconda del periodo storico. La correzione richiederebbe parecchie regressioni (ho parlato della regressione nel mio post sulle fesserie sull'inflazione, e ogni regressione si porta dietro errori su errori) ma non stiamo qua a spiegare i dettagli.

Questo grafico é BELLO, dal punto di vista di un esperto di marketing e di scienza della comunicazione e deve essere piaciuto molto agli alti papaveri dell'ONU: in blu il freddo, in rosso il caldo, e il rosso corrisponde alla seconda parte della rivoluzione industriale. Non solo, il grigio, dovuto alla variazione statistica, correttamente diminuisce mano a mano che ci avviciniamo al periodo odierno, dove le misurazioni si fanno piú attendibili. In nero spesso, al centro, c'é la media mobile dei dati. Tutto perfetto.

Noterete che da metá Ottocento la temperatura media nell'emisfero boreale é schizzata verso l'alto, con una delta di 1 grado centigrado oltre la media dei precedenti 1850 anni.

Una deviazione enorme.

Questo grafico peró soffriva di un problema: non riportava assolutamente le evidenze di un medio evo caldo, occorso fra il 1050 e il 1350, su cui molti scienziati erano concordi.

Diversi scienziati iniziarono a contestare i metodi di Mann: ne elenco qattro: Steven McIntyre, Ross mcKitrick, Mark Steyn e infine Tim Ball. Questi scienziati contestavano il dataset originale, troppo poco rappresentativo a loro dire per tirare conclusioni cosí enormi. Dissero che il modello regressivo usato da Mann era talmente biased che avrebbe prodotto un grafico a mazza da Hockey anche con dataset di partenza completamente differenti. Roba pesante.

Dando prova di spirito scientifico, apertura mentale e atteggiamento votato alla collaborazione professionale,  Mann citó in giudizio i suoi contestatori, uno dopo l'altro. Scienziati che citano in giudizio altri scienziati perché i dati vengono contestati. Siamo alle comiche e questo fa capire a cosa si é ridotta molta della scienza odierna.

In particolare, Tim Ball aveva accusato Mann apertamente di frode ("Mann appartiene alla Penna di Stato, non al Penn State", dove Penn sta per Pennsylvania, dove Mann insegnava).

Quale era la posizione di Ball il freddo? Eccola nel grafico sottostante.


Sopra, vediamo Mann (caldo), sotto vediamo Ball (freddo)

Di fatto, Ball dice che nel medioevo faceva piú caldo di oggi.
Attenzione: Ball NON NEGA l'aumento delle temperature recenti, ma CONTESTA il fatto che i dati di Mann siano piatti fino a quando l'uomo non ha iniziato a costruire le ferrovie e i battelli a vapore.

Apriti cielo!

Davanti alla corte, Ball aveva una linea difensiva semplice, che si puó riassumere cosí: "Io credo nel mio modello, e sfido Mann, che penso sia un imbroglione, a darmi i suoi dati e la matematica che ha usato. D'altronde, mi devo difensere visto che Mann mi ha citato in giudizio."

La corte intimó quindi Mann di dare i dati a Ball.
Piu'volte.
Per anni.
Mann si é sempre rifiutato.

Il processo é iniziato nel 2011 in Canada (Ball é canadese) e si é concluso pochi giorni fa, dopo OTTO anni. Otto anni durante i quali Mann non ha mai reso pubblici i dati e la matematica a supporto delle sue conclusioni (nonostante l'ordine del giudice) diffuse in tutto il mondo e prese come ORO colato da una infinitá di scienziati (con la s minuscola, aggiungo io).

Il giudice ha obbligato Mann a pagare i costi del processo e le parcelle degli avvocati. Mann dice che ricorrerá in appello. Ma, sinceramente, uno scienziato che cita in giudizio colleghi che contestano i suoi dati e si rifiuta di mettere a disposizione dati e metriche di valutazione andrebbe radiato, per come la vedo io. Altrimenti io pubblico quello che mi pare e poi cito chi mi contesta i metodi.
E'un precedente GRAVISSIMO.

Forte di questa vittoria, adesso Ball dovrebbe dare mandato agli avvocati della British Columbia di citare in giudizio Mann per frode finanziata con soldi pubblici. Per Mann il caldo, si mette male.

Benvenuti nella epica saga delle Climate Wars.



Mann, a sinistra e Ball, a destra.

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