Wednesday, February 21, 2018

Elezioni italiane 2018, viste da un expat

Oggi ho letto questo interessante pezzo su ZeroHedge, tratto dal blog Thesovereignman. Invito i lettori a leggerlo.
Si parla della tassazione in Italia e si fa un interessante parallelo con l’Editto di Diocleziano, promulgato nel 301 dC. In parole povere, all’epoca per combattere una crisi economica senza precedenti, si pensó di fissare un tetto ai prezzi delle merci, e di censire tutto quello che produceva ricchezza (capi di bestiame, terreni, fattorie, etc). Vennero create nuove monete, con bassissime percentuali di argento e oro, molto piú basse rispetto al conio precedente, che portarono ad una feroce inflazione. Venne quindi promulgato un altro editto, l’Editto di Afrodisiade, sempre del 301 dC, che puniva a morte gli speculatori.
L’Editto di Diocleziano puniva con la morte chi superava i tetti massimi per i prezzi. Siccome i commercianti, i grossisti e i produttori non potevano vendere sottocosto, causa inflazione, chi non poteva tirare avanti anziché incorrere nella pena capitale, chiudeva i battenti.

Oggi gli speculatori sono diventati i professionisti, le partite IVA, chi ha una seconda casa da dare in affitto.
E chi non riesce a sopravvivere che fa? Chiude i battenti, (s)vende. Se ha competenze, etá e coraggio, va all’estero. Oppure, se è anziano, si ritira in pensione, se ne ha la possibilitá, cercando di prendere l’ultimo tram che rimane.
Come ai tempi di Diocleziano, non sapendo come e dove agire, il  governo ha messo in moto una infernale macchina fiscale che fa uso dell’informatica e della telematica, sconosciute ai tempi dell’antica Roma, per correlare il presunto ammontare di spese e ..udite udite!...di risparmi per capire se spendi troppo rispetto al dichiarato o se RISPARMI troppo. Avete idea di quanto sforzo ci vuole per un simile controllo? Quante risorse vengono drenate che potrebbero essere usate diversamente?
Siamo alla polizia fiscale.
Il problema principale dell’Italia, come ho giá scritto, è la pubblica amministrazione. Gli USA e la Gran Bretagna sono abitati da gente mediamente molto piú ignorante e sempliciotta di noi italiani, ma la classe dirigente è ben formata, almeno rispetto alla nostra, e le regole sono rispettate. 
A seguire, il secondo problema in Italia è la magistratura.

Il politico italiano non ha saputo prevedere le conseguenze dell’euro e della globalizzazoine applicata a casa nostra. Le conseguenze sono i licenziamenti e gli spostamenti delle fabbriche una volta in Cina o in Vietnam, e ora in Slovacchia e Polonia (dietro casa).
Il politico italiano non ha saputo valutare le conseguenze del Pareggio di Bilancio in un paese come il nostro. E nella sua sesquipedale ignoranza ne ha fatto un architrave da sistemare addirittura nella costituzione.
Il politico italiano non ha capito cosa significa vivere in un regime di fiat money, e cosa succede quando viene decisa la politica monetaria (quanti soldi mettere a disposizione della gente, in estrema sintesi) oltreconfine, tra Belgio, Lussemburgo e Germania.
Il politico italiano non ha capito cosa significava per un paese industrialmente debole, basato sulla piccola e media impresa, entrare e scontrarsi contro la corazzata franco tedesca.
Il politico italiano, che spesso, vedi Movimento 5 Stelle, non ha mai lavorato, è quello che ha il posto sicuro e pretende di legiferare su temi che coinvolgono tutti gli altri che hanno molte meno garanzie delle sue.
Un paio di impietosi confronti: la Svizzera è abitata da gente che tiene al suo piccolo paese, informata, che ha scelto il referendum per decidere su dove aprire un pascolo o una galleria, e se avere una moneta coperta dall’oro o meno. Gli olandesi badano al singolo centesimo, si indignano se uno ruba 1 euro di soldi pubblici, e tengono i rifugiati delle guerre o colpi di stato (Iran e Libano, e parlo perché conosco della gente scappata da quei paesi negli anni 80) per anni entro condomini controllati finché non dimostrano di parlare la lingua, avere un lavoro e saper badare a se stessi.
Aggiungiamo una cosa: con la cessione di sovranitá, ha anche meno senso avere tutti questi deputati e senatori, e portaborse al guinzaglio. In fondo, si legifera altrove. A Bruxelles. Idem per i dipendenti della Banca d’Italia. In fondo, si legifera altrove. A Francoforte.
Non parliamo poi del concetto di produttivitá: ci scassano i maroni col rapporto output creato rispetto all’input, produzione rispetto ai costi. Ma qualcuno ha mai menzionato una metrica per misurare la produttivitá dei politici e dei magistrati e regolare cosí i loro stipendi e avanzamenti di carriera? In mancanza di una tale metrica, un politico e un magistrato che lavorano sodo sono premiati quanto un brocco parassita. E il livello medio si abbassa.
Ora ci dicono per l’ennesima volta che queste elezioni sono un punto di svolta, un punto di non ritorno per cambiare l’Italia.
Qualche osservazione:
  • ·        Berlusconi ha oltre 80 anni.
  • ·        Salvini è contro l’euro ma ha detto che se vince Berlusconi e propongono Draghi come premier, lui non obietterá.
  • ·        Il PD ha disintegrato l’Italia a partire da Monti ma ha oltre un quinto dell’elettorato.
  • ·        Il Movimento5Stelle, i jihadisti dell’onestá, si rilevano un cumulo di incompetenti, pressapochisti, arroganti che scaricano sempre la colpa sugli altri.
  • ·        Al lato opposto degli europeisti, ci sono i sovranisti, e poi quelli tipo Forza Nuova che invece vogliono riprendersi i quartieri delle cittá “infettati” dalle nuove risorse. A Roma, all’Esquilino, ex chinatown, ci sono commercianti che vorrebbero riavere indietro gli Spada…


Voi davvero vedete un punto di svolta?



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